La formula della Lazio che vince e convince

Igli Tare

Anno solare, 2016.

Il calendario segna giorno 6 luglio quando sul sito ufficiale della Lazio compare il seguente comunicato: “Come emerso dalle notizie date dai media, la S.S. Lazio comunica di aver già depositato il contratto del Sig. Marcelo Bielsa e dei suoi collaboratori. La Società comunica altresì che, come da comunicazione ricevuta, il mister ed il suo staff saranno a Roma nella giornata di sabato 09 luglio“.

Il soprannome di Marcelo Alberto Bielsa non è casuale: “El Loco“. E di fatti, ad onor d’appellativo, Bielsa lascia la guida della Lazio ancor prima d’averla assunto. Al suo posto Lotito, richiama Simone Inzaghi, ex allenatore del settore giovanile, assunto come traghettatore in seguito all’esonero di Pioli.

Simone Inzaghi inizia ad allenare la Lazio

E’ l’inizio di qualcosa che qualche anno dopo, tramite un impercettibile processo di sedimentazione, avrebbe portato alla Lazio ch’è arrivata a giocarsi lo scudetto con Inter e Juventus, Corona virus a parte.

Ma qual è il segreto della Lazio di Simone Inzaghi? Certamente il fratello del bomber del Milan, ha il merito di aver rivalutato giocatori sulla via della decadenza così come gli si deve attribuire la paternità di calciatori che, un tempo, erano solo nomi da prendere ad 1 all’asta del fantacalcio per completare la rosa.

Chi sono questi nomi? Il primo è certamente quello di Francesco Acerbi, leader della difesa biancoceleste. Ad oggi è tra i giocatori più impiegati in Serie A, ma l’11 luglio 2018, quando è arrivato a Formello, nessuno si aspettava un impatto simile.

Certamente la situazione di De Vrij poteva essere gestita meglio, visti i suoi incredibili progressi, la Lazio avrebbe potuto ricavare dalla sua cessione una grossa plusvalenza. Ma chiusa una porta, si apre un portone. Acerbi viene acquistato per 10 milioni. Ad oggi il suo valore ammonta a 15 milioni, complice di questo lieve innalzamento l’età.

Tuttavia il suo valore va ben oltre una semplice stima numerica. Il duello aereo e l’anticipo sono certamente i suoi punti di forza; roccioso nel contrasto, è lui a reggere la difesa a 3 della Lazio di Inzaghi. A tratti s’improvvisa persino goleador! In base alle statistiche OPTA, la sua percentuale di successi nei duelli ammonta a 70% (64% in quelli aerei).

Il centrocampo della Lazio

Ovviamente i nomi non finiscono qui. A centrocampo è pressoché impossibile non badare a Sergej Milinkovic-Savic e Luis Alberto. Ad un anno di distanza, la Lazio acquista prima il serbo dal Genk per 18 milioni nel 2015, poi lo spagnolo dal Liverpool per 4 milioni. E se al suo primo campionato, Savic dà qualche sprazzo di talento, Alberto sembra un pesce fuor d’acqua.

Eppure, Simone Inzaghi tra i suoi pregi può certamente annotare la fiducia inamovibile nei propri uomini e una grande capacità di adattamento. Luis Alberto in particolare viene totalmente reinventato. Arrivato come esterno (avrebbe dovuto sostituire l’uscente Candreva, basti pensare che al suo primo anno in maglia biancazzurra era listato al fantacalcio come attaccante), viene arretrato a centrocampo.

Dal 2017 in poi è un exploit perenne, tanto che ad oggi, Milinkovic – Savic vale circa 80 milioni di euro mentre Luis Alberto 55. 77% ed 85% (statistiche OPTA) di passaggi riusciti, più di 1200 totali, e questo solamente nell’ultimo anno. Non è un caso che l’ex Reds abbia già confezionato ben 11 assist per i compagni.

L’attacco della Lazio

In attacco, troviamo poi Joaquin “El TucuCorrea e Ciro Immobile. Il primo, comprato a 15 milioni dal Siviglia nel 2018, ad oggi ne vale circa 40. Il secondo, invece, preso nel 2016 a poco più di 9 – sempre dagli andalusi – ad oggi ne vale ben 50. E questi innalzamenti non affatto casuali.

Basti pensare che Immobile, nel campionato attualmente sospeso, ha segnato 29 goal (7 su rigore) ed è tecnicamente in corsa per strappare il record di goal in Serie A al Gonzalo “El Pipita” Higuain. Basti ricordare che in due anni, tra campionato tedesco e spagnolo, Immobile non è mai arrivato a sfiorare la quota dieci goal.

Correa è sicuramente meno prolifico dell’ex Borussia e Torino, ma non meno importante. Con 7 goal ed un assist, l’argentino si dimostra essere una più che valida seconda punta. Anche lui ha una percentuale di passaggi riusciti che – per OPTA – supera l’80%.

Nel nome di Igli Tare

Cosa accomuna questi cinque pregevoli calciatori? Il fatto di essere acquisti orchestrati dal direttore sportivo della Lazio, Igli Tare. Ed il gigante albanese è un uomo che, oltre ad essere altamente competente, ha davvero la Lazio nel cuore.

Del resto, ha persino rifiutato il Milan qualche estate fa. “[…] la mia è stata una scelta d’amore. Ho capito che andare via dalla Lazio sarebbe stata – riporta Goal.com – una cosa sbagliata. Ho deciso con il cuore, non per soldi” ha dichiarato il dirigente. “Il Leicester è stato un esempio per tutti. Sa come si dice? Dove c’è un desiderio, c’è una strada”.

Cosa è diventata la Lazio?

Adesso, tirare le somme risulta abbastanza semplice. Con un budget limitato, Tare è riuscito a creare nel tempo una squadra solida fatta di giovani, nomi da rivalutare e vecchie glorie (una su tutti, Lulic). Non vendere, ma tenere. Ecco il segreto della Lazio.

E la fermezza, infine, è anche ciò che – ad oggi – sta ripagando Simone Inzaghi. Invece di dar vita ad un tango di allenatori, Lotito ha scelto di tenere il suo allenatore delle giovanili, un tempo ‘scartato’ per Bielsa, oggi condottiero di un 3-5-2 immutabile ed armonico.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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