L’Inter era tornata da Sassuolo dopo aver ritrovato fiducia, convinzione e soprattutto punti. L’aveva fatto con una prestazione arcigna, compatta senza concedere praticamente nulla ad una squadra, quella neroverde che vantava il miglior attacco del campionato, (superato sabato proprio dai nerazzurri). Ma la vera notizia è che i 3 gol siglati a Reggio Emilia non presentano la firma di Romelu Lukaku, bomber nerazzurro.

Lukaku per l’Inter ha significato, in questo primo anno e mezzo, il vero salvatore della patria di una squadra, quella di Conte che il più delle volte si è aggrappata alle possenti spalle del bomber belga che ha risolto una miriade di guai alla squadra meneghina.

Sabato, come detto Big Rom, è rimasto a riposo per 79 minuti, dando il cambio a Lautaro nei 10 minuti finali e trovando, addirittura, la quarta rete giustamente annullata per fuorigioco.

Il condottiero Antonio Conte ha preferito preservarlo, ha voluto tenerselo di fianco a sé in vista della trasferta in terra tedesca per garantirsi vita oltre il territorio presidiato dalla Merkel e con Lukaku ciò risulta essere più semplice.

Il gigante di Anversa, in questa stagione è già a quota 9 reti tra campionato e coppa su 11 partite disputate. Le due reti europee sono quelle dell’andata contro i tedeschi: gol importanti macchiati dall 1-2 tedesco che aveva incasinato la serata di San Siro.

Con il passare delle gare la situazione nerazzurra è diventata di non ritorno. Lukaku è rimasto a secco con lo Shakhtar, ha saltato l’andata con il Madrid e ha fallito l’appuntamento con i blancos.

Alle 20:45 di ieri sera l’Inter si trovava spalle al muro costretta a lottare con il proprio destino, costretta a vincere per riaprire il discorso qualificazione, (specialmente dopo la sconfitta del Real). Il numero 9 sapeva dell’importanza della gara e si è caricato la squadra sulle spalle. Una prestazione maiuscola sia dal punto di vista tecnico, con due gol segnato, che di leadership, con continui consigli e richiami dispensati ai compagni. Alla fine l’Inter ha vinto ed ora ha davanti a sé altri 90 minuti di passione da vivere mercoledì tra San Siro e Madrid, ma prima c’è il Bologna: Romelu vuole continuare a dispensare consigli e a fare gol. L’Inter ne ha bisogno.

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