Nel mondo del calcio abbiamo riscontrato negli ultimi anni come molti giovani delle squadre primavera siano pronti a esordire in prima squadra. Nonostante ciò il calcio italiano non è in grado di competere con i club stranieri per mancanza di entrate, investimenti e strutture all’altezza, ma soprattutto per l’assenza di una progettualità a lungo termine che coinvolga la totalità della società dalla categoria dei pulcini fino alla prima squadra.

Il modello tradizionale preso da riferimento è indubbiamente il settore giovanile del Barcellona che negli ultimi 15 anni ha fatto esordire giocatori del calibro di Messi, Xavi, Iniesta, Puyol e Piquè che hanno condotto la squadra blaugrana sul tetto del mondo. La struttura organizzativa è composta da 13 squadre in cui giocano ragazzi da 7 a 17 anni. Inoltre è prevista la categoria professionale composta dallo Juvenil A e il Barcellona B che gioca nella seconda divisione spagnola.
Ciò che sorprende a prima vista è l’identificazione di tutta la Catalogna nel Barca. Il manifesto sintetizzato nella scritta “Més que un club”, che trionfa sugli spalti del Camp Nou, ci appassiona e tenta di farci capire come il club venga vissuto. Tutta la realtà blaugrana si basa sul rispetto, sulla cultura, sul confronto, sull’analisi, sulla programmazione, sui valori, sull’etica del lavoro. Questi concetti vengono impartiti sin dai primi stadi di formazione dai tecnici e istruttori che curano in primo luogo la crescita umana e professionale dei ragazzi attraverso un continuo dialogo con i genitori assumendosi notevoli responsabilità.

Altro aspetto di rilievo che da sempre costituisce il loro marchio di fabbrica nel mondo è rappresentato dal diktat “pase y control” che è il vero spirito del Barcellona. L’attenzione è posta sull’idea di imporre un gioco offensivo e propositivo finalizzato alla realizzazione di un bel calcio piuttosto che al risultato. Tutti coloro che diventano parte del progetto devono assimilare e fare proprio lo spirito Catalano ed essere polivalenti e funzionali all’idea di gioco proposta. Nell’ottica della crescita e maturazione dei giovani è determinante, oltre la presenza di strutture attrezzate e istruttori preparati, la seconda squadra che permette un controllo più diretto e un monitoraggio più attento dei tesserati. A tutti i ragazzi che si formano nell’ambiente del Barca gli viene impartito il modulo di gioco prediletto, ovvero il 4-3-3 finalizzato ad un calcio d’attacco mediante la ricerca di profondità e ampiezza con smarcamento costante per dare sostegno ai compagni e notevoli capacità tecniche per una gestione di palla veloce e rasoterra.

La cultura ideata e attuata dal Barcellona in questi anni ha condotto in prima squadra, durante il ciclo con Guardiola in panchina, otto canterani su undici titolari cresciuti sin dagli esordi nell’ambiente blaugrana. Domani la Juventus sarà impegnata nel quarto di finale di andata di Champions League contro questa macchina perfetta capace di recuperare un risultato di 4-0 contro il PSG. La società bianconera relativamente alla progettualità a lungo termine di giovani per il futuro si sta portando avanti considerando i recenti acquisti durante il mercato invernale. I giovani sono una risorsa preziosa e su di loro bisogna investire per fare il salto di qualità.

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