Il capitano della Juventus, Giorgio Chiellini, ha parlato nella conferenza stampa di vigilia del match contro il Milan valido per la Supercoppa Italiana della partita che attenderà i bianconeri, menzionando anche il suo rapporto con Higuain.

Di seguito le parole del difensore italiano: “Cosa cambia rispetto alla finale di due anni fa? Siamo cambiati tanto in due anni, sicuramente è un trofeo a cui teniamo. Arriva a metà stagione e quindi è un po’ diverso rispetto a viverlo in agosto, però è sempre un trofeo importante. Dobbiamo dimostrare coi fatti, abbiamo lasciato negli ultimi anni un po’ troppe di queste coppe ed è un peccato. L’ambiente? Abbiamo visto poco. Io qualche anno fa ho giocato un’amichevole a Riad per l’addio al calcio di un portiere saudita. Però obiettivamente vediamo albergo, aeroporti e campo di allenamento. Sono contento che questa partita possa essere un motivo in più per l’evoluzione di questo Paese, magari anche per le donne di cui si è parlato tanto. Secondo me è stato giusto venire qui, poi non saremo noi a cambiare il mondo ma iniziative come questa possono essere un nuovo inizio. Higuain? Anzitutto, è un grande attaccante e un grandissimo giocatore a 360°. Aiuta la squadra a giocare bene a calcio e può essere letale, me lo aspetto voglioso. Dovremo essere bravi noi a spegnerlo, a tenerlo freddo, è un giocatore che vive di entusiasmo. Se comincia a creare occasioni può diventare devastante: se riusciamo a non farlo entrare in partita e a tenerlo lontano dal gioco per noi sarà meglio. Poi queste partite si decidono sugli episodi, la testa conterà ancora di più. Come vive Ronaldo questa prima finale con noi? Credo che voglia vincere, come tutti noi. In queste partite si esalta: ci aspettiamo tanto da lui, come sempre. Lo vedo concentrato e voglioso di essere decisivo. Cosa penso del governo locale? Noi siamo contenti di essere venuti qui a giocare, io valutazioni sul Governo non ne posso dare. Posso dire che l’accoglienza nei nostri confronti è stata cordiale come in altri Paesi. Mi auguro che possa essere una festa di sport e che il popolo saudita si ricordi di questa gara come di una bella manifestazione.

Le ultime finali di supercoppa? ogliamo invertire il trend che ci ha visto perdere le ultime due finali di supercoppa, domani ne avremo l’opportunità. Sarà una partita difficile ma l’obiettivo è iniziare il 2019 alzano il trofeo. Il paese? Siamo contenti che il Comitato dello sport abbia cominciato ad aprire a queste manifestazioni sportive. Noi vogliamo offrire un bello spettacolo nel mondo, speriamo che tutti i tifosi, juventini e di calcio in generale, siano contenti della partita e di averci avuto qui. Cutrone? Credo che sia molto pericoloso in area di rigore, è un giocatore di energia che ha un impatto devastante: bisogna stare attenti, soprattutto sui cross. Quando si avvicina all’area è decisivo, lo ha dimostrato anche contro la Sampdoria. Vedremo chi giocherà, siamo preparati sia al fatto che possa giocare Higuain da solo, sia al fatto che possa giocare con Cutrone. Che paese ho visto? L’idea che avevamo da fuori era di un Paese abbastanza chiuso al mondo esterno. Per quanto abbiamo vissuto noi, abbiamo trovato delle persone accoglienti: mi sarebbe piaciuto avere più tempo per visitarlo. Non abbiamo avuto modo di vedere quasi niente, un po’ di curiosità c’era. Un viaggio all’estero durante la settimana? Fare un viaggio del genere alla ripresa della preparazione è stato un po’ stancante per entrambe le squadre, passare dai pochi gradi di Torino ai quasi 30 di qua non è semplice. Domani credo sarà una partita di buon livello, magari l’intensità calerà nel secondo tempo. Se avere lo stesso numero di supercoppe, ossia sette, rende il match più interessante? Sinceramente non lo sapevo, domani faremo di tutto per arrivare noi a otto. I biglietti sold out? Me lo aspettavo. Già il fatto di aver ospitato questa partita significa che da parte del popolo saudita c’è voglia di calcio. Sono convinto che domani ci sarà un’atmosfera di festa. Se essermi allenato con Higuain è un vantaggio? È un vantaggio per entrambi, io conosco lui e lui conosce me. C’è un affetto speciale per Gonzalo: per due anni è stato fondamentale nello spogliatoio, ci sentiamo ancora e lo portiamo dentro di noi. Poi nella partita ognuno fa il suo, ma lui è un 9 atipico per generosità ed è anche una persona buona”.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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