Juventus, Buffon torna sull’addio: “Essere capitano bianconero un po’ ti pesa. Frasi a Oliver? Se ricapitasse domani, lo rifarei”

Buffon

Un Gianluigi Buffon a tutto tondo quello intervenuto ieri nel corso della trasmissione Tiki Taka. L’attuale portiere del Paris Saint-Germain ha affrontato diversi temi, a partire dall’immancabile domanda sull’addio alla Juventus. Di seguito ecco gli estratti delle sue dichiarazioni, riportate da Alfredopedulla.com.

Sull’addio alla Juventus: “Io penso che, parlando in maniera amichevole col presidente, dopo un periodo così lungo e così stressante, perché essere giocatore e capitano della Juve un pochino ti pesa, seppure sia un onore, fosse arrivato il momento di finire. O smettevo di giocare, o se fosse venuta una proposta incredibile per continuare a giocare a un livello altissimo l’avrei presa in considerazione. Se fosse arrivata da un campionato esotico non l’avrei considerata”.

Continua Buffon: “È arrivato a maggio il PSG e ha fatto sì che prendessi in considerazione la possibilità di giocare un altro anno o due. È stata una scelta non naturale ma ponderata, ci siamo lasciati in modo dolce. È quello che ho voluto io e penso che volessero tutti quanti. Per me era arrivato il momento di dire basta. Probabilmente era un pensiero che poteva avere qualcun altro nello spogliatoio e l’unico modo per ridestare tutti era l’acquisto di Cristiano”.

Su Gattