Arrivano le prime parole in bianconero di Emre Can sul sito ufficiale della Juventus, ai microfoni del quale il tedesco ha rilasciato la sia prima intervista come nuovo calciatore della Vecchia Signora.

Il calciatore, appena arrivato a Torino a parametro zero dopo la scadenza del suo contratto con il Liverpool, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardanti questi suoi primi giorni vissuti a Torino, tra prime impressioni e motivazioni del trasferimento.

Il 24enne si è detto riconoscente al Liverpool, ma che ha lasciato la squadra per vincere trofei, cosa che proverà a fare con la casacca juventina dando il massimo in ogni partita. Successivamente, l’atleta, cresciuto tra le file del Bayern Monaco, ha parlato della città, dicendo che gli è piaciuta, del suo atleta preferito, citando Zidane, e anche di altri argomenti, come il suo ruolo preferito, la lingua, i suoi gusti musicali e i social network.

Ecco le parole di Can:

“Tutti sanno che pure il Liverpool è una grande squadra ma sono venuto alla Juve per vincere titoli. Credo mi troverò bene, ho la stessa mentalità di questa squadra. Ieri è stato il mio primo giorno in città, mi è piaciuta, le persone e i tifosi mi hanno accolto alla grande. Il clima, poi, è meglio che in Inghilterra. Le prime impressioni sono state buone, sapevo che era un grande club e ora ho le prove. La squadra ha una lunghissima storia e la seguo da quando sono piccolo. Fantastico giocare in una società del genere, darò sempre il mio meglio per aiutare a vincere altri titoli. Quando ero giovane questo campionato era molto competitivo, ora negli ultimi 3-4 anni è cresciuto. Ci sono tante squadre buone e vincerlo non è mai facile. Il livello è alto e non vedo l’ora di giocare. Numero 23? Era il mio numero al Liverpool. Il mio idolo? Zidane, il suo stile di gioco era incredibile. Ruolo preferito? Mi trovo meglio a centrocampo ma se serve gioco anche in difesa. Ho sempre voluto diventare calciatore: a 4 anni uscivo a giocare ogni mattina che la mamma non c’era. Ci stavo tutto il giorno. Non penso a segnare ma ad aiutare la squadra. Ciò che mi importa di più è raggiungere gli obiettivi tutti insieme. Amo segnare, ma anche portare avanti la palla. Aiuto sia dietro che in avanti. Lingua? Voglio impararla il più velocemente possibile. Non ho ancora un insegnante ma presto lo avrò. Soprannome? Non ne ho, mi chiamano tutti Emre. Musica preferita? Tedesca, hip-hop, R&B in inglese, turca… e presto credo anche italiana. Social? Sì, oggi sono importanti. Ma ciò che conta di più è il campo. Consigli ai giovani? Credete in voi e rimanete sempre voi stessi”.

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