A soli 16 anni e 9 mesi, Moise Kean è stato il primo giocatore nato nel 2000 ad esordire in Serie A (a novembre contro il Pescara). Un avvenimento importantissimo per lui e per la sua carriera quello di giocare nella prima squadra della Juventus così giovane. A dispetto dell’età il ragazzo ha dalla sua grande carattere e tanta voglia di arrivare al più presto nel mondo dei grandi.

A svelarlo è stato suo fratello Giovanni, che in un’intervista in esclusiva alla redazione di Tuttojuve.com, ha parlato proprio del bel momento che sta vivendo Moise e del suo impatto in prima squadra.

Buongiorno Giovanni, che emozione ha avuto tuo fratello dai festeggiamenti in campionato? In un sol colpo si è aggiudicato anche la Coppa Italia.

“Sì, per la società è stato un grande traguardo. Moise ha avuto poca possibilità di mettersi in luce quest’anno, lo ha fatto più con la primavera che con la prima squadra. Ma la testa ce l’ha, noi non abbiamo fretta.  Soddisfatto? Assolutamente sì, fino ad adesso è stracontento per la possibilità avuta. Penso che per incoronare al meglio la stagione bisogna vincere la finale di Cardiff”.

In caso di vittoria col Real, ha deciso di festeggiare in maniera stravagante?

“Questo non lo so, sul taglio di capelli ti posso dire che è imprevedibile e magari può inventarsi qualcosa (ride ndr)”.

C’è stato qualche suggerimento di mister Allegri che ti ha riferito in particolare?

“No, non mi ha ancora detto nulla. So che si sta allenando molto bene, quasi tutti i suoi compagni hanno stima e Allegri è sempre disponibile con lui”.

Quando si è infortunato Pjaca, girava voce che Kean potesse prendere il suo posto come vice Mandzukic. Sarebbe stato bello vederlo fisso in prima squadra?

“Il suo ruolo naturale è l’esterno alto, ma si può anche adattare a punta centrale. Sull’esterno esprime il meglio di se stesso. Sarebbe stato bello vederlo giocare un po’ di più in quel lato”.

Esordì con gol con la nazionale contro la Croazia, ma nel momento in cui venne richiamato a Torino si è purtroppo infortunato. E’ rimasto rammaricato per questa circostanza?

“Sì, ha avuto un leggero affaticamento dovuto a tutti gli sforzi fatti in questa stagione, ha giocato tanto e il suo fisico ha risentito in quest’ultima di stagione. Ora è al 100%”.

Come giudichi la sua annata in primavera?

“Ha fatto abbastanza bene, nelle partite in cui è stato chiamato in causa ha sempre segnato e fatto bene. E’ stato una pedina importante per il mister (Grosso ndr) la davanti. Io l’ho visto alla grande, è un anno da incorniciare per lui”.

Il prossimo anno vorrà bruciare le tappe?

“Lui vuole giocare ma non vuole bruciare nessuna tappa. Se meriterà di giocare lo farà, se ancora non sarà pronto deciderà la società. Ha avuto molta importanza nella sua crescita, è merito della società se è diventato quel che oggi. Poi non so: se la società vorrà puntare su di lui ben venga, l’importante è che giochi”.

Curiosità: è accostato a Balotelli solo perché è esploso in tenera età?

“Secondo me è proprio per questo, in qualche movenza lo ricorda ma non hanno lo stesso stile di gioco”.

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Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it

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