Momento d’oro per Paulo Dybala, a segno per ben 10 volte in 6 partite giocate dall’inizio dalla stagione.

Intervistata da JTV, la Joya ha parlato della sua condizione attualmente strepitosa:

Sei già a dieci gol stagionali, quale ti è piaciuto di più?

“A me tutti, sono tutti importanti. La cosa fondamentale è che aiutino la squadra a vincere. Alcune reti sono state belle, altre meno. Ma sono tutte importanti”.

Ieri hai fatto tre gol, uno più bello dell’altro.

“Mi alleno tutti i giorni della settimana per avere la chance di fare gol come ieri, io e Pjanic ci alleniamo sulle punizioni e siamo obbligati a segnare altrimenti vince l’altro. Per ora sto vincendo io, ma non devo fermarmi altrimenti (sorride, ndr) vince lui”.

Il secondo gol realizzato ieri è stato davvero bello. Come ce lo spieghi?

Secondo me è stato tra i più belli, non faccio spesso questi gol. Non avevo troppo tempo e spazio per decidere cosa fare, ho rubato il tempo al portiere. E’ rimasto sorpreso, non si aspettava quella rete”.

E’ la seconda tripletta in pochi giorni. Hai portato il pallone a casa, ma dove li metti?

“Li lascio a casa, sul divano (ride, ndr). Mi piace tenerli vicino. Se non li ha presi mia mamma, sono ancora lì”.

E’ sempre vivo il paragone con Messi, che ha realizzato ben 38 triplette in carriera.

“No, come ho detto ieri Messi ha la sua storia. Ha i suoi palloni, io i miei e penso a me. Penso alle mie partite, siamo due calciatori diversi. Lui ha vinto tanto, spero di farlo anche io”.

Quando ieri sei uscito dal campo, tutto il Mapei Stadium ti ha applaudito. Questo è un segno che stai diventando un ‘calciatore di tutti’.

Mi fa piacere, la gente apprezza il mio gioco. Io provo a dare sempre il massimo, per rispetto dei miei compagni ma anche degli avversari. Provo a far divertire la gente, che mi apprezza anche per questo”.

CONDIVIDI
Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.