Quando sei la Juventus, dopo 9 scudetti consecutivi e sei al 29 luglio senza allenatore forse un piccolo campanello d’allarme a Vinovo doveva accendersi. Andrea Pirlo era stato già assunto poco tempo prima per allenare l’Under23 bianconera ma in quel di Torino arrivò l’idea geniale che poteva fare la storia, promuovere Pirlo come tecnico della prima squadra. Furono settimane di titoloni, di complimenti e di grande visione societaria ma è proprio la società che è mancata alla Juventus 20/21, quella società incapace di poter gestire un allenatore, in quel momento, inesperto, che non ha avuto modo di metter mano alla rosa per il mercato ma andiamo con ordine.

Il calciomercato della Juve nell’epoca Covid

Quella 20/21 può esser considerata come una stagione abbastanza atipica, tra pandemia causa Covid ed una grossa crisi finanziaria all’interno del sistema calcio che non ha risparmiato nessuna società calcistica registrando ingenti perdite all’interno dei bilanci non permettendo grandi manovre per il calciomercato in entrata ma adeguandosi a cercare più soluzioni per le cessioni cercando di abbassare il tetto ingaggi. La Juventus è una di queste società che ha dovuto prima vendere per poi metter mano, nelle sue possibilità, al mercato in entrata a causa di un bilancio negativo che se non avesse trovato un accordo sulle mensilità dei giocatori in rosa sarebbe stato ancor più disastroso.

L’estate di calciomercato bianconero inizia con le cessioni di: Matuidi, Higuain, Rugani, Douglas Costa e De Sciglio ma è quello in entrata che poteva regalare il sogno. Luis Suarez era alla ricerca di una nuova squadra e, tolta la parentesi giudiziaria per cercare di ottenere la cittadinanza italiana, l’uruguagio era molto vicino alla Juventus ma l’affare è fallito tentando di virare poi su Dzeko ma subito abbandonato.

L’attacco della Juventus aveva bisogno di nuova linfa ed il ritorno di Morata sembra poter adattare un attacco a 3 formato da Dybala-Morata-CR7 ma questa è una storia di fantasia ed il tridente non si è mai formato per colpa dell’argentino e dei suoi problemi fisici e non solo(ma su questo ci arriveremo). Lo spagnolo, a 10 giornate dalla fine, non ha sfigurato. Dejan Kulusevski era uno di quegli acquisti già scritti dopo le ottime prestazione in prestito a Parma ma al momento è un 6 sulla fiducia per il futuro. Un altro arrivo per il comparto offensivo è quello di Federico Chiesa dalla Fiorentina con l’ex viola che, dopo un inizio non troppo semplice, è riuscito ad integrarsi all’interno delle tattiche di Pirlo dando non poche soddisfazioni per l’ambiente bianconero. Una delle più grandi incognite è quella di Arthur Melo, giunto a Torino grazie allo scambio con Miralem Pjanic volato a Barcellona. Al momento il giovano americano Weston McKennie  è promosso con riserva.

CR7 sempre più solo e Dybala contro tutti

Che Cristiano Ronaldo sia il leader della Juventus è assodato ed in questa stagione cerca di portare avanti la baracca da solo. I numeri sono dalla sua parte collezionando 23 reti su 24 presenze in Serie A ed un 6 gol su 4 partite in Champions League. Il suo essere cavallo di razza vincente lo sta però portando ad un lento declino nei ranghi bianconeri soprattutto a causa del serio rischio di restare a “zeru tituli” ma con la speranza Coppa Italia, anche se una magra consolazione per uno come lui. Il fatto di restare a secco in questa stagione sta portando il portoghese a fare sempre più muro attorno a lui. CR7 era stato acclamato come l’uomo che avrebbe spezzato la maledizione delle finali portando la tanto agognata Champions League ma questo non sembra potersi realizzare. Il portoghese al momento ha mezza stampa del settore contro, i tifosi che non gli riconoscono più l’impatto ed il boost iniziale dato alla rosa, una società che spera nella cessione a causa di un ingaggio troppo pesante per le casse bianconere.

Paulo Dybala, invece, sta facendo di tutto per farsi oscurare da un Alvaro Morata in gran forma e sempre presente quando deve metterla dentro. L’argentino ha iniziato una stagione ai margini delle scelte di rosa continuando ad andare sempre più in giù fino forse a toccare il fondo. Il citato fondo è stato toccato qualche giorno fa quando insieme ai compagni: Arthur e McKennie. I tre hanno violato la zona rossa per quella che sembrerebbe una festa in casa del giocatore americano. Morale della favola, i giocatori non saranno convocati contro il Torino. Dybala è da un paio di stagioni che viene accostato a qualche big club europeo ma l’offerta tarda ad arrivare e molto probabilmente sarà uno dei grandi partenti di fine stagione per poter far cassa e cercare di rifondare alcune posizioni all’interno della formazione tipo.

La Juve dà fiducia incondizionata a Pirlo?

La dirigenza della Juventus, ha sempre espresso la totale fiducia in Andrea Pirlo dal primo giorno e ribadendo il tutto anche dopo l’eliminazione contro il Porto. Il vero problema che la fiducia non la si costruisce sulle chiacchiere ai microfoni televisivi ma cercando di portare avanti un progetto comune che al momento manca. Pirlo non ha avuto modo di metter mano al mercato estivo ne a quello di riparazione. Nel primo caso molti acquisti erano già scritti nel secondo perché il calcio non vede una lira da troppo tempo per poter operare al meglio. Il tecnico bianconero al momento ha 10 giornate per poter dare l’impronta giusta a questa Juventus irriconoscibile dopo i successi degli ultimi 9 anni. Troppi cambiamenti, troppe cessioni e poco svecchiamento in alcuni ranghi col tentativo d’azzardo sul mercato del parametro zero con: Khedira, Ramsey, Rabiot ed Emre Can.

Insomma, la Juventus ha pensato più al brand e poco alla rosa, lasciando la squadra in mano ad Andrea Pirlo che purtroppo pagherà cara questa sua prima esperienza in un top club. La fiducia nei suoi confronti è alta ma quella che manca è quella dei tifosi, ormai esausti di ciò che di negativo ruota attorno all’ambiente e chiedono rispetto, quel rispetto che voglia o no, una società storica e vincente come la Juventus deve ricevere ma soprattutto dare ai propri sostenitori.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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