Il successo odierno del Genoa, che si è imposto con un netto 0-3 sul campo del Crotone, è risultato una bella boccata di ossigeno per i Grifoni che, con 21 punti raccolti in 20 partite, si sono proiettati a +6 sulla zona retrocessione. Racconto di una squadra che ha cambiato volto affidandosi all’usato sicuro in quella che ormai sembra sempre più essere una travagliata storia d’amore.

Nel post-partita il tecnico Ballardini esalta i suoi ragazzi, il pressing di gruppo, la solidità difensiva e il neo-arrivato Strootman, ma al tempo stesso frena gli entusiasmi perché la salvezza appare ancora molto lontana, anche se, fino ad ora, può decisamente reputarsi soddisfatto di questa sua attuale quarta esperienza nella squadra di Preziosi.
Media di 2 punti a partita (quarto in questa speciale classifica davanti a Fonseca, Inzaghi, Gattuso), quarto “clean sheet” consecutivo e identità di gioco ritrovata.

Il Genoa ha vinto dominando uno scontro diretto in un campo non facile. Basta pensare che il Crotone, attualmente fanalino di coda del campionato, ha raccolto ben 10 dei suoi 12 punti all’Ezio Scida, vincendo con tre rivali per la salvezza (Parma, Benevento, Spezia) e pareggiando con la Juventus.

La svolta nella tattica del Genoa

La chiave di questa rinascita sta certamente nella solidità difensiva, da sempre caratteristica peculiare delle squadre del tecnico ravennate. Ha saputo adattarsi ad una squadra costruita per il 3-5-2, inserendo però Radovanovic al centro della difesa, utilizzando con costanza Badelj come vertice basso in regia difeso da Strootman e Behrami

Il Genoa, oltre a sapersi chiudere, riesce anche ad avere una buona produzione offensiva. Se da un lato Zajc sta trovando maggiore spazio da trequartista, in avanti la vera rivelazione è il tandem Destro-Shomurodov: il primo è arrivato a quota 9 in campionato (5 sotto la gestione Ballardini), il secondo dopo un inizio in sordina si sta affermando sempre di più come protagonista per la capacità di abbinare fisicità, tecnica e velocità.

Il secondo gol contro il Crotone, infine, è l’emblema di un 3-5-2 totalmente collaudato: cross di Zappacosta dalla destra, gol di Czyborra al volo da sinistra.

Il nuovo ciclo del Genoa di Ballardini

La squadra ha certamente risentito del campionato post-lockdown e della conseguente necessità di fondare un nuovo ciclo in pochissimo tempo. Maran non è mai riuscito ad affermare la propria idea di gioco, così come hanno faticato a cominciare i rispettivi cicli Liverani, Giampaolo e Di Francesco. Tutti allenatori con una formazione tattica improntata alla gestione del possesso palla e alla produzione offensiva, ma tutti costretti a plasmare le rispettive mentalità nei ritiri pre-campionato più brevi di sempre.

Il ds Faggiano ha dovuto rifondare una squadra priva di identità e arrivata quartultima nel campionato precedente in poco tempo e in un mercato con pochissimi fondi a disposizione. Nella sessione estiva oltre al crack Shomurodov sono arrivati anche Zappacosta, Pellegrini, Pjaca e Czyborra, mentre nella sessione di riparazione Strootman e Onguenè.

Come gioca il Genoa

Molti sono gli interrogativi tattici. Nonostante questa sia certamente una stagione sui generis, in Serie A si sta sempre più affermando l’utilizzo della difesa a 3, poco utilizzata però a livello internazionale. La pandemia non pare però aver cambiato l’inerzia del campionato: allenatori come Juric o lo stesso Ballardini, più tattici e dalla solida formazione difensiva risultano ancora efficaci. Dall’altro lato della medaglia ci sono realtà piccole ma già affermate che fanno della mentalità di gioco aggressiva il loro marchio di fabbrica anche con buoni risultati: il Crotone di Stroppa ha raccolto poco ma per lunghi tratti ha giocato meglio di avversari ben più blasonati (Atalanta, Lazio, Juventus); lo Spezia di Italiano e il Benevento di Inzaghi sono in lotta per salvarsi, ma sembrano ad oggi essere superiori rispetto a squadre più blasonate e invischiate nella stessa.

Da un lato i tifosi venerano ormai Ballardini (c’è chi goliardicamente ne chiede anche la santificazione in caso di salvezza), dall’altro Preziosi puntualmente non riesce a dare un’impronta chiara al progetto Genoa e finisce per richiamarlo solo in caso di pericolo.

Riprendendo le dichiarazioni dello stesso allenatore, la strada per salvarsi è ancora lunga e sembra proprio che la lotta durerà a lungo coinvolgendo ben 8 squadre. Il mister è riuscito a tirare giù la saracinesca e a creare un filotto di risultati utili consecutivi. Storicamente però, la squadra ha un calo verso la fine del girone di ritorno che potrebbe rimetterla in pericolo. 

La lotta è ancora più aperta che mai.

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Classe '99, sono di Roma e tifo Lazio. Attualmente studio Scienze Statistiche. Appassionato di calcio, della tattica e dei numeri.