Mancano solo due giorni alla finale di Coppa Itali tra Juventus e Lazio, ma già si inizia a percepire la tensione per tale trofeo. La Juventus con un eventuale vittoria inizierebbe a mettere in bacheca il primo obiettivo stagionale, aspettando la finale di Champions League e la vittoria del campionato. Il centrocampista bianoconero Tomas Rincon, ha cercato di analizzare a Rai Sport questo finale di stagione infuocato e il suo passato al Genoa:

PERCORSO IN COPPA ITALIA – “Nel match degli ottavi contro l’Atalanta mi sentivo molto felice, perché era la prima volta che giocavo allo Stadium da titolare. La Coppa Italia è un nostro obiettivo, volevamo fortemente passare il turno e ci siamo riusciti. Per quanto riguarda i quarti contro il Milan, al di là della voglia di rivincita dopo la Supercoppa, volevamo soprattutto andare avanti nella competizione. I rossoneri erano in un ottimo momento, ma abbiamo fatto una buona partita. Nella semifinale contro il Napoli stavamo giocando bene, poi abbiamo preso gol, ma siamo rimasti sereni e abbiamo trovato le reti che ci hanno permesso di andare al San Paolo con il vantaggio dalla nostra parteSapevamo che sarebbe stata una partita difficile. Questa è la forza della Juve: mantenere la serenità e la fiducia. Nella settimana prima del match di ritorno abbiamo visto Higuain piuttosto sereno. Non era facile per lui andare a giocare in un ambiente così, ma ha fatto molto bene, è stato decisivo soprattutto in Coppa Italia. Quando è così in forma, è semplicemente devastante”.

MOMENTO CLOU – “Siamo vicini a trofei importanti, sono emozioni forti. Però bisogna essere concentrati perché per ora non abbiamo ancora vinto niente, e quando i traguardi sono vicini bisogna accelerare e non abbassare l’attenzione. Questo vale in vista del campionato, della Coppa Italia e della finale di Champions”.

3-1 A MARASSI – “In quel Genoa-Juve, noi rossoblù sapevamo che loro venivano da una partita molto difficile in Champions a Siviglia, quindi abbiamo messo la partita sul fisico, sui contrasti, e sul pressing. Non è stato un match normale per la Juve, mentre è stato fantastico per il Genoa, che ha subito sfruttato le occasioni a disposizione. Quando affronti la Juve vuoi sempre dimostrare di poter vincere ed è sempre un’opportunità per potersi mettere in mostra”.

PRIMI MESI – “Da quando sono arrivato ho sempre ringraziato i compagni perché mi hanno accolto molto bene, mi sembra di essere qui da tantissimo tempo. E’ soprattutto la mentalità a distinguere la Juve dalle altre squadre: qui non si abbassa mai l’attenzione, non si molla e si lotta tutti i giorni per vincere. Che poi un conto è dirlo, un conto è essere qua e vedere tutte le persone che lavorato con disciplina e mentalità vincente”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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