Due giornate di campionato ed è già sosta delle Nazionali. Tra fine del calciomercato e aste del Fantacalcio, la Serie A ci ha lasciato dopo aver fatto registrare ben 66 gol in 20 partite disputate (media di 3.3), al primo posto nei 5 campionati maggiori: la Ligue 1 ne ha contati 50, la Premier 59, la Liga 38 e la Bundes 54.
La media degli ultimi anni è stata comunque sempre alta ma con un netto balzo post-Covid: il dato monstre sulle 75 marcature totali dopo le prime due dello scorso anno (media di quasi 4 a partita) è stato preceduto dalle 55 della stagione 19/20 e le 54 della 18/19.

Ad alzare il dato hanno contribuito le goleade, risultati netti e spesso mai in discussione su cui, a partire da un recente tweet di un giornalista di Rai Sport, si è anche scatenato un dibattito.

Oggetto del tweet il match di sabato scorso tra Lazio e Spezia, dominato dalla squadra di Sarri (che praticamente ha concesso soltanto l’occasione al 4’ per lo 0-1 spezzino): sul 4-1 per i padroni di casa Amian stende da ultimo uomo un imprendibile Felipe Anderson, Dionisi si consulta con il VAR Aureliano e poi concede il cartellino rosso.
Da questo episodio si apre il dibattito sull’”infierire” o meno su un avversario già apparso in forte difficoltà anche prima dell’inferiorità numerica.

A dire il vero la Lazio mantiene ritmi alti ma non elevatissimi, segna sì 2 gol ma giocando poi con le seconde linee (subentrano i vari Romero, Muriqi, Moro, Cataldi).
La polemica quindi non è solamente sterile (lo stesso giornalista ha chiesto scusa dopo pochi giorni con un altro tweet) ma è anche fuori contesto.
Molto più a fuoco la critica alla squadra di Thiago Motta, che esce fortemente ridimensionata dal confronto dando seguito alle molte incertezze sorte dal post-Italiano in poi: impostare una gara contro i vari Luis Alberto, Felipe Anderson e Pedro sull’1 contro 1 e sulla linea difensiva alta è sintomo di coraggio, ma rischia di trasformarsi in un massacro calcistico.

Non solo Lazio-Spezia: una giornata ricca di gol

Nella stessa giornata il Milan ha archiviato la pratica contro il Cagliari nel primo tempo siglando il 4-1 finale: non una vera e propria goleada, ma un campanello di allarme per la squadra di Semplici. 

Spostandoci dall’altra parte del Tevere, la Roma di Mourinho ha confermato un ottimo inizio di campionato rifilando 4 gol alla Salernitana. Nonostante ci sia voluto un tempo intero per scardinare la difesa di Castori, dal gol di Pellegrini al 48’ la partita si è messa in discesa per i giallorossi: fatta eccezione per l’occasione di Bonazzoli, i campani non sono mai risultati pericolosi, non hanno mai messo in discussione il risultato e non sono sembrati all’altezza dell’avversario.
Giustamente, dall’altro lato, una squadra all’inizio di un progetto ha continuato “a giocare” anche per affinare i nuovi meccanismi offensivi e la condizione fisica.

Come “rispettare” l’avversario?

Oltre alle motivazioni prettamente egoistiche (e sacrosante) già evidenziate, c’è poi una questione forse moralmente più alta: il rispetto per l’avversario e per la competizione che si sta giocando.

La Lazio è apparsa ampiamente più forte dello Spezia e l’espulsione è stata solo una conseguenza di questo, ma il discorso si sarebbe potuto muovere anche in 11 contro 11. Se i biancocelesti avessero smesso di giocare, magari mettendosi a palleggiare nella loro metà campo avrebbero rispettato maggiormente l’impegno e i tifosi allo stadio e non?

Molti sono poi gli episodi storici di goleade clamorose, un po’ per necessità (per esempio Barcellona PSG 6-1) un po’ per dimostrare la propria forza (come in Germania Brasile 7-1, dove forse i teutonici si autolimitarono anche, o Bayern Monaco Barcellona 8-2), un po’ per vendetta (Spagna Olanda 1-5 ai Mondiali 2014). 

Diverse motivazioni, diversi i contesti e molto spazio alle opinioni soggettive: quello che resta fondamentale è onorare il proprio impegno e i valori sportivi, qualunque sia la situazione. 

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.