C’era anche lui in quel Real Madrid-Juventus deciso da un gol di Mijatovic. Christian Panucci era in campo diciannove anni fa con la maglia dei blancos in quella finale di Amsterdam. L’unico precedente in cui le due squadre si giocarono un trofeo fu quello deciso dal gol di Mjatovic.

Stando a quanto riportato da gianlucadimarzio.com, il difensore italiano ex Roma ed Inter ha cosi parlato di quella partita che, secondo i molti juventini, senza quell’errore sul gol sarebbe finita in modo diverso: “Fu una vittoria meritata. Nessuna immagine ha dimostrato in questi anni che fosse fuorigioco. E poi la verità è che eravamo più forti non solo tecnicamente ma anche a livello tattico. Eravamo messi meglio in campo e questo lo si è visto nell’arco di tutti i novanta minuti, a prescindere dall’episodio. Avevamo il pieno controllo del possesso palla.

Similitudini fra i due Real? In effetti è così. Sia tatticamente sia caratterialmente. Noi in tre anni abbiamo vinto tutto, abbiamo riportato il club sul tetto del mondo. Però questa Juventus ha la fame del mio Real. È sbagliato parlare di ossessione. Per questo dico a Cristiano Ronaldo che non sarà una passeggiata. 

Il Bernabeù e il centro sportivo Valdebebas? È la Hollywood del calcio. La realizzazione massima per un calciatore. Personalmente una soddisfazione incredibile perché sei al livello più alto, ti senti arrivato. Il Real Madrid è tutto. Guadagna più di tutti, ha il budget più grande di tutti, il marketing sconfinato. Questo significa avere una pressione clamorosa per tutta la stagione, perché non è solo una società di calcio, ma anche una questione politica. Gli avversari quando ti affrontano percepiscono questo carisma esagerato.

I ricordi a distanza di anni? Il rapporto con i miei compagni è rimasto. Ancora oggi ci sentiamo con regolarità, siamo stati un gruppo vero e solo così siamo riusciti a conquistare tante vittorie.

Il mio futuro? Voglio allenare, anche se mi diverto a fare l’opinionista. Sono ambizioso, non lo nascondo e voglio un progetto serio. Italia o estero, basta che ci sia la possibilità di fare bene.

Zidane? Senza togliere nulla e mancare di rispetto è sicuramente più facile iniziare dal Real Madrid che dal Livorno. Comunque mi è piaciuta molto l’intuizione l’anno scorso di schierare titolare Casemiro davanti alla difesa. Ha cambiato faccia alla squadra. Poi con tanti campioni non devi inventare ma basta fare poche cose, quelle giuste. Come Heynckes ai miei tempi.

Allegri? Mi colpisce la sua tranquillità anche nel gestire i pochi passi falsi che la sua squadra ha fatto in questi anni. E poi è un allenatore che sbaglia poco.

I miei modelli di allenatore? Sono ambizioso e quindi dico in Conte. Guardi cosa ha fatto al Chelsea, si è imposto subito in un campionato come quello inglese. È un esempio per tutti. I punti di forza delle due finaliste? Per il Real Madrid è Cristiano Ronaldo, basta guardare i tabellini nelle partite che contano. Più in generale la qualità esagerata della rosa. Mentre per la Juve dico la BBC per dire l’organizzazione difensiva che non è solo dei tre, ma coinvolge tutta la squadra. Chi vince? Con questa Juventus può davvero succedere di tutto. Per chi farò il tifo? A parte che in Italia ci sono solo i bianconeri. Ho buone sensazioni, alla Juve ho tanti amici però mi godrò da appassionato una grande partita”.

 

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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