Dopo un periodo di difficoltà, il nuovo anno ha regalato al Bologna una certa continuità, in grado di allontanare nettamente la lotta per la salvezza attualmente a 8 punti di distanza. Nel 2021 il Bologna ha raccolto 13 punti in 10 partite di campionato, una media non eccellente ma consistente: le 3 sconfitte sono arrivate contro un Genoa in piena forma, Milan e Juventus. A parte la prima risultati quindi accettabili nell’economia complessiva di un campionato. 

La pareggite che aveva contraddistinto il rendimento non ottimale di fine 2020 è parzialmente proseguita: sono arrivati ben 4 pareggi contro Fiorentina, Udinese, Benevento e Sassuolo. Bisogna però evidenziare che quelli contro la squadra di Gotti e contro quella di De Zerbi sono arrivati giocando rispettivamente 45 e 60 minuti in inferiorità numerica. In particolare l’espulsione di Hickey nel derby contro il Sassuolo è stata molto discussa anche dallo stesso De Zerbi.

Le 3 vittorie sono state tutte e tre molto pesanti. Quella di misura contro il Verona per ribadire il carattere da “ceto medio” del campionato dei ragazzi di Mihajlovic. Quella netta nel derby dell’Emilia contro il Parma per 3-0 per condannare i Ducali ad avere un piede in Serie B. Quella eccezionale contro la Lazio nell’ultima di campionato per 2-0.

La vittoria contro la Lazio

Proprio quest’ultima partita rappresenta una delle migliori uscite dell’anno per i rossoblù e un vero e proprio capolavoro tattico di Mihajlovic. 

Le assenze in difesa di Hickey e soprattutto Tomiyasu avrebbero potuto creare non pochi problemi alla retroguardia bolognese: il giapponese è un giocatore fondamentale nelle scacchiere dell’allenatore serbo ed è il primo del campionato per numero di recuperi (235, ben 35 in più di Acerbi secondo). Anche lui non al massimo del rendimento ad inizio stagione, soprattutto quando schierato da centrale, grazie all’acquisto di Soumaoro a gennaio ha potuto disporsi nuovamente a destra garantendo prestazioni migliori. Puntando sull’ex De Silvestri e spostando il fulcro del gioco laziale proprio su quel lato del campo, Mihaljovic è riuscito a rendere inoffensive quasi tutte le incursioni di Correa e compagni, eccezion fatta per il fallo da rigore. È questo stesso episodio che assume il ruolo di “sliding door” del match: Skorupski para su un tiro decisamente non eccezionale di Immobile, dopo un minuto Mbaye trova il vantaggio sfruttando un concorso di colpe tra Reina e Lazzari in seguito a una bella conclusione da Orsolini.

Il 4231 di Mihaljovic ha creato moltissime difficoltà ai biancocelesti che sono apparsi fin da subito in debito di ossigeno e hanno prestato il fianco al pressing rossoblù, così come era successo – in proporzioni chiaramente diverse – quattro giorni prima con il Bayern. La Lazio ha avuto qualche occasione in ripartenza e non solo, ma alla prova dei fatti Correa (su tutti), Immobile e Luis Alberto non hanno saputo creare problemi concreti.

Individualità importanti, in prospettiva e non solo

Non solo Tomiyasu quindi, ma anche innumerevoli altri singoli molto interessanti. Soumaoro dopo un’esperienza non esaltante al Genoa, nelle ultime uscite si è dimostrato affidabile. Hickey in prospettiva può essere un gran giocatore e quest’estate è stato soffiato proprio a Bayern e Lazio. 
Sulla mediana Svanberg e Schouten sanno interpretare il ruolo in chiave moderna: decisamente privi di un passo da box to box, ma con grande tecnica e intelligenza tattica. Non a caso sulle loro tracce ci sono rispettivamente il Milan e la stessa Lazio.

Davanti Soriano ha avuto un rendimento altalenante ma resta fondamentale per legare il gioco della squadra. Orsolini, pur non avendo mantenuto il ruolino di marcia dello scorso anno, ha comunque in canna delle giocate utili soprattutto per strappare e saltare l’uomo. Infine Barrow è utilissimo per attaccare la profondità e, finalmente schierato da prima punta, sta trovando continuità in zona realizzativa tra goal e assist.

Una miniera d’oro per Saputo

Una società quindi ampiamente al di sopra degli standard della lotta salvezza, decima per monte stipendi e dotata di individualità che possono avere valutazioni da quasi top player. 

Lo stesso Barrow è stato pagato 18 milioni dall’Atalanta, ma è già cresciuto ed attualmente ha un valore maggiore. Orsolini l’anno scorso veniva valutato da Sabatini, in risposta alle avances della Juve, ben 70 milioni di euro: ad oggi sarebbe una cifra eccessiva, ma comunque si starebbe sempre oltre i 15 milioni pagati per riscattarlo dalla stessa squadra torinese. Per Tomiyasu quest’estate si era fatto avanti il Milan, ma di fronte alla richiesta di 25 milioni di euro Maldini ha virato su altri obiettivi: ad oggi il prezzo è ulteriormente lievitato. Schouten secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere uno dei profili valutati da Tare per il post-Leiva, ma anche lui viene valutato sui 20 milioni di euro.

Una miniera d’oro quindi, per giocatori anche strutturati fisicamente pronti per campionati anche differenti dalla Serie A, Premier su tutti. 

I big match come vetrina

Nonostante questo Mihaljovic ha ricevuto non poche critiche durante il campionato, reo di non aver mai fatto esprimere la squadra al massimo del potenziale e di non aver raccolto punti con le big. La vittoria contro la Lazio arrivata in seguito ad una prova così convincente dal punto di vista del gioco può aver scacciato ogni tipo di fantasma in merito. 
I 28 punti in 24 partite restano comunque pochi e lasciano il Bologna a pari punti con l’Udinese (che può vantare meno individualità) e a -7 da Sassuolo e Verona: “ceto medio” si è detto, ma con il rischio di un appiattimento di prestazioni per mancanza di obiettivi. 

In questa ottica Mihaljovic può utilizzare questi match contro le prime 6 per mantenere alta l’attenzione regalando prestazioni convincenti e punti pesanti, per stupire ogni detrattore e mettere in mostra i propri gioielli in palcoscenici importanti: Napoli, Inter, Milan, Roma e Juventus sono avvisate.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.

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