Juventus formato azienda: Agnelli cerca di imitare i modelli Barcellona e Real Madrid

Andrea Agnelli

Durante la conferenza stampa di addio di mister Allegri, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha spiegato come i bianconeri non siano una semplice squadra di calcio ma più precisamente un’azienda. Una visione che sicuramente era già ben nota, ma le parole di Agnelli non si sono mai contraddite, specie se vediamo l’operato della Juve degli ultimi anni.

La squadra bianconera verosimilmente cerca di emulare i modelli di Barcellona e Real Madrid, le quali non si soffermano solamente sull’aspetto calcistico. Non solo le uniche, ma probabilmente le più potenti e le più funzionanti.

ATTIRARE TIFOSI, PASSO FONDAMENTALE

La conferma arriva da come la Juve ha agito nell’ultimo periodo, sia dentro che fuori dal campo. Parlando di mercato, l’arrivo di Ronaldo è stato spesso discusso e chiacchierato, specie dagli esperti, più per motivi economici e di immagini rispetto ai discorsi sportivi. Una squadra come la Juve deve ambire ad avere un’ottima reputazione e attirare più tifosi possibili, anche se non lo sono fin dalla nascita. Barcellona e Real ci riescono da anni, la Juventus al momento bisogna considerarla indietro anche se sta facendo passi da gigante soprattutto considerando che le spagnole erano molto avanti già negli anni in cui i bianconeri in Serie A facevano fatica a qualificarsi per l’Europa League.

AL PASSO CON I TEMPI: SOCIAL E COMUNICAZIONE

In questi anni è importante saper comunicare anche sui social, per una squadra di calcio è fondamentale diffondere il proprio marchio (il recente cambio di logo non è casuale) in tutto il mondo e il progetto è stato proposto anche durante l’International Champions Cup. La Juve ha infatti organizzato diversi incontri dove l’obiettivo era quello di far conoscere la squadra al di fuori dell’Europa, invogliando persone non appassionate di calcio a cambiare idea avvicinandosi al mondo del pallone grazie alla Juventus.

EFFETTO RONALDO

In questo modo, un beneficio è la vendita delle maglie ufficiali, ambite ancor di più se il nome dietro alla casacca è quello di Ronaldo. E’ stato comprato anche per questo. L’immagine che conferisce CR7 alla Juve è molto ampio, parlando invece di questioni calcistiche non è importante solo per quello che può dare in campo ma anche per il fatto che può attirare altri campioni verso Torino, attratti dall’idea di giocare al fianco del portoghese. Di conseguenza, la Juve ne trae vantaggio sia in campo che fuori, con l’immagine del club che cresce ulteriormente. Un esempio? De Ligt.

BARCA E REAL, SERVE ALTRO PER COLMARE IL GAP

I modelli Barca e Real, però, sembrano al momento troppo avanti. Nonostante l’addio di Ronaldo, le merengues possono vantare una forza societaria immensa e il mercato di quest’estate ne è la prova. La Juve invece dopo le ultime spese deve controllare la quantità del denaro che esce dalle proprie casse e qualche sacrificio diventa inevitabile. Concentrandosi solo sul valore sportivo, è lecito affermare che queste tre squadre sono quasi sullo stesso piano, in uno scontro diretto hanno tutte la stessa, o quasi, probabilità di vittoria e, rimanendo esclusivamente sul campo, la Juventus si è avvicinata molto in questi anni. Però non basta, perché per crescere ancora serve trattenere (la Juve spesso è costretta a cedere davanti ad offerte importanti) e comprare campioni, che si attirano offrendo stipendi da capogiro e grazie ad un’immagine che il club si costruisce sia in campo che dietro la scrivania.

La Juve durante il mercato ha vinto il duello proprio con il Barca per De Ligt ed è un passo avanti, forse però non esaustivo per colmare il gap. Un gap a cui non tutti riflettono ma nel calcio di oggi è essenziale.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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