Juventus, parole d’addio di Buffon: “Il dispiacere più grande di smettere di giocare è lasciare questi ragazzi”

Il portiere e capitano della Juventus Gigi Buffon ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di JTV nell’acceso post partita della sfida di Champions League contro il Real Madrid. Di seguito le sue parole.

Io alla fine vedo sempre gli aspetti positivi, perché di natura sono così. Io sono emozionato, sono emozionato di aver visto una squadra simile, di aver avuto dei compagni che hanno veramente buttato il cuore oltre l’ostacolo, hanno fatto una partita di sacrificio, di sudore, di tecnica, di tattica, di cuore, un qualcosa veramente di impensabile. E per me il più grande orgoglio è quello di essere il capitano di questa squadra. Detto questo il Real Madrid ha passato il turno, ha vinto, gli facciamo i complimenti, hanno meritato, sono una grandissima società, una grandissima squadra, grandissimi tifosi, sono stati veramente carini nei miei confronti e li ringrazio“.

Perché quel rosso alla fine? Perché quel rigore? Ha visto nell’unico momento in cui probabilmente ha trovato un po’ di coraggio, ha visto qualcosa che non esisteva, il coraggio di fischiare il rigore e darmi il rosso. Ma questo al di là dell’errore che ci può stare, non è quello: un professionista, che viene ad arbitrare queste partite, di fronte a due squadre di grandissima tradizione, di grandissima storia, e non hai la sensibilità che dovrebbe albergare in un essere umano, per capire che un episodio, proprio per farla grande direi dubbio, ma proprio per spezzargli una lancia a favore, tu riesci a dare il rigore al 93′ più l’espulsione, vuol, dire che al posto del cuore hai la pattumiera. Un essere umano non può prendere decisioni così avventate dopo che ha visto…. (l’intervista si interrompe quando passa Cristiano Ronaldo, tocca Gigi alle spalle e lo abbraccia a lungo, ndr). E quindi basta. Questo è stato, ma non ci toglieranno il sorriso“.

Quanto sei orgoglioso di essere il capitano di questa Juve? Da morire, da morire, da morire. Il dispiacere più grande di smettere di giocare è quello, di lasciare questi ragazzi. E niente, però la vita va avanti, spero di avergli trasmesso qualcosa e spero ne facciano tesoro“.

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Capo-redattore di Novantesimo.com. Cresciuto nel calcio di fine anni '90 e inizio 2000, l'amore per lo sport è scoccato fin da subito. La mia passione si divide tra calcio, economia e storia, che porto avanti con €uroGoal e Storie Di Calcio.