La Juve si ferma di nuovo e continua a non convincere

Andrea Pirlo - Conferenza Stampa Presentazione Juventus U23 - Foto Juventus FC

Roma wasn’t build in a day, titolo del memorabile singolo dei Morcheeba, descrive in poche parole il periodo di grande cambiamento che sta vivendo la Juventus. Modifiche e novità però, comportano molto spesso periodi di difficili e pieni di difficoltà; i risultati ottenuti dalla squadra allenata da Andrea Pirlo, ne sono un esempio lampante.

I match con Verona e Barcellona soprattutto, hanno evidenziato le criticità principali dei bianconeri, mai pieni di dubbi ed insicurezze come ora. Il filotto di otto partite prima del ritorno con i blaugrana, sarà lasso di tempo fondamentale per capire quanto i principi di gioco proposti da Pirlo riusciranno a far breccia nei giocatori.

Passiamo quindi ora in rassegna i principali problemi emersi in questo primo mese di una stagione particolare, ma in cui dalla Vecchia Signora, come sempre ci si aspetta il massimo.

Una gara completamente dominata dai blaugrana, che hanno graziato più volte la Juventus per la troppa leziosità mostrata sotto porta

La coesistenza tra Kulusevski e Dybala

La prima gara disputata insieme dal primo minuto dalle due bocche di fuoco, oltre a Ronaldo, dell’attacco bianconero, non è stata indimenticabile. Se nei minuti giocati con il Verona si erano viste combinazioni interessanti, ieri sera hanno finito troppe volte per pestarsi i piedi.

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Come si evince dall’immagine, l’occupare le stesse porzioni di campo ha finito per intasare spazi utili per la manovra offensiva. Sarà fondamentale dunque capire come far coesistere due pedine irrinunciabili per la compagine torinese.

Una gestione deficitaria del gioco sulle fasce

Gestendo meglio gli uno-contro-uno sulle corsie laterali, la Juventus avrebbe potuto creare qualche grattacapo in più alla retroguardia avversaria. Complice l’eccessiva lentezza nel gestire il pallone in fase di impostazione, poche volte infatti un giocatore dinamico e rapido come Federico Chiesa è stato messo nelle condizioni di sfidare Sergi Roberto nelle migliori condizioni.

L’ex Fiorentina, troppo spesso servito una volta già raddoppiato o con poco campo a disposizione per esaltare la sua progressione, è riuscito a completare soltanto un dribbling su cinque tentati. Per innescarlo con maggiore efficacia, servono cambi di gioco più veloci e repentini.

Esulando dalla poca efficacia sulle fasce, un altro dato piuttosto preoccupante sulla prestazione della Juventus

Una mediana imprecisa e poco efficace

Il reparto che globalmente ha deluso maggiormente sia nel match di domenica che nella sconfitta di ieri è senza dubbio il centrocampo. Le difficoltà in fase di uscita e costruzione sono davvero troppo evidenti, e non bastano le risalite fino meta campo di giocatori come Ramsey o Dybala per nascondere questo grande difetto.

Contro ogni pronostico, il giocatore che sta dando il più grosso contributo nella costruzione del basso, è Danilo. Nonostante il contributo del brasiliano sia molto prezioso, la mediana bianconera dovrà assolutamente alzare il livello delle proprie prestazioni, qualsiasi sia la coppia schierata in campo.

L’unica giustificazione per il reparto è che sino ad ora le coppie sperimentate da Pirlo sono state diverse, e che quindi l’intesa tra i diversi interpreti non sia ottimale. Ciò non toglie però che tutte le pedine del reparto, sono chiamati ad un netto miglioramento.

Un pressing da rivedere al più presto

A causa di un pressing per nulla coordinato, il Barcellona è riuscito senza troppe difficoltà ad eludere i tentativi di riconquista del pallone da parte dei giocatori bianconeri.

Il campanello d’allarme deve assolutamente suonare in casa Juventus, dal momento che i blaugrana sono riusciti a superare con estrema facilità il pressing avversario sia al centro che sulle fasce.

In mediana infatti De Jong, poi arretrato a centrale, Pjanic e Busquets nella ripresa hanno regnato incontrastati. E’ però sulle corsie laterali che è emerso tutto lo strapotere dei giocatori di Koeman, la cui fiducia in Pedri e Dembelè è stata assolutamente ripagata.

A far strabuzzare gli occhi è stato soprattutto il classe 2002, che a suon di dribbling e sterzate ha creato più di qualche grattacapo ad un giocatore esperto e smaliziato come Cuadrado.

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