Dopo la bella vittoria di ieri con il Barcellona, è intervenuto oggi ai microfoni di Sky Sport il capitano della Juventus Gigi Buffon, ecco le sue parole: “La parata più difficile ieri sera? La parata su Iniesta. È stata molto difficile secondo me, perché è una parata d’istinto. È una parata di tempismo.  E poi per il momento della partita, eravamo 1-0. Però come dico sempre ho la fortuna di giocare in una grande squadra composta da campioni e se voglio continuare ad avere una reputazione importante come quella che ho sempre avuto devo fare queste parate e questo deve essere la normalità. Ieri sera a fine gara sorridevo, perché parlando con degli amici dicevo: dopo una partita simile torni a casa e hai sempre il sospetto che non sia chiusa. E questo la dice lunga sul rispetto che abbiamo del Barcellona e che si è conquistato il Barcellona a prescindere dalla rimonta con il Paris Saint – Germain. Anche se non ci fosse stata quella rimonta sarebbe stato uguale, anzi probabilmente il fatto che ci sia stata secondo me è anche un bene per noi. Perché andremo là senza nessun tipo di prosopopea e con le antenne belle dritte e belli umili. Anche perché nel calcio ci sono state tante rimonte. C’è stato un Milan – Liverpool 3-0 e poi 3-3 in un tempo. C’è stata un Deportivo – Milan. Io mi ricordo quelle, poi c’è il Milan di mezzo (ride ndr). Però sono quelle che mi ricordo meglio, perché il Milan l’ho sempre seguito,  perché ci sono stati anni che veramente era un piacere vederlo performare e dettare legge in Europa. Come hai vissuto i fatti di Dortmund? Non si conoscono ancora bene le ragioni, per cui anche esprimersi in un certo modo potrebbe sembrare, secondo me, esagerato e arbitrario. Così su due piedi dico che, chiunque sia stato, se avesse voluto realmente far male avrebbe potuto far male, secondo me è stata una specie di avvisaglia. Non so quali siano i motivi, non so i perché e qualcuno magari ce lo dirà. Però mi sembra che le analogie rispetto a quello a cui tutti pensiamo, penso che non ci siano e sarebbe per certi aspetti un bene. Purtroppo siamo ridotti a dire questo e dobbiamo abituarci a queste situazioni e ce ne faremo una ragione anche se purtroppo è molto strano, ed è svilente arrivare a dire questo. Il futuro? Non è in questo momento un mio problema e un mio cruccio. L’unico cruccio che ho è autotutelarmi. E significa continuare ad allenarmi bene con la testa giusta per poter mettere in campo gli strumenti che ho in dotazione e gli elementi e gli ingredienti che possono servire alla squadra per poter costruirci un futuro ancora più importante di quello che è il nostro presente. Quando giochi contro avversari del genere non hai altra strada che prepararla nel migliore dei modi, sennò non la vinci. Mister Allegri ha studiato benissimo il match, è stato bravo a darci le giuste indicazioni. Dal canto nostro noi abbiamo avuto la bravura di interpretare la sfida con l’umiltà, l’impegno, la consapevolezza e la faccia tosta di chi vuole dire “ci siamo anche noi” e costruirsi un importante futuro. Rispetto ad altre squadre, la Juve per avere questi successi deve “sbattersi” di più, ma alla fine quando vinci forse sei ancora più soddisfatto. Delle Juve in cui ha giocato chi assomiglia questa? A nessuna, sia come uomini che tatticamente: questa squadra è il frutto di un’intuizione prodigiosa di Allegri, che la ha ridisegnata”. 

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