L’isolamento domiciliare imposto dai diversi governi nazionali per porre un argine alla diffusione del COVID-19 ha certamente messo – e sta tutt’ora mettendo – alla prova i nervi di ciascuno di noi. L’epidemia globale ha anche creato un filtro naturale delle notizie da riportare. Difficilmente si può trovare un qualcosa che non sia inerente a questo fenomeno (tantomeno in questo pezzo).

Una buona fetta di attenzione è stata catturata dalla questione calciatori. Via alle diatribe sui loro stipendi o su ipotetiche corsie preferenziali in tema di tamponi o cure. Chiacchiere da bar? Nemmeno. Odio gratuito? Probabile. Però i calciatori – ancor prima d’essere campioni – sono persone, fatte di limiti e cedimenti, emotivi e carnali. E allora per dirla con le parole di Fabrizio De André, quanto segue è una storia sbagliata.

Il festino hard di Walker in piena quarantena

Questa storia è ambientata in Inghilterra: anno 2020, piena epidemia di corona virus. Nello stesso periodo storico in cui la regina Elisabetta parla per la quarta volta in vita sua al popolo britannico, Kyle Walker, terzino del Manchester City, viola l’isolamento imposto dal governo. Come? Organizzando un festino hard con due escort ed un amico.

Lo stesso Walker pochi giorni prima aveva esortato i propri tifosi a restare a casa per evitare il collasso del sistema sanitario nazionale. Dopo esser stato pizzicato, il terzino si è presto scusato. Ciò sicuramente è stato ammirevole, ma fino ad un certo punto. La società avvierà ugualmente un procedimento disciplinare interno.

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Ragionando sulla figura del calciatore famoso, sicuramente questi è un esempio, in primis per i suoi fan. Un esempio che, in questo caso, si è rivelato negativo. Su questo fronte, non ci resta che augurarsi che sia un fatto isolato e che, al limite, torni a fare dannisu Fortnite. Almeno non viola la quarantena e rispetta chi sta cercando di salvare vite, o degli ammalati.

L’opinione pubblica sul caso Walker

Ragionando, invece, sull’opinione pubblica, alcune considerazioni appaiono doverose. “Chi è senza peccato scagli la prima pietra“, non era così? Sono più gli onesti o i furbi?

C’è da chiedersi che valore abbia la pubblica, visto non siamo tutti santi. Eppure, nella maggior parte dei casi funziona così, che la gola della carne faccia più audience di chi svuota interi scaffali, facendo più viaggi al supermercato, cambiato abbigliamento. Sia chiaro, non si tratta di biasimare Walker, si tratta di dare il medesimo peso alla stessa violazione, in quanto essere calciatori – o personaggi famosi – non rende più grave il fatto, tantomeno lo giustifica.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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