Al termine della festa Scudetto, che ha avuto luogo al termine della gara vinta 3-0 contro il Crotone, Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni di Sky Sport:

C’è una tappa che ha cambiato tutto, 22 gennaio. Ci racconti il cambiamento?

“Avevo provato una decina di minuti in allenamento mesi prima il 4-2-3-1. Dopo la Fiorentina avevamo 4 punti di vantaggio, ma la squadra non poteva più giocare con il 3-5-2. Eravamo in cima e senza via di miglioramento. Ho cambiato, perchè era giusto così. Ho deciso in due giorni, la palla rotolava ma c’era difficoltà di movimento e da tempo ero infastidito di ciò. Siamo partiti bene, poi così ci son state alternanze sugli esterni. Siamo migliorati con i due di centrocampo”.

Numeri che parlano chiaro. Quali sono le sensazioni ad alcuni giorni da Cardiff?

“C’è consapevolezza diversa. Siamo cresciuti in autostima, ma non solo nella squadra ma nell’ambiente. Anche a Berlino giocammo bene, ma c’è consapevolezza”.

Resterai alla Juventus?

“Ci incontreremo. Ora c’è altro a cui pensare. Dobbiamo confrontarci, la Juventus è arrivata a un livello altissimo. Solo l’anno scorso non ci siamo giocati tutte le finali. Ora bisogna capire dove migliorare, un conto è cambiarne otto, altro è agigungerne uno o due”.

Cuadrado ha perso il posto dopo la schiuma?

“No, ma già ho pochi capelli (ride ndr.)”.

Il sesto Scudetto l’avreste rivinto anche senza Dani Alves e Higuain, ma chi ha voluto prenderli? Che faccia hai fatto all’idea?

“Ci sono ruoli nel calcio da vedere, uno di questi è il centravanti. Devi cercare i migliori, e quelli vanno presi. Higuain è tra i primi quattro al mondo, va preso. Non abbiamo avuto vita facile, abbiamo giocato 57 partite il primo anno, 51 l’anno scorso e 57 ora. Sento dire che vinciamo perchè nettamente più forti. Ci sono equilibri a grandi livelli. Roma e Napoli andranno a 87 e 86 punti, roba mai capitata. Ci hanno spinto a tenere alta la tensione”.

Chi arriverà sul mercato? Suarez?

“Non potrebbe giocare con Higuain…. Siamo a un livello altissimo, le difficoltà aumentano. Ma chi lavora alla Juve sa dove andare a parare”.

Qual’è il tuo merito maggiore? Essere stratega o l’essere paziente nel non mandare a quel paese chi esce con certi atteggiamenti?

“In un’annata ci sono cose positive e negative. In alcuni momenti devi gestire in un modo o l’altro. Va fatto tutto in funzione della squadra. Quando ero bambino andavo a vedere le partite del Livorno da bambino le gare sull’1-0 a 15 dalla fine erano finite. Ora il gioco effettivo è aumentato, la gestione della palla deve essere lucida, perchè quando gli altri vanno all’arma bianca può succedere di tutto”.

Due anni fa arrivasti alla finale con 17 punti sulla Roma, ora a +4…

“Beh le seconde e terze ne faranno 87 e 86, servivano 88 punti. Capita lasciare qualcosa, vedi a Roma dove abbiamo subito 3 mezzi tiri e tre gol. Con la Lazio abbiamo subito di più, ma zero gol sul groppone. Eravamo diversi. Ora speriamo di prendere qualcosa di grosso”.

Buffon ha detto che quella sconfitta è servita.

“Ero sereno. Roma non contava, era uno scontro diretto dopo la qualificazione in finale. Il pensiero era a Cardiff. Non abbiamo giocato male, ma in quei contesti succede di tutto. E infatti abbiamo perso”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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