Lo Spartak Mosca dell’ex collaboratore di Antonio Conte Massimo Carrera si è laureato campione di Russia.

L’ex Juve ha parlato ai microfoni di Radio Onda Libera della sua carriera e della sua Juventus:

In questa stagione nell’ordine ha cominciato Ancelotti con lo scudetto del Bayern, quindi lei allo Spartak Mosca e Conte al Chelsea. E’ un trionfo della scuola italiana?
I tecnici italiani hanno fatto un buon lavoro e non da quest’anno. C’è da essere contenti. Alla base c’è una buona integrazione”.

Che avventura è stata quest’anno la sua?
E’ nata quasi per caso. Ero stato chiamato per fare l’assistente di Alenicev e mi sono trovato in un ruolo diverso. Le difficoltà ci sono state tra alti e bassi, in un ambiente che non vinceva da molto tempo e con parecchie pressioni”.

Quali sono le maggiori difficoltà del campionato russo?
La lingua è un problema per un tecnico straniero. Ci sono le trasferte con i fusi orari e da dicembre a marzo il campionato è fermo”.

Come viene visto e considerato il calcio italiano da quelle parti?
Viene seguito molto. In Russia non è molto curata la tattica e non guardano particolarmente ai dettagli come la preparazione fisica. Diciamo che noi siamo più scrupolosi”.

I successi di voi allenatori all’estero e la Juve in finale di Champions sono un segnale di rilancio del calcio italiano?             “I tecnici italiani all’estero hanno sempre fatto buone cose per il bagaglio d’esperienza e il valore. Competere ai massimi livelli è un’ottima cosa per tutto il movimento”.

Come vede la sua Juve contro il Real Madrid?
Intanto sarà una gran bella finale. La Juve è più forte e consapevole di due anni fa. Si è rafforzata e consolidata. Vedo analogie con la mia che nel 1996 vinse la Champions: anche allora la squadra venne costruita piano piano e arrivò al coronamento di un percorso”.

Allegri ha completato il capolavoro aperto da Conte o il cordone ombelicale è ormai staccato?
Allegri ha portato una sua impronta, ha cambiato modulo e ha dato tanto di suo con il lavoro. Resta il comune denominatore della mentalità che è tipica della Juve. Ora questa squadra può fare il Triplete”.

Qual è per lei il giocatore simbolo di questa Juve?
Mandzukic fa l’attaccante e anche il difensore. Quando trovi dei giocatori duttili e disponibili ad adattarsi a funzioni anche diverse, vai ad accrescere il potenziale. Il segreto della Juve è sicuramente la programmazione. E’ stato fatto un mercato sempre mirato salvaguardando lo zoccolo duro italiano”.

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