Stando a quanto riportato da calciomercato.com, tocca a Mattia Perin rappresentare lo spogliatoio della Nazionale il giorno dopo Francia-Italia. Nella sala stampa all’interno dello Juventus Training Center, proprio quando il suo passaggio in bianconero sembra ormai questione di ore, il portiere del Genoa ha parlato ai microfoni dei presenti.

Di seguito le sue parole: “Non mi sento già a casa qui. Sto pensando alla Nazionale, lascio fare ai miei agenti e alle due società. Per dieci-quindici giorni sto cercando di lasciare fuori le voci di mercato. E’ un momento importante della mia carriera dopo un’ottima stagione al Genoa, c’è la probabilità che vada via ma non è ancora fatto niente, mi sento pronto nel caso a fare un salto di qualità. In ogni grande squadra ci sono due grandi portieri, ovunque vada ci sarebbe da conquistarsi il posto e questo non mi spaventa. Buffon? E’ un punto di riferimento per tutti noi. E’ uno dei migliori portieri al mondo per la carriera e quello che fa. Ha sempre risposto alle voci di una sua fine. Con lui ho un bel rapporto, ci sentiamo, lo stimo ancor più per la persona che non per il giocatore, lo conoscono tutti. C’è tanto da imparare. Vinovo? Siamo venuti qui anche l’anno scorso. Qui si respira aria di vittorie, di squadra che ha successo. Allenarsi qui può solo far bene.

Il mio futuro? Dipende dal mio agente. Ha detto che un portiere deve giocare, ha ragione. Il mio percorso con tanti infortuni mi ha fatto maturare tanto. Ho tanto coraggio, serve per superare due infortuni come questo. Olanda? Non so se giocherò, se dovesse capitare cercherò di farmi trovare pronto al di là dello stadio in cui si disputa la partita. La Francia? C’è ancora differenza, ma la partita di ieri ci fa ben sperare.Abbiamo compiuto piccoli passi in avanti che ci danno fiducia per pensare di potercela giocare alla pari più avanti. La mia crescita? Prima ero visto come un giovane un po’ guascone, eccentrico. Questi due anni mi hanno cambiato, non so se in meglio o in peggio. Io penso in meglio, mi sento più pronto con più equilibrio da portare in campo. Io titolare dell’Italia? Mi nutro di competizione. Ma non ci siamo solo io e Donnarumma, c’è ad esempio anche Sirigu che ha solo 31 anni. Poi ci sono Meret, Sportiello, Cragno. E Buffon è sottinteso che possa sempre tornare. La competizione ti fa sempre migliorare. I tifosi? Avvertiamo affetto della gente. E ne abbiamo bisogno. La delusione è legittima, abbiamo bisogno ora di entusiasmo per ripartire e che è stato smarrito negli ultimi anni, anche o soprattutto per colpa nostra che abbiamo fallito la qualificazione ai Mondiali”. Balotelli? Non lo vedevo da quattro anni, l’ho visto cambiato e si è messo al servizio del gruppo. Il mio giudizio è positivo per quanto visto in questi giorni, è un talento eccezionale e se continua così è giusto venga convocato. Condividiamo quanto detto da Bonucci, bisogna lasciarlo vivere, merita pace, non combina più casini di una volta”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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