La mini rivoluzione delle panchine delle big d’Europa

Andrea Pirlo - Conferenza Stampa Presentazione Juventus U23 - Foto Juventus FC

E’ stata una stagione particolare, lunghissima e logorante per tante squadre. Quasi tutti i campionati sono stati portati al termine giocando tantissime partite in poco tempo. La Champions e l’Europa League si sono svolte (e si stanno concludendo) come se fossero due piccoli Mondiali. E’ stata comunque una stagione divertente, ma probabilmente in condizioni normali e con un calendario umano molti verdetti, in diversi campionati ed in diverse competizioni, sarebbero stati diversi.

Ad agosto, a praticamente meno di un mese della prima partita della prossima stagione, diverse big europee si ritrovano a dover analizzare per bene la propria situazione e prendere delle decisioni importanti, in alcune occasioni difficili e drastiche.

La Juve sceglie Pirlo per la panchina

La prima delle big che analizzeremo a cambiare allenatore, ma anche la prima ad uscire dalla Champions League. Esonerato Sarri colpevole di aver vinto “solo” la Serie A, di aver perso due finali, di essere uscito prematuramente dalla Champions League, ma soprattutto di non essere riuscito ad imporre il proprio gioco, motivo principale per il quale era stato ingaggiato ormai più di un anno fa. Mini rivoluzione in casa juventina e panchina assegnata ad Andrea Pirlo. Non sappiamo, al momento, che tipo di allenatore è Pirlo per il semplice motivo che sarà la sua prima esperienza quella sulla panchina dei Campioni d’Italia. La mini rivoluzione dovrà riguardare anche la rosa. Tanti i calciatori che potrebbero salutare. Il primo a partire è stato Matuidi, oltre a Pjanic ceduto ormai settimane fa al Barcellona. Sono arrivati, per il momento, Arthur e Kulusevski. Un inizio, ma sicuramente non basta. Arriveranno altri calciatori, magari su richiesta di Pirlo e la Juventus inizierà un’altra stagione da favorita in Italia, con un occhio alla competizione europea che tanto sogna la società piemontese.

Addio Quique: il Barcellona sceglie Koeman

Gli spagnoli, dopo l’umiliazione subita in Champions League dal Bayern Monaco (2-8), hanno cambiato allenatore. Salutato Quique Setien, i catalani hanno annunciato e presentato Ronald Koeman come nuovo allenatore. L’ex calciatore proprio dei blaugrana alterna una difesa a quattro ad una difesa a tre (che diventa a cinque in fase difensiva). Predilige un centrocampista prettamente difensivo affiancato da altri due, di solito, invece molto tecnici e dinamici. In attacco alterna le tre punte alle due. Probabilmente anche la squadra spagnola dovrà intervenire sul mercato per accontentare le richieste del nuovo allenatore che trova in rosa, dopo averlo allenato in Nazionale, Frenkie De Jong che verosimilmente sarà l’uomo da cui ripartirà il centrocampo catalano.

Il City fa bene a proseguire con Guardiola?

Deludente secondo posto in campionato (non per la posizione quanto per il distacco maturato nel corso di tutta la stagione dal Liverpool campione), deludente eliminazione ai quarti di finale di Champions League contro il Lione, ottima squadra, ben messa in campo e ben allenata, ma sicuramente di gran lunga inferiore ai britannici. C’è palesemente un problema difensivo nel Manchester City. E’ facile notare come, in attacco, non ci siano problemi: segnano praticamente tutti, creano decine di occasioni a partite ed hanno un centrocampista che è diventato totale e probabilmente il miglior esponente del ruolo al mondo, Kevin De Bruyne. Quando si analizza la fase difensiva, invece le cose non sono molto positive. Partendo dal presupposto che il City ha quasi sempre la palla, che attacca spesso e che ha la linea difensiva molto vicina al centrocampo, se non oltre, non si può pensare di giocare con due difensori lenti. Laporte è un ottimo elemento, ma certamente non gli si può chiedere di correre 45/50 metri all’indietro, di continuo, durante una partita. Le voci vedono Koulibaly sempre più vicino a vestire la maglia della squadra di Manchester e proprio il senegalese potrebbe essere il calciatore perfetto in grado di far fare il salto di qualità definitivo agli inglesi.

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