Gennaro Gattuso, intervistato dai microfoni di Milan Tv, ha analizzato la sconfitta nella finale di Coppa Italia contro la Juventus:Prima dell’1-0 siamo stati padroni del campo. Poi abbiamo commesso errori e abbiamo preso gol ma questi errori fanno parte del gioco. La squadra ha fatto quello che doveva. Il risultato è bugiardo, Cutrone ha avuto un’occasione limpida. La partita è stata giocata bene ma gli episodi ci hanno condannato. La Juventus dà l’idea di avere sempre il colpo del k.o e non è un caso che vince da tutti questi anni. Noi dobbiamo lavorare ancora tanto per arrivare al loro livello”

Sulle prospettive: “Oggi avevamo molti giovani, l’esperienza non si compra ma si fa prendendo legnate e facendo buone prestazione. L’ossatura di squadra ce l’ha, era da tanti anni che non si vedeva una squadra così giovane. Oggi eravamo più tesi del solito nella circolazione di palla. Le basi per costruire qualcosa di importante le abbiamo. È normale che ci vuole del tempo, non arriveranno tutti i giocatori arrivati ine state. Serve lavorare su questi ragazzi che sanno giocare a calcio e hanno grande mentalità”

Sul lavoro da fare per le ultime due partite: “Solo un folle poteva pensare prima che si perdesse. Anche chi non ha esperienza pensa subito ad un possibile contraccolpo. Il punto è che giochiamo con squadre tarantolate. Nei primi mesi miei è stato un disastro, ci siamo ripresi, abbiamo fatto cose importanti e ora nei 180 minuti finali non si può rischiare di perdere tutto. Mi bruciano tutte le parti del corpo per la partita, per i tifosi. Bisogna guardare avanti. Serve guardarsi in faccia e trovare stimoli perché ne servono di grandissimi per affrontare le ultime due partite”

Sui tifosi: “Io mi aspettavo, quando ho visto il quarto gol, che poteva finire 7-0. Invece, abbiamo provato e creato tre palle gol. Oggi abbiamo fatto la partita che dovevamo ma siamo stati dei polli commettendo alcuni errori. Tutti ci assumiamo le responsabilità. Non è stata una bellissima serata, dobbiamo guardare avanti e avere senso di appartenenza per tornare quello che siamo stati. La strada è lunga. Sempre Forza Milan nel bene e nel male, la testa deve essere sempre alta perché ci stiamo giocando tanto. Spero di entrare anche nella testa dei giocatori”.

 

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.