andrea agnelliNon c’è pace per la Juventus ed il presidente Andrea Agnelli a causa della vicenda di presunti tagliandi per le partite dei bianconeri venduti ad esponenti della criminalità organizzata. Sulla questione è tornato nuovamente il procuratore FIGC Giuseppe Pecoraro, che interrogato dalla Commissione Antimafia ha dichiarato:

“Al di là delle intercettazioni, io mi occupo della gestione dei biglietti e abbonamenti. Se c’è in questa gestione una permeabilità della dirigenza juventina questa non riguarda me ma la Commissione Antimafia e la procura. Una cosa è certa: i biglietti sono stati distribuiti anche a persone legate alla criminalità. Tra chi dominava nel bagarinaggio degli abbonamenti e dei biglietti, e si parla di una cifra alta, c’era anche Dominello. Per il processo sportivo siamo in attesa dell’udienza del 26 maggio. Il Tribunale federale nazionale ha scelto questa data per far sì che non ci siano effetti sul campionato di Serie A e in modo tale che tutto possa avvenire con la massima serenità”, ha precisato.

Pecoraro che, poi, ha risposto a quanto detto dal senatore Stefano Esposito relativamente al deferimento di Agnelli:

“Le parole vanno misurate, lei non deve sostenere assolutamente che io abbia affiancato il presidente Agnelli alla ‘Ndrangheta. Altrimenti avrei usurpato i ruoli della giustizia ordinaria. I motivi del deferimento sono vari: l’articolo 12 del Codice di giustizia sportiva dice che non è possibile il bagarinaggio, è un articolo preciso. Della gestione dei biglietti era a conoscenza anche Agnelli. La responsabilità è in primo luogo del presidente della società che era consapevole o comunque non ha vigilato sulla gestione dei biglietti. C’è una responsabilità diretta e una indiretta per essere rappresentante legale della società. A noi interessa la condotta antisportiva e di slealtà, questo concetto è nel Codice sportivo: un dirigente non può avere un certo tipo di comportamento Io non posso escludere che Agnelli fosse a conoscenza dell’estrazione di Rocco Dominello. Questo per me è un indizio. Sono convinto da una serie di dati che l’incontro tra Agnelli e Dominello c’è stato”.

Anche se, a proposito dell’intercettazione del colloquio D’Angelo-Calvo, datato agosto 2016, citata nell’audizione di marzo, Pecoraro afferma: “E’ un’interpretazione che è stata data. Noi abbiamo dato una certa interpretazione, perché da quella frase sembrava ci fosse una certa confidenza tra Agnelli e Dominello; ma probabilmente era del pm quella frase. Anzi, da una lettura migliore la attribuisco al pubblico ministero”.

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Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it

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