Dare un giudizio netto e tranciante sulle prime mosse di Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus, non avrebbe nessun tipo di senso. Sarebbe infatti davvero ingiusto sputare sentenze su un tecnico alla prima esperienza in carriera, per sua sfortuna capitata nel bel mezzo di una pandemia che sta mettendo in difficoltà allenatori ben più navigati di lui.

Quanto detto ovviamente, non esula il Maestro da critiche e osservazioni. Le falle della sua Vecchia Signora sono ancora tante: le due principali, sono una organizzazione non eccezionale in fase di pressing, e una grande difficoltà nell’aprire le difese avversarie.

Nonostante la vittoria, quella col Genoa è stata una partita tutt’altro che da ricordare per l’attacco bianconero

Nonostante vi siano partite o momenti della gara per nulla entusiasmanti, le ultime due uscite della Juventus, al di là dei risultati finali, hanno messo in evidenza che dei miglioramenti sotto pelle stanno avvenendo.

Juventus-Genoa; primi accenni di un pressing organizzato?

Per la prima volta in stagione, nel match disputato al Marassi si è finalmente potuto osservare una squadra corta e col baricentro molto alto. Questo approccio, ha permesso alla Juventus di schiacciare completamente il Genoa nella propria metà campo, senza permettergli di uscirne per lunghi tratti della gara.

Come già evidenziato in precedenza tuttavia, nell’arco dei novanta minuti non tutto è andato per il meglio. Il dominio incontrastato in fase di possesso non si è infatti tramutato in un sostanziale incremento delle palle gol; ciò è da addurre però anche al fatto che le punte, nel caso particolare Dybala e Ronaldo, abbiano giocato molto lontano dalla porta difesa da Perin, risultando quasi nulli per lunghi tratti.

L’ancora di salvezza della fase offensiva juventina, risponde al nome di Weston McKennie, elemento ormai imprescindibile per i bianconeri. L’americano infatti ha occupato l’area in maniera persistente per tutti i novanta minuti, occupando spesso assieme a Chiesa il vuoto lasciato dai due attaccanti. In una partita piuttosto noiosa da parte dei bianconeri dunque, è emersa una gestione della pressione in netto miglioramento; se a ciò, la Juventus dovesse riuscire ad abbinare maggiori proposte offensive, la strada sarebbe davvero in discesa.

Juventus-Atalanta; urgono rinforzi in avanti

Analizzando invece l’incontro infrasettimanale, sul piano del gioco le cose sono andate decisamente meglio. Pirlo ha infatti preparato molto bene il confronto con una delle realtà più difficili da affrontare di tutto il campionato, poche volte messa alle strette come mercoledì sera.

Protagonisti assoluti della serata sono stati un insuperabile Matthijs De Ligt, e un McKennie sempre più centrale per questa squadra. L’olandese infatti ha concesso pochissimo nei duelli fisici e aerei con un avversario roccioso come Duvan Zapata, costringendo Gasperini a sostituirlo. Per quanto riguarda invece la prestazione del texano, ormai non c’è quasi più da stupirsi, dimostratosi fondamentale sia in fase difensiva che offensiva.

Anche con la Dea però, le due punte hanno dato un contributo davvero non sufficiente: se per Ronaldo è quasi difficile esprimere un giudizio, avendo recitato la parte del fantasma per tutto l’incontro, il discorso è ben diverso per il suo partner d’attacco, Alvaro Morata; lo spagnolo, chiuso da un Romero in stato di grazia, ha sbagliato davvero troppi palloni in fase di costruzione.

La sensazione è che, nonostante Morata stia diventando un elemento imprescindibile per il suo apporto in zona gol, le sue caratteristiche non sono conformi con ciò che il tecnico bianconero si aspetta da lui. Non va quindi esclusa la possibilità che a gennaio alla Continassa si decida di intervenire sul mercato; un nome come quello di Giroud sicuramente non scalda gli animi dei tifosi, ma potrebbe mettere a disposizione dei bianconeri un pattern offensivo sino ad ora non presente in rosa.

Il riassunto di una serata da dimenticare per l’ex Atletico Madrid

Una noia costruttiva?

In questi primi mesi del nuovo corso targato Andrea Pirlo, le prestazioni deludenti e sottotono non sono certo mancate. Anche nelle giornate più grigie tuttavia, spesso qualche sprazzo di miglioramento vi è stato, che sia in fase di pressing, proposta offensiva o gestione del palleggio poco importa.

Per questo motivo, anche i suddetti “momenti morti”, o di noia, non vanno buttati via: anche in questi frangenti infatti, come evidenziato ad esempio nella partita col Genoa, si possono osservare tappe di quel processo di crescita che questa squadra sta indubbiamente facendo, seppur tra mille difficoltà.

L’obiettivo a medio termine della maratona che dovrà portare sia Pirlo che questa squadra alla piena maturazione, deve essere quello di arrivare il più pronta possibile per gli ottavi di Champions League con il Porto.

La compagine lusitana, seppur inferiore ai bianconeri, fa del baricentro basso il suo marchio di fabbrica: siccome è soprattutto di fronte a squadre molto chiuse che la Juventus ha palesato maggiori difficoltà, sarà fondamentale per il doppio turno europeo aver affinato ancora di più il pressing corale ed aver trovato più modi per arrivare a ridosso della porta avversaria.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008