A cinque giorni dall’inizio dei Mondiali, il centrocampista di Germania e Juventus Sami Khedira ha rilasciato un’intervista alla Gazzetta dello Sport. Il tedesco si è soffermato sulla mancata qualificazione dell’Italia, sottolineando lo sconforto per l’occasione dei suoi compagni di squadra italiani.

“Dopo la partita ero triste anch’io quanto i miei compagni nello spogliatoio della Juve. Soprattutto per Gigi Buffon, che ha perso il sesto storico Mondiale. E poi per gli altri, Barzagli, Chiellini; e non solo i bianconeri, anche per De Rossi per citarne uno. Grandi giocatori, una grande nazione calcistica che rimane ai margine.

Dopo qualche tempo – riporta Tuttojuve.com ho visto una reazione nei loro occhi, adesso gli azzurri sanno come devono lavorare per tornare ad alti livelli, ripresentarsi al prossimo mondiale. Gli juventini riconoscono spesso il valore della Germania e hanno un grande rispetto per noi. Vediamo, magari Gigi starà per noi, io sono un suo grande ammiratore e spero che lui possa ricambiare”.

Sulla propria esperienza bianconera: “Dopo la prima annata con la Juventus non ero contento, non mi sentivo di poter stare tra i migliori. Troppi infortuni, stanchezza mentale. Dovevo decidere se far parte dei migliori al mondo o se tirarmi fuori. Ne sono uscito ricominciando da capo con un staff personale, specialisti che curano molti aspetti, forza, movimento, alimentazione. Ho investito su me stesso, sono tornato come volevo”.

Sullo spirito di squadra: “Ritengo sempre che ci sia un successo di squadra e non dei singoli: se io gioco sei partite per 90 minuti e poi mi capita ancora di dover rinunciare alla finale, ok, ho aiutato il gruppo e faccio parte del successo. Me l’hanno insegnato fin dalle giovanili: sono uno “sportivo da squadra” e mi piace esserlo, altrimenti avrei scelto altro, il tennis o il golf”.


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