Sabato sera, ora 20.45, si gioca Salernitana-Milan. I rossoneri possono mettere pressione ai cugini interisti vincendo e portandosi a +4 (con due partite in più). Sabato sera, ore 22.30, la partita finisce 2-2 e tutto sommato, per come si era messa la sfida, è un punto guadagnato per i rossoneri. Domenica alle 18 l’Inter non sfrutta la ghiotta occasione facendosi fermare in casa dalla ammazza grandi Sassuolo 0-2. Lunedì, ore 19, il Napoli gioca a Cagliari e può sorpassare l’Inter ed agganciare il Milan, portandosi al primo posto. Lunedì, ore 21 circa, gli azzurri strappano un punto nel finale pareggiando 1-1 una partita quasi dominata dai padroni di casa. Sembra evidente ormai che la lotta salvezza è entrata nel vivo e si è ufficialmente in quella fase nella quale è complicatissimo giocare su determinati campi.

Mancano 12 giornate alla fine del campionato (per alcune 13, per pochissime 14), ci sono dunque a disposizione altri 36 punti, teoricamente chiunque può ancora salvarsi. Le squadre in lotta per non retrocedere però hanno tutte qualcosa in comune: nel giro di poche settimane sono diventate tostissime da battere. Vuoi per un cambio di allenatore (vedi Salernitana e Genoa), vuoi per un cambio tattico (Gaston Pereiro è diventata l’arma in più del Cagliari), vuoi perché anche nelle difficoltà non è mai venuto meno un principio: giocare bene, alla lunga porta risultati (questo è il caso del Venezia).

Ad ogni modo, le squadre in lotta sono, al momento, sette. Considerando che la Sampdoria e lo Spezia hanno, per ora, più di una partita di vantaggio (4 punti) e che l’Udinese ha due partite da recuperare, consideriamo per questa analisi le ultime quattro.

Partiamo da quella che oggi sarebbe salva. Al diciassettesimo posto troviamo il Cagliari di Walter Mazzarri. La svolta c’è stata nel 2022, il 6 gennaio, alla ripresa del campionato. Si gioca Sampdoria-Cagliari e i padroni di casa sono in vantaggio e in controllo della partita. La squadra sarda però non molla, continua a lottare e trova due gol, anche un po’ casuali che gli regalano i tre punti per la seconda volta in campionato. Cinque giorni più tardi il Bologna è in vantaggio a Cagliari e i padroni di casa sono spenti. Mazzarri butta nella mischia Gaston Pereiro, gol e assist: 2-1 ed altri tre punti in classifica. Arriva poi una sconfitta che ci può stare all’Olimpico contro la Roma e poi 6 punti e zero sconfitte tra Fiorentina, Atalanta, Empoli e Napoli. Il Cagliari ha cambiato volto e vuole assolutamente salvarsi. Il calendario prevede un cammino non impossibile per i rossoblu: mancano Milan, Inter e Juventus tra le big da affrontare, le altre nove partite sono contro squadre, teoricamente, alla portata. I sardi tra le ultime quattro sono anche quelli con la rosa migliore e saranno un osso duro fino alla fine del campionato.

Al terzultimo posto troviamo il Venezia, che invece tra le ultime quattro è sicuramente quella col gioco migliore, che ha però una partita in meno. Il calendario non è agevolissimo, mancano ancora da affrontare Lazio, Atalanta, Fiorentina, Juventus e Roma, ma ci sono anche molti scontri diretti da giocare. Dopo un lungo periodo di flessione la squadra di Zanetti comunque ha fatto 4 punti nelle ultime due: vittoria a Torino contro i granata e pareggio nello scontro diretto interno contro il Genoa. Chiaramente è importante anche non perdere determinate partite. Il 4-3-3 offensivo dei lagunari unito alla propria identità e al bel gioco che li ha sempre caratterizzati sono sicuramente le armi in più. Manca, probabilmente, qualche gol in più dai centrocampisti e dagli esterni d’attacco. La partita da recuperare, comunque, sarà a Salerno ed il Venezia ha tutte le possibilità per portare a casa i tre punti da quella trasferta.

Al penultimo posto troviamo il Genoa di Blessin. 16 punti dopo 26 giornate sono veramente pochi: una sola vittoria in campionato. Il Grifone ha sicuramente cambiato volto col tecnico tedesco scuola Red Bull. Ora i liguri offrono un calcio migliore, più offensivo e più bello da vedere. Il problema è decisamente nella finalizzazione. Il nuovo allenatore è imbattuto ma non ha ancora vinto: 4 punti in quattro partite. Due gol segnati, due subiti, e due occasioni sprecate negli scontro diretti con Salernitana e Venezia. Il calendario prevede ancora Inter, Atalanta, Lazio, Milan, Juventus e Napoli. Chiaramente a questo punto della stagione non conta l’avversario, bisogna giocare sempre per far punti, ma i calendari facili sono altri. La rosa non è male ma è sicuramente carente in qualità a centrocampo, certezze in difesa e Sirigu, purtroppo, non è più quello di un tempo. La strada è in salita ma Blessin ha assicurato che fino a quando l’aritmetica non li condannerà lui darà il 100% insieme a tutta la rosa.

Fanalino di coda è la Salernitana, ultima a 14 punti, meno 8 dalla salvezza. Le notizie positive però non mancano: a gennaio è stata rivoluzionata la squadra, sono stati portati in Campania ben otto titolari, ci sono due partite da recuperare (potenzialmente, dunque, è a meno due dalla salvezza) e Davide Nicola ha riacceso un entusiasmo che a dire il vero non si era mai spento del tutto. L’Arechi è sempre una bolgia infernale, a prescindere dalla situazione e dal risultato. Il 2-2 interno col Milan ha mostrato uno spirito nuovo dei campani, un’idea di gioco semplice ma piuttosto chiara e tutto sommato la qualità con Ribery, Bonazzoli, Perotti e Verdi non manca. Anche in questo caso la strada è in salita e il calendario metterà difronte ai granata ancora Inter, Juve, Roma, Fiorentina e Atalanta, quasi tutte in trasferta, ma lo spirito giusto c’è, l’allenatore dei miracoli c’è e l’entusiasmo non manca.

L’impressione è che assisteremo a settimane infuocate con una lotta salvezza che è già entrata nel vivo ma che potrebbe nascondere altre sorprese dietro l’angolo. Non sarebbe stupefacente, infatti, vedere risucchiate definitivamente nella lotta anche Sampdoria, Spezia e Udinese. La strada è ancora lunga ma sarà avvincente: fare punti contro le “piccole” ora è estremamente complicato.

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