Juventus, Cuadrado: “Non posso dimenticare la mia Colombia, tanto povera”

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Juan Cuadrado, esterno offensivo della Juventus, ha parlato quest’oggi del suo passato e del suo presente a margine di un evento tenutosi presso la sua fondazione.

Queste le sue parole riportate da Il Corriere di Torino: “Aver vinto tre scudetti è un sogno. Tutti conoscono la mia storia da calciatore, ma io sono stato anche uno di questi bambini, nato lì, e cresciuto su un campo di terra battuta, imitando Ronaldo e sognando il futuro”.

Sulla Juventus: “Sono molto contento di quello che ho fatto, ma non posso dimenticare la mia Colombia, tanto povera. Non posso scordare i sacrifici di mia mamma, in un posto dove c’era il narcotraffico”.

Sul calcio: “Il gioco mi ha insegnato il rispetto delle regole, quello per i compagni e il senso del sacrificio. E sono le stesse cose che voglio insegnare a questi bambini. Io sono uno di loro, ma per fortuna ho conosciuto della persone che mi hanno aiutato.

Per questo vi chiedo di contribuire, e di aiutarmi in quello che sto facendo. Mi sento una persona privilegiata, e allora vi ringrazio di essere qui e di partecipare a questa sfida. Per me significa davvero tanto”.

Sui suoi obiettivi: “Non ho parole per ringraziarvi. Stiamo crescendo e piano, piano raggiungeremo il nostro obiettivo: costruire una scuola di calcio, di musica e teatro. Attraverso questi valori possiamo aiutare tanti bambini a creare il loro sogno.

Sono stati tutti carini anche se i sudamericani, quelli con cui parlo di più, mi hanno preso in giro: “Non so che cosa ci farai, ma te le diamo lo stesso”. Ma glielo racconterò”.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.