Kulusevski e una Juve da conquistare: cosa serve al giocatore per consacrarsi?

20 anni compiuti, 10 gol in campionato e un futuro che solo leggendo questi numeri non può che promettere bene. Dejan Kulusevski è una delle sorprese più piacevoli di questo campionato che si concluderà domenica, lo svedese scenderà in campo per l’ultima volta con la maglia del Parma e da settembre indosserà la casacca della Juventus, con l’intenzione di confermarsi e soprattutto consacrarsi ad alti livelli.

Kulusevski quest’anno ha brillato praticamente in ogni partita, non sorprendono solo i numeri legati ai gol e assist ma anche le ottime prestazioni e la continuità di rendimento che sono sintomi di un giocatore che ha la potenzialità e determinazione giusta per diventare un giocatore affermato. Da settembre sarà della Juventus, i bianconeri lo hanno ufficializzato nel mercato invernale per poi lasciarlo in prestito al Parma fino al termine della stagione. Nessuno ad inizio gennaio avrebbe pensato che la stagione finisse ad agosto, ma la pandemia ha obbligato a rivedere le date (anche) del calcio e per cui solo a settembre potrà essere a disposizione di mister Sarri, qualora venisse confermato allenatore della Juve.

Difficoltà da superare per consacrarsi

In ogni caso, i tifosi bianconeri si augurano che Kulusevski non solo possa confermare quanto fatto quest’anno ma soprattutto il desiderio in casa Juve è quello di vedere lo svedese uno dei principali protagonisti della prossima stagione. Quando si effettua un salto di qualità così importante inevitabilmente si presentano diverse difficoltà, e intorno a questo discorso si aggirano le incognite che, se risolte positivamente, potranno davvero permettere a Kulusevski di ambire a diventare un grandissimo giocatore.

Numeri da confermare

Come abbiamo precedentemente spiegato, Kulusevski quest’anno si è contraddistinto anche per la continuità e con pochissimi alti e bassi. Se al Parma questa è una dote che non tutti hanno e quindi averla ti garantisce di essere uno dei migliori, in una squadra come la Juve è uno dei requisiti minimi per poter essere titolare.

Le ambizioni salgono e diverse prestazioni negative, se ripetute, potrebbero avere conseguenze spiacevoli. Non è questione di sbagliare una o due partite, capita a tutti. Ma se dopo qualche prestazione sottotono non ci si riesce a riscattare ne può risentire anche l’aspetto mentale del giocatore. Proprio per questo che per poter essere titolare in una grande squadra serve non solo avere qualità tecniche e tattiche ma la voglia di prendersi il posto, tenerlo e confermarlo fa sicuramente la differenza.

Al Parma la concorrenza non era agguerrita, alla Juve lo è già di più. Questa stagione è certamente un biglietto da visita importante per Kulusevski che si presenterà al primo allenamento da juventino con una buona reputazione. Reputazione che può scendere o salire velocemente, qui si vedrà se davvero Dejan ha la stoffa per diventare un vero e proprio campione.

Tattica e compiti richiesti

Un altro aspetto che interesserà a Kulusevski una volta affacciato completamente nel mondo Juve è quello legato ai compiti che dovrà svolgere in bianconero, probabilmente diversi da quelli richiesti da D’Aversa. Prima di tutto, come giusto che sia, a prescindere dalla squadra ogni allenatore ha un proprio modo di giocare o quantomeno il proprio modo di affrontare le partite, che può variare a seconda dell’avversario. Il 4-3-3 di D’Aversa è molto funzionale alle caratteristiche di Kulusevski, Sarri quest’anno ha alternato lo stesso modulo appena citato con il 4-3-1-2.

Kulusevski potrà ricoprire più ruoli, naturalmente nel caso in cui Sarri decidesse di optare per la seconda scelta (specie se verranno ceduti Douglas Costa e/o Bernardeschi) non ci sarebbe l’esterno d’attacco per cui lo svedese potrà essere utilizzato in ruoli diversi. Il ruolo non dovrà essere incompatibile con le sue caratteristiche perché si rischierebbe immediatamente di bruciare un giovane così promettente ma allo stesso tempo i compiti che dovrà svolgere durante la partita, sia per un modulo potenzialmente diverso (lo stesso ragionamento varrebbe per il 4-3-3 che ha già avuto) sia per l’interpretazione delle partite che certamente non sarà lo stesso a quanto abituato.

Sarà lo stesso Kulusevski che dovrà essere bravo a calarsi in un nuovo modo di giocare con la consapevolezza e umiltà che, se al Parma era considerato uno dei migliori e su cui i compagni facevano affidamento per segnare, alla Juve almeno all’inizio sarà “uno dei tanti”. Non è un’etichetta di cui vergognarsi o che fa sentire ridimensionati, ma per conseguire con successo un salto di qualità si passa anche da questi particolari.

Il dato che fa sorridere alla Juventus

Questi sono gli ostacoli principali che Kulusevski dovrà affrontare e superare per consacrarsi definitivamente. Un dato però non deve passare inosservato: una volta ufficializzato alla Juventus ad inizio gennaio, si temeva che il suo rendimento potesse diminuire visto il passaggio in una grande squadra già concretizzato. Le motivazioni non sono affatto scese, anzi, le prestazioni sono state sempre convincenti e “Kulu” non si è sentito affatto appagato. Semmai affamato, quello sì. Di concludere bene la stagione e iniziare la nuova esperienza con i presupposti giusti. Le condizioni ci sono, le difficoltà arriveranno e dovrà sempre fronteggiare le voci che lo vedono come il classico giovane che fa bene solo nelle squadre medio-piccole.

Prima ha cancellato le voci di chi lo immaginava in calo dopo la firma a gennaio, ora deve dimostrare che il salto di qualità non spaventa ma è una grande occasione per consacrarsi. Con questi numeri e con la mentalità che ha dimostrato viene da pensare che questo possa accadere.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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