Juventus, le prime parole di Howedes in bianconero

Howedes
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E’ terminata da poco la conferenza stampa di presentazione di Benedikt Howedes, che ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore bianconero.

Queste le parole riportate in tempo reale da Tuttojuve.com:

E’ la prima volta che si allontana dallo Schalke. Questo è il nuovo stadio. Come ci si sente qui?
“Benissimo, davvero. Penso che la Juventus sia uno dei cinque club più importanti al mondo ed essere parte di questa  squadra è un enorme privilegio ed onore. Penso del resto che qui possa sicuramente passare gli anni fantastici e sicuramente darò il massimo”.

Quanto è importante questo trasferimento per te in vista del prossimo Mondiale?
“Ovviamente bisogna sempre pensare anche all’attenzione che bisogna rivolgere alla Nazionale, io come  tutti gli altri giocatori che giocano nella Nazionale tedesca ho questo obiettivo, cioè essere convocato per il Mondiale. Sono qui, qui posso giocare al livello più alto che ci sia, posso giocare la Champions League e quindi essere in una squadra grande mi aiuta ad essere al massimo livello”.

La settimana scorsa Khedira è venuto a Berlino, ha detto che vi siete parlati prima che tu venissi qui. Avete parlato di Torino, di come parlare italiano?
“Sì, senza dubbio, oggi ci siamo sentiti su whatsapp, abbiamo anche parlato faccia a faccia, è un interlocutore assolutamente ottimo per me, per capire come funzionano qui le cose. Ci confrontiamo su molti aspetti, per esempio su come trovare, cosa si può fare qui a Torino nel tempo libero, siamo sempre in contatto. Alla fine dei conti voglio fare la mia esperienza qui a Torino, senza dubbio è bello avere Sami qui al mio fianco a Torino che mi può dare ottimi consigli, senza dubbio alcuno”.

Khedira ha detto che sei un leader. Ti senti un leader? La Juve ha perso Bonucci, tu porterai carisma e personalità alla Juve?
“Sicuramente io mi considero come leader, per sei anni sono stato capitano dello Schalke, anche nella squadra giovanile ho avuto questo ruolo di capitano, quindi sin da giovane sono abituato ad essere leader. Qui mi devo adattare, devo trovare il mio posto nella squadra e non penso che sia necessario confrontarmi con Bonucci, perchè sono un giocatore a parte, una persona a parte, che ha il suo percorso, che è diverso da quello di Bonucci, quindi non penso che i confronti siano opportuni. Piuttosto che io debba essere giudicato sulla base delle mie prestazioni. Farò tutto quello che è in mio potere per poter continuare ad avere successo con la Juventus”.

Che idea ti sei fatto del calcio italiano e perchè hai deciso di lasciare lo Schalke?
“Prima impressione, sicuramente un’ottima impressione, questo è un campionato molto, molto professionale. Per la base della squadra è proprio super professionale, tutti nel club, in qualsiasi ruolo, sono tutti molto professionali. Quindi sono molto lieto di essere qui. La Juve è una delle squadre più importanti del mondo, l’ho detto all’esordio di questa conferenza, e ho anche messo l’accento sul fatto che volevo giocare all’estero prima o poi nella mia vita. Adesso è arrivato questo momento, per una squadra sulla quale mi sono detto: può essere il passo giusto da percorrere, ragion per cui sono molto lieto di essere qui”.

Il primo impatto con la squadra? Come sei stato accolto stamattina? Il primo colloquio con Allegri?
“Oggi innanzitutto abbiamo fatto un po’ di test di corsa, un po’ di test fisici di base, questo il mio programma della mattinata, quindi non mi sono ancora allenato con la squadra e con i giocatori che sono ancora qui. Nei prossimi giorni comunque verrà il momento di giocare con gli altri, di allenarmi con gli altri, ho avuto un primo colloquio con l’allenatore, mi ha fatto un’impressione splendida e sicuramente nelle prossime settimane questa impressione si confermerà ulteriormente”.

