Quando si discute di calcio non si riuscirà mai a trovare un accordo di massima tra le parti in causa: il tifo e la divergenza di idee fanno sì che la soggettività prenda il sopravvento.
Non si può, per esempio, stabilire chi sia il più forte calciatore del mondo: qualcuno infatti nominerà CR7, altri Messi, altri ancora Neymar e così via…
Su una cosa ho notato però una quasi totale uniformità di opinione: se si parla di “campionato più bello e spettacolare” c’è un solo nome che riecheggia sulla bocca di tutti: la Premier League.

Il campionato più bello del mondo
I motivi sono molteplici: se si analizza il gioco sicuramente quello inglese non si contraddistingue per la tattica e l’organizzazione difensiva (come accade ad esempio in Italia e Germania) e neanche per la tecnica o raffinatezza (vedi Spagna). Oltremanica però si corre: è l’intensità che la fa da padrona, il gioco è più veloce e vi sono più spazi. Questo è sinonimo di una maggiore spettacolarità.
Un altro motivo è prettamente storico: loro hanno inventato il calcio e obiettivamente sanno venderlo meglio. Lo spirito che si respira in uno stadio inglese non ha paragoni.
Se pensiamo invece alle ultime stagione ciò che ha contraddistinto la Premier dagli altri top campionati europei è stata l’imprevedibilità: negli ultimi 6 anni ben 4 squadre diverse hanno vinto il titolo. Non è un caso che una delle più grandi imprese della storia dello sport, la favola del Leicester di Ranieri, sia avvenuta proprio in Inghilterra.
E dopo questo veloce (si fa per dire) preambolo eccoci arrivati al fulcro di questo articolo, alla domanda chiave: ma quest’anno la Premier, chi la vince?

Ci sono un italiano, uno spagnolo e un tedesco…
Può sembrare l’inizio di una barzelletta qualunque ma è la semplice realtà: alla guida delle tre squadre in testa al campionato inglese ci sono Sarri, Guardiola e Klopp. Tre modi diversi di intendere il calcio, ma tre modi efficaci, votati all’attacco e soprattutto belli da vedere. La favorita per la vittoria finale resta il City: ha la rosa nettamente più completa e varia rispetto alle altre e vanta un potenziale offensivo quasi imbarazzante. L’unica pecca per Guardiola è che non si può giocare con solo attaccanti ed il reparto difensivo dei Citizens non è sembrato finora un fortino inespugnabile.
Le dirette concorrenti sono Liverpool e Chelsea.
I Reds sono totalmente imprevedibili: lo hanno dimostrato la passata stagione raggiungendo un’inaspettata e non pronosticabile finale di Champions. Sono una squadra completa, rispetto alla scorsa stagione hanno anche sistemato l’aspetto difensivo, e giocano un calcio iper aggressivo: il loro punto di forza è la sfrontatezza tipica del loro allenatore. Il manager tedesco è infatti riuscito a trasformare una discreta squadra in una efficace macchina da gol. Se questo non bastasse Klopp e i suoi hanno anche dalla loro il sostegno di un pubblico meraviglioso come quello del Merseyside che da troppi anni non assapora il successo nel campionato nazionale.
Infine c’è il Chelsea: sulla carta è la meno quotata delle tre ma il nostro Sarri è riuscito ad imporre ai Blues la sua filosofia basata su possesso palla e fraseggio stretto. I giocatori sembrano aver apprezzato il metodo dell’ex tecnico del Napoli e questo rende i londinesi un avversario tosto e da non sottovalutare per la volata al titolo.

Rincorrono le altre londinesi…e occhio a Mou!
Forse un gradino sotto stanno Tottenham, Arsenal e Manchester United.
Spurs e Gunners hanno avuto piccoli intoppi in questo inizio di stagione ma hanno, a tratti, espresso un bellissimo calcio. Per gli uomini di Pochettino e Emery non sarà però di certo semplice riuscire ad imporsi vista la qualità delle sopraccitate.
Chi invece ha faticato (e non poco) nelle prime giornate sono stati i Red Devils: considerando i problemi difensivi e le irrisolte questioni tra Mourinho e alcuni big della squadra, pare che lo United quest’anno debba accontentarsi della lotta ad un posto nella prossima Champions League. Guai però a dare per spacciato il tecnico di Setubal: la storia insegna che sono state proprio queste difficoltà a forgiare le sue più grandi imprese.

Che dire? Scommettere sul vincitore della Premier quest’anno pare un’ardua impresa: ci limiteremo a guardarla e godercela fino in fondo. Di certo non sarà tempo sprecato.

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