Archiviata la sconfitta europea contro l’Hapoel Beer Sheva, il Lugano è sceso in campo impegnato nei 1/16 nella bucolica cornice dell’Helvetia Coppa Svizzera. Avversario di giornata il FC Köniz, compagine bernese militante nella Promotion League (terza divisione svizzera) ma sempre ostica da affrontare, a maggior ragione in una competizione aperta ad inaspettati colpi di scena. Tra i Ticinesi da segnalare il debutto di Daprelà e il rientro di Culina.

La prima frazione di gara si apre con il possesso palla a tinte bianconere, ma la prima occasione è proposta dai padroni di casa, che si guadagnano anche il primo tiro dalla bandierina. Tuttavia, per ampissimi tratti la contesa è avara di emozioni e di episodi salienti. Al 20′ è tempo, per gli ospiti, di farsi pericolosi: su un tiro-cross di Ledesma il tentativo di anticipo operato di testa da Sabbatini termina oltre la traversa. Al 22′ gli ospiti ci riprovano: Keller rinvia male, Junior riceve l’anticipo di Ledesma e serve un Bottani che, da posizione favorevole, fallisce l’appuntamento con il gol. Il numero 10, poco dopo, si fa neutralizzare dall’estremo difensore avversario una debole conclusione. Keller è nuovamente chiamato all’opera al 25′, su una velenosa conclusione di Sabbatini partita da fuori area. Al 27′ va annotato un episodio dubbio: Mihajlovic, a contatto con Boillat, finisce a terra; Bieri decide tuttavia di non decretare un calcio di rigore. Il Lugano non si perde d’animo e continua a provarci (invano). Al 35′ il sinistro ad incrociare di Junior non sortisce l’effetto agognato. La lancetta dell’orologio non compie ancora un giro completo ed ecco che il Köniz non concretizza la più ghiotta occasione dei primi 45 minuti: al termine di un’azione fulminea, il tiro di Boillat si spegne a lato non prima di aver spaventato i tifosi ticinesi. L’ultima annotazione riguarda una conclusione di Sabbatini, andata spegnendosi sul fondo. Il parziale di 0 a 0 riflette bene quanto visto e ripaga la disciplina e la generosità messe in campo dal Köniz. A nulla è valso lo scambio di ruoli tra Culina e Junior, incapaci di infilarsi tra le maglie ospiti.

Anche il secondo tempo risulta essere piuttosto equilibrato, seppur con maggiori e più rapidi capovolgimenti di fronte. Il primo episodio degno di nota è a tinte bianconere: al 61′ Bottani, dopo alcune finte, crossa per il colpo di testa fuori misura di Sabbatini. Nemmeno un minuto più tardi si segnala un sospetto fallo subìto da Miani in area bianconera: l’intervento di Mihajlovic non è sanzionato da Bieri. Al 69′ il Lugano si rende pericoloso sfruttando uno schema su punizione: Ledesma trova Golemic, che prova a rimettere in mezzo per Sabbatini, anticipato dalla retroguardia bernese. All’82’ si assiste ad un’anticipazione di quanto sarebbe successo in seguito: Miani, dopo una serie di finte che eludono Yao, conclude alto. Quando il tempo sembra scorrere inesorabilmente e la contesa sembra fiaccamente destinata a protrarsi nel corso dei tempi supplementari, all’87’ Yao atterra Miani: Bieri questa volta non ha dubbi e indica il dischetto. I tifosi luganesi temono seriamente di fare la stessa fine dei ‘nemici’ del Sion, eliminati mestamente e a sorpresa dallo Stade Lausanne Ouchy, ma nulla è ancora perduto, soprattutto se a essere chiamato a parare un rigore è David Da Costa. All’88’ l’estremo difensore bianconero intuisce l’angolo scelto dallo scatenato Miani e, buttandosi alla propria sinistra, nega la gioia ai padroni di casa. Per i Luganesi, la possibilità di disputare l’appendice di 30 minuti è già di per sé accolta come oro colato: nessuno pretendeva che avvenisse quanto effettivamente successo al 93′, giusto un attimo prima della fine dei tempi regolamentari. Gerndt, subentrato e fino a quel momento autore di una prova sottotono, raccoglie una palla spizzicata su rinvio di Da Costa e, con una bella conclusione al volo di sinistro, gela la squadra di casa. Lo 0 a 1 finale non rende onore ad un Köniz ancora più ostico del solito e schierato con ordine, abile a proporsi anche in proiezione offensiva.

FC Köniz (4-4-1-1): Keller 6; Stauffiger 6.5, Portillo (C) 6, Sadiki 5.5, Carrasco 6; Emurli 5.5 (65′ Gomes Da Silva 5.5), Naili 5.5, Boillat 6, Miani 5.5; Gregorio 6 (74′ Osmani s.v.); Stojanov 5.5 (46′ Makshana 5.5). All.: Urdaneta. A disp.: Aebi; Gafner, Koubsky, Huvos.

FC Lugano (4-1-4-1): Da Costa 7.5; Mihajlovic 5.5, Yao 5, Golemic 5.5, Daprelà 5.5; Ledesma 6 (73′ Mariani 5.5); Culina 5 (64′ Gerndt 7), Piccinocchi 6, Sabbatini (C) 5.5, Bottani 5.5; Junior 5.5 (86′ Crnigoj s.v.). All.: Tami. A disp.: Kiassumbua; Rouiller; Vecsei, Milosavljevic.

ARBITRO: Signor Bieri.

MARCATORI: Gerndt (FCL) al 93′.

AMMONITI –

ESPULSI: –

NOTE: 0 minuti di recupero a fine primo tempo, 3 minuti a fine secondo tempo. Rigore fallito da Miani (FCK) all’88’.

TOP NOVANTESIMO: Da Costa 7.5 – Giunto a Lugano tra i borbottii di taluni per via del suo legame a doppio filo con i ‘nemici’ dello Zurigo, l’estremo difensore sta rispondendo e ripagando la fiducia e il sostegno ticinese con una serie di prestazioni maiuscole. A pochi giorni di distanza dal rigore parato a Pekhart nella sfida europea contro l’Hapoel Beer Sheva, Da Costa si ripete all’88’ e sullo 0 a 0 contro il più modesto e meno quotato Köniz, negando la gioia del gol a Miani. Provvidenziale.

FLOP NOVANTESIMO: Yao 5 – Dopo un primo tempo di ordinaria amministrazione, in cui era parso come uno dei difensori bianconeri più autorevoli, nella seconda frazione soffre le fiammate di Miani. All’82’ se la cava senza conseguenze, ma all’87’ rischia di causare la prematura e poco onorevole eliminazione dei suoi, sventata solo da un Da Costa provvidenziale.

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Luganese, alle prese con gli studi di Diritto a Neuchâtel, nel proprio tempo libero unisce volentieri i suoi interessi per la scrittura e per il calcio, occupandosi della squadra della sua Città. È uno dei co-fondatori di Sport Lugano.

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