Perchè hai scelto il numero 21?
“Il 21 è un numero che è stato vestito da grandissimi nomi, da Thuram a Dybala, questi sono nomi veramente di spicco. Era un onore poter indossare la maglia 21, io personalmente non ho nessuna relazione con questo numero però tra gli ultimi numeri rimasti disponibili questa era la scelta migliore per me”.

C’è un giocatore, un modello a cui ti sei ispirato? Hai seguito le orme di qualche bianconero, magari anche tedesco?
“La decisione di venire alla Juve l’ho presa indipendentemente da chi ha giocato qui in passato e sono molto lieto e felice di questa decisione. So che ci sono stati grandi tedeschi che hanno giocato qui, da Kohler, a Reuter e adesso anche Sami Khedira che ha già raggiunto degli ottimi traguardi qui. Io penso di dover fare la mia strada, non ho grandi modelli nel mondo del calcio però pensiamo già solo a Buffon, un giocatore che ha un nome conosciuto in tutto il mondo, ha una personalità e un carisma eccezionali nel mondo del calcio, tutti questi giocatori si possono osservare per imparare e sono veramente lieto di condividere il campo adesso con loro”.

Qual è il tuo ruolo preferito? Quello di centrale destro?
“Sì, in effetti mi sono definito come giocatore eclettico, multifunzionale e intendevo quello che ho detto: penso di poter giocare sia in una difesa a tre che a quattro, sia come giocatore della difesa centrale, che come terzino. Ho giocato anche come terzino sinistro durante il Mondiale, cosa che fino a quel momento non avevo mai fatto. Molti allenatori che mi hanno allenato hanno apprezzato il fatto che sono spendibile in molte posizioni e sono sempre disponibile, cosa che farò anche qua”.

Cosa manca ancora alla Juve per vincere la Champions?
“Penso che nel calcio è necessaria sempre una bella fetta di fortuna, nonchè una motivazione di ferro. Però non posso dire cosa manca alla Juventus, perchè negli ultimi tre anni è arrivata in finale due volte. Già solo per raggiungere questo traguardo significa che la maggior parte delle cose qui sono giuste, quindi non voglio parlare  di cosa ha sbagliato la Juventus finora, purtroppo cerchiamo di parlare di quelli che sono stati i meriti della Juventus. E penso che in queste partite, così ravvicinate e difficili, serva davvero la fortuna. E prima o poi la dea della fortuna sarà accanto alla Juventus che potrà sollevare poi la Coppa della Champions League. Ma questa non è che una previsione per il futuro”.

Quando ci sono stati i contatti con la Juventus? Fino a poco tempo fa avevi detto che non pensavi di andare alla Juventus.
“I primi contatti non saprei datarli con certezza matematica, però più o meno da 7-10 giorni ci siamo sentiti, confrontandoci regolarmente. Non posso dire altro che sono molto molto felice di essere qua, di dare un contributo al successo futuro della Juventus, indipendentemente da quanto è successo in passato. Allo Schalke ho passato 16 anni della mia vita intensi e fantastici, questo è il mio primo passo in un Paese estero, qui farò nuove esperienze, che ha già mi allietano e rallegrano. poi per tutte le impressioni che ho avuto finora, potrò godermele con un minimo di distanza temporale nei prossimi giorni. Cercherò comunque sempre di dare il meglio qui alla Juventus, questo è evidente”.

C’è qualcosa di Torino che già conoscevi?
“L’Italia è un Paese magnifico dove si viene in ferie volentieri, almeno noi tedeschi. Non ho avuto molto tempo a disposizione finora per scoprire il Paese, in ogni caso in futuro cercherò di potermi godermi al massimo tutte le possibilità che ci sono nella zona di Torino per il tempo libero, finora di Torino ho visto ben poco, devo ammetterlo, ma spero che questa realtà cambierà velocemente. La città e la mentalità delle personer spero di conoscerle al più presto possibile, perchè questo per me è fondamentale per capire davvero la Juve che cos’è”.

Hai ricordati a Higuain la finale del Mondiale dove l’avevi battuto?
“Sì, ci siamo visti stamattina, non abbiamo parlato in ogni caso della finale. Il primo giorno non sarebbe il massimo presentarsi così parlando di quella finale, no, non ne abbiamo parlato”.

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