L’Europeo si addentra nella parte conclusiva e domani partiranno le semifinali che decreteranno le due finaliste che domenica sera si sfideranno a Wembley per alzare la coppa. Tra le 4 squadre ancora rimaste in gioco, oltre all’Italia, c’è anche la Danimarca, nazione che questa competizione difficilmente dimenticherà.

Non è solo l’impresa sportiva di esser arrivati in semifinale nonostante i pronostici iniziali fossero diversi, ma tutti si ricordano e si ricorderanno ciò che è accaduto nella prima partita della Danimarca in questo torneo. Il 12 giugno, cioè la gara d’esordio degli uomini di Hjulmand, sarà per sempre ricordata come una delle giornate più lunghe dell’Europeo. Il momento in cui Christian Eriksen cade a terra facendo temere il peggio. Per decine di minuti poterlo rivedere vivo e stabile sembrava più una speranza che uno scenario possibile, le immagini della sua caduta e le lacrime dei compagni non lasciavano molte interpretazione. Per fortuna, però, il giocatore è stato salvato prima dal suo compagno e capitano Kjaer e poi dallo staff medico.

Inizio da incubo, poi la gioia con la Russia

Nessuno si aspetta e merita di dover vivere situazioni simili, la partita, che in quel momento era la cosa meno importante, è comunque proseguita e terminata solo una volta che si ha avuta la certezza che Eriksen, in quel momento all’ospedale di Copenaghen, non era in pericolo di vita ma in condizioni stabili. La partita è terminata 1-0 per la Finlandia, è normale che la Danimarca non sia riuscita a giocare come avrebbe voluto ed infatti la partita è stata decisa dall’errore del portiere Schmeichel e da un rigore sbagliato di Hojbjerg. Ma in queste situazioni ai giocatori non si può e deve rimproverare niente.

La Danimarca prosegue poi l’Europeo giocando la seconda partita contro il Belgio perdendo 2-1. Avversario più forte, se ci si mette la situazione psicologica che non potrà mai essere in perfette condizioni, uscire dal campo senza alcun punto non è una tragedia sportiva. Tuttavia, nell’ultima sfida del girone la Danimarca riesce a vincere la prima partita, battendo la Russia con un netto 4-1 e la sola vittoria su tre partite è sufficiente per qualificarsi come seconda nel girone e passare agli ottavi. La squadra, con Kjaer che da buon capitano si è preso le responsabilità, si è unita dopo la tragedia sfiorata e si è promessa di dare il tutto per tutto e ottenere la qualificazione per dedicarla al compagno di squadra che intanto seguiva la sua nazionale in televisione.

Retorica da evitare ma la squadra è più motivata

In questi casi è facile scendere nella retorica spicciola, non è bella e non è ciò che intendiamo fare. Non vogliamo romanzare ciò che è successo anche perché sarebbe una mancanza di rispetto verso Eriksen, ma è chiaro che i giocatori abbiano trovato ulteriori forze per andare avanti e hanno sempre avuto nel loro compagno un grande stimolo per dare il centouno per cento. Ora la Danimarca è in semifinale dopo aver battuto agli ottavi il Galles disputando un’ottima partita e poi ai quarti è stata la Repubblica Ceca ad arrendersi davanti alla squadra di Hjulmand. La Danimarca, che comunque complessivamente è una discreta squadra, è andata oltre alle aspettative avendo enormi motivazioni, che vanno aldilà di quelle sportive.

Non era scontato arrivare a questo punto

Mercoledì la Danimarca sfiderà l’Inghilterra e di certo non sarà una partita facile, considerando che gli inglesi in questo torneo hanno dimostrato più solidità e concretezza di altre squadre maggiormente elogiate. L’Inghilterra ha le carte in regola per vincere l’Europeo, la Danimarca però non vuole fermarsi e dalla sua ha il vantaggio di non aver nulla da perdere. Esser arrivati qui è già un’impresa, non solo sportiva, perché se si ripensa a quel pomeriggio del 12 giugno non era per niente scontato che, in caso di un epilogo diverso fortunatamente non accaduto, la competizione potesse andare avanti. Un fatto del genere ha naturalmente scosso la stabilità psicologica della Danimarca ma non solo, si pensi per esempio a Lukaku (per fare uno dei tanti esempi), compagno di Eriksen all’Inter che ha dedicato al danese il gol segnato contro la Russia la sera stessa. Grazie anche al contributo degli psicologi la squadra è riuscita a reagire, trovando le forze non solo per giocare ma anche di riuscire a passare il girone, traguardo non facile considerati gli 0 zero punti con cui i danesi si sono presentati all’ultima partita. Sapere che ora Eriksen sta bene ed è seguito da esperti che lo aiuteranno a rimettersi in forma è un grande sospiro di sollievo ma rimane lo spavento vissuto in prima persona dai giocatori della Danimarca, un trauma che può essere alleviato dal lieto fine di questa storia ma naturalmente non completamente sparito.

Comunque andrà sarà un’impresa

In ogni caso sarà un successo per la Danimarca. Poi, com’è giusto che sia, una volta arrivati a questo punto della competizione c’è la voglia di non accontentarsi e cercare di strappare la finale ai danni dell’Inghilterra. Un’altra impresa a cui i giocatori di Hjulmand sono chiamati e a cui vorranno rispondere presente. L’impresa è ardua e loro lo sanno bene, l’Inghilterra viaggia a grandi ritmi ed è l’unica squadra tra le semifinaliste a non aver subito alcun gol nella competizione. Agli ottavi ha eliminato la Germania per 2-0, nel girone è arrivata davanti alla Croazia. L’Inghilterra dal canto suo è consapevole di non dover commettere l’errore di sottovalutare la Danimarca che si presenterà a Wembley, proprio a casa degli inglesi, con forti motivazioni di andare ancora avanti e rendere memorabile un Europeo che poteva diventare drammatico per tutti.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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