Mancano soltanto due giorni all’attesissima finale di Champions League. La sera del 3 giugno sarà il momento per la Juventus di provare a scrivere un’altra gloriosa pagina di storia, dopo il tentativo fallito nel 2015. Di fronte, però, Ronaldo e compagni saranno una bella gatta da pelare.

In merito a questo complicato impegno che attende i bianconeri ha parlato un ex giocatore e capitano di questa squadra, Alessandro Del Piero, che ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport.

“Il Real Madrid è ‘la squadra’, come dire il Brasile, come i Lakers. Il Real Madrid e la Juventus. Il massimo. All’inizio ricordo che era il club che batteva le italiane, prima che arrivasse il Milan di Sacchi era così. Poi ha battuto anche noi. Ma ci siamo rifatti. E spero che sabato si scriva un’altra bella pagina bianconera”.

Alex ricorda l’ovazione ricevuta al Santiago Bernabeu: “Scegliere un’immagine? La standing ovation, la standing ovation, la standing ovation. Una delle emozioni più grandi della mia carriera, quella notte al Bernabeu. Ma anche l’urlo del Delle Alpi quando abbiamo battuto il Real in semifinale nel 2003. Così forte non l’ho mai sentito”.

Gli domandano se sia la finale più bella da giocare: “Se la vinci, credo di sì. Ma quando vinci sono belle tutte”.

Su Zidane: “Se mi sarei aspettato Zidane allenatore e anche così vincente? Facile dire di sì, adesso. E poi da amico non sono imparziale, stimo davvero tanto Zizou come uomo prima di tutto e come professionista. Posso solo dire che uno che pensa il calcio in quel modo deve avere grandi idee. Ma quello che più mi ha convinto di lui è come si è adattato, conoscendo benissimo quella squadra, alla “modalità Real”. Intendo come si deve allenare un gruppo di campioni straordinari, di grandi solisti. La più grande qualità di Zizou allenatore? Proprio la capacità di sapersi adattare al tipo di squadra che si è trovato ad allenare, il rapporto che ha stabilito con i campioni, la grande empatia, la capacità di stare quasi ai margini a volte – proprio lui che è stato una star assoluta in campo, un fenomeno – ma di essere credibile e autorevole nelle scelte. Mi ricorda un po’ Ancelotti e credo che anche lui si sia ispirato a Carlo” . 

Le differenze con il 2015:  “Secondo me non è tanto essere più forte o meno forte. Quella Juventus aveva un centrocampo all’altezza del Barcellona e ho detto tutto: Pirlo, Vidal, Marchisio, Pogba. Il punto è il livello di maturità, quanto sei consapevole della tua forza e quanto la sai scaricare in campo. Credo che la Juve di oggi sia più matura e consapevole. E ha un gioco molto “europeo”, un modo di stare in campo che ciascun calciatore sente suo. Ci credono, insomma. E fanno bene. In quanto al Real, credo non sia inferiore a quel Barcellona: è una squadra fortissima e per questo sarà dura”.

Alex elenca tre motivi per crederci: “Buffon, Chiellini, Marchisio. Tre ragazzi, tre compagni, tre amici. Ecco i tre motivi. Loro c’erano in B, loro devono completare l’opera. Per la Juve, per tutti i suoi tifosi, per tutti noi che c’eravamo anche allora”.

La Finale dieci anni dopo la B: “Una finale di Champions dieci anni dopo la promozione dalla Serie B ha qualcosa di simbolico? Sicuramente: per me è il senso di tutto, o quasi”.

Un raffronto con le Juventus del passato: “Juve più forte di sempre in caso di vittoria Champion? Non si possono fare paragoni tra epoche diverse, non in una squadra che ha avuto campioni mitologici, in ogni epoca. Ma certamente se la Juventus vincerà la Coppa dopo i sei scudetti, si potrà dire che avrà compiuto un’impresa leggendaria, riscrivendo la storia del club”.

Alex torna sulla partita: “Non ci sono favoriti, nemmeno di poco. Credo che la pensino così anche a Madrid. La Juventus non aggredirà senza criterio, saprà accettare di difendersi – per strategia e non per costrizione – e trovare il momento per liberare il suo potenziale offensivo, senza perdere equilibrio. E’ il grande merito di Allegri in questi anni, in particolare in questa stagione dove sta facendo un capolavoro, secondo me”.

Su Ronaldo: “Sta facendo quello che serve alla squadra, bravo Zidane a sfruttarlo così. Quando hai un giocatore con quelle percentuali di realizzazione, non puoi che farlo giocare dove può sfruttare meglio il suo potenziale”.

Sulla difesa bianconera: “Contro Isco (o Bale), Benzema e Ronaldo sarà più difficile che con Messi Suarez e Neymar? Più difficile no, diverso sicuramente. E’ una prova durissima. Stiamo parlando di giocatori non soltanto straordinari, ma anche abituati a giocare e a vincere le partite importanti. Sarà anche un duello di testa”.

Su Buffon: “Il Pallone d’Oro è fantastico e sarei felice che Gigi lo vincesse, ma non conta nulla rispetto alla Champions. Io spero che Gigi alzi quel trofeo, il resto si vedrà”.

CONDIVIDI
Ho 22 anni e nella vita studio, per l'esattezza frequento la facoltà di Culture digitali e della Comunicazione alla Federico II di Napoli. Sogno di vivere un giorno grazie al giornalismo sportivo. Amo la musica e suono la chitarra da circa dieci anni. Redattore anche di IamNaples.it

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008