Juventus e Sarrismo: la rivoluzione bianconera è iniziata

Questa stagione la Juventus ha optato per una scelta atipica se prendiamo in considerazione la tradizione e la storia bianconera. Il club piemontese ha sempre messo la vittoria prima della prestazione, ritenendo superfluo giocare in maniera spettacolare e molto più redditizio portare a casa punti e trofei.

Tra teorici esteti e pratici concreti

C’è chi dice che anche l’occhio vuole la sua parte così come chi si riteneva pratico, poco teorico e che sottolineava fino all’esaurimento il concetto della differenza tra vincere e giocare bene. Ovviamente ci stiamo riferendo a Massimiliano Allegri, a lungo bersaglio delle critiche degli addetti ai lavori reo di non sfruttare, a detta di molti, l’eccelsa qualità tecnica della propria squadra. Il tecnico di Livorno ha salutato Torino dopo undici trofei in cinque stagioni e nel capoluogo piemontese è stato sostituito da Maurizio Sarri. L’ex allenatore di Napoli e Chelsea ha subito messo le cose in chiaro in occasione della sua conferenza stampa di presentazione evidenziando come il suo intento sia “continuare a vincere sperando di farlo divertendoci e divertendo”.

Dalle difficoltà iniziali alle vittorie di prestigio

Forse non tutti ricorderanno l’esordio amaro di Sarri sulla panchina del Napoli. Infatti, gli azzurri persero la prima partita della Serie A 2015-2016 sotto i colpi di Floro Flores e Sansone dopo aver messo sotto il Sassuolo con l’ex capitano Hamsik. La scintilla scoccò esattamente il 20 settembre, alla quarta giornata, dopo aver collezionato solamente due punti in virtù dei pareggi con Sampdoria ed Empoli, il suo precedente club. Tornando a quel posticipo di fine settembre, il Napoli asfaltò la Lazio per 5-0 esaltando la solidità difensiva di Koulibaly e Albiol, la padronanza a centrocampo di Jorginho e Allan e l’esplosività di un attacco formato da Insigne da una parte, Callejon dall’altra e naturalmente Gonzalo Higuain, destinato a scrivere la storia del nostro campionato con 36 reti a fine stagione.

Una rondine non fa primavera ma quando a farne le spese sono Juventus, Milan, Fiorentina e Inter nel giro di nove giornate, l’intero calcio europeo cominciò ad osservare interessato ed estasiato quel giocattolo perfetto creato dal mister partenopea.

Sarri-ball a Torino: percorso breve o tortuoso?

Per sapere se ci vorranno quattro giornate anche per plasmare il Sarrismo a Torino bisognerà aspettare. La prima uscita bianconera ha visto fattori positivi implementati da Sarri come l’esaltazione di Pjanic, gli scambi tra Cristiano Ronaldo e Higuain, gli scatti di Douglas Costa e il pressing alto da parte della difesa che costringe la squadra avversaria ad accelerare i tempi di ragionamento e di gioco sbagliando spesso le uscite complice proprio questo atteggiamento asfissiante della corazzata bianconera. Certo, i secondi quarantacinque minuti hanno visto una Juventus molto più in affanno e in difficoltà, con alcuni giocatori ancora in ritardo riguardo la condizione o ambientamento.

Ci vorranno tempo e pratica, il calendario offre però uno scontro fondamentale alla seconda giornata contro il Napoli, dove non sarà possibile più di tanto sperimentare ma che sono comunque ottime opportunità per portare in fretta tutta la rosa sullo stesso livello affrontando sfide interessanti. Infatti, dopo il Napoli e la sosta, ci sarà la trasferta di Firenze e la grande gara contro l’Inter sarà alle porte.

Il calcio inglese insegna e Sarri lo sa bene

La Juventus, indipendentemente dagli avversari, dovrà fare sempre e comunque la partita. Se gli anni scorsi poteva accadere di vedere la squadra campione d’Italia giocare di rimessa per difendere un vantaggio, quest’anno la musica sembra destinata a cambiare. Le quattro inglesi nelle due finali europee della scorsa stagione hanno testimoniato come il calcio offensivo e propositivo sia l’onda da cavalcare in uno sport divenuto sempre più veloce e arrembante. Sarri lo sa bene avendo allenato e portato alla vittoria proprio una di questi club, esattamente il Chelsea, con cui ha conquistato oltre all’Europa League anche un terzo posto di tutto rispetto considerato il duo Manchester City-Liverpool.

Se a questo calcio veloce e offensivo stile Premier League si saprà coniugare la tattica e la solidità difensiva italiana, con tanto di un’aggiunta di qualità individuale, la Juventus potrebbe trasformarsi in un’autentica macchina da guerra.

CONDIVIDI

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008