Sembra passata un’eternità da domenica scorsa. Riavvolgendo il nastro della memoria ricordiamo come fosse ieri la festa nerazzurra dentro e fuori San Siro, la consegna della coppa ad Handanovic, le dichiarazioni d’amore fatte a gesti, tra tutte quella di Hakimi, e l’affacciarsi dalla Torre 4 dei campioni d’Italia a mostrare la coppa a chi stava sotto nel piazzale, ad occhio e croce 5000 cuori nerazzurri. In una settimana tutto è cambiato, Conte s’è ne andato, è arrivato Inzaghi, una sola cosa è rimasta intatta: la necessità di fare 90/100 mln di attivo nel mercato e tutto ciò passa inevitabilmente attraverso la cessione di un big, (sperando si tratti veramente solo di uno).

Hakimi sarà il sacrificato sul mercato

Tra i motivi che han portato Conte ad andar via c’è proprio la cessione del big. Il tecnico chiedeva a gran voce la permanenza dei big, della colonna portante per poter attaccare la seconda stella. L’Inter, nelle idee del mister pugliese, non poteva far a meno della SDB, di Barella, Brozovic, della Lu-La e di Hakimi. Di fronte alle parole di Zhang, Conte si è alzato e ha levato il disturbo “passando” la patata bollente a Simone Inzaghi.

Nei giorni scorsi si sono sviluppate velocemente le voci di un interesse del Psg per l’esterno marocchino che è balzato in cima alla lista dei big sacrificabili. Ma è la scelta giusta? Una valutazione di questo tipo va fatta ad ampio raggio inserendo nel calderone sia l’analisi dei giocatori che hanno mercato sia poi come rimpiazzare questi giocatori tra possibilità effettive e budget.

Da un punto di vista tattico, di rosa e di possibilità successive di mercato probabilmente sarebbe stato meno gravoso cedere Skriniar o Brozovic. Soprattutto rispetto al secondo l’Inter avrebbe di fatto le soluzioni alternative già in casa potendo adoperare Eriksen o Sensi, quando presente, nel ruolo del croato, mentre un terzo centrale di difesa sarebbe acquistabile a prezzi contenuti seppur, magari, meno forte del numero 37 in forza all’Inter. Tuttavia, ad oggi, in casa Inter, sembrano essere principalmente due i giocatori che hanno un mercato tale da portare a casa una cifra importante e tali giocatori sono Hakimi e Lautaro Martinez, (con Lukaku destinato a rimanere dopo la telefonata con il neo-tecnico).

Tra il laterale marocchino e il numero 10 argentino sarebbe meno gravoso cedere il primo per tutta una serie di ragione. La prima riguarda sicuramente la sintonia venutasi a creare tra Lukaku e Lautaro, volerla spezzare di “propria iniziativa” sarebbe un autogol bello e buono verso la prossima serie A.

Mentre la cessione, comunque importante, del laterale marocchino potrebbe avere un impatto meno importante sulla squadra considerando che il mercato dei laterali viaggia a prezzi più contenuti rispetto a quelli dei bomber. Ecco il secondo aspetto dunque. Le cifre dei sostituti. Affacciarsi al mercato volendo acquistare un esterno creerebbe meno problemi a Ausilio e Marotta. Partendo dal presupposto che difficilmente ci sono giocatori migliori di Hakimi, prendere un laterale di livello potrebbe costare una cifra vicino ai 30 mln, forse 40 se si vuol puntare ad esempio Manuel Lazzari, ma difficilmente Lotito lo venderà all’Inter dopo lo scippo di Simone Inzaghi.

Vendere Lautaro porterebbe si, magari, circa una ventina di milioni in più, ma bussare alla porta dei club europei per comprare un sostituto all’altezza, in termini di gol, potrebbe voler dire spendere una cifra uguale o addirittura superiore a quella incassata, senza essere sicuri di ottenere lo stesso risultato in termini di apporto in campo per svariati motivi che vanno dall’ambientamento alla serie A al salto in una big per quei giocatori che in serie A ci sono già, ad esempio Vlahovic che però sarebbe un doppione di Lukaku.

Se si valuta ad ampio raggio la rosa dell’Inter, dunque, probabilmente sarebbe “costato” meno sacrificare altri big come Brozovic o Skriniar. Se invece si valutano quelle che sono le richieste in questo momento crediamo che Hakimi possa essere l’agnello sacrificale “giusto” per non impattare troppo dal punto di vista tattico.

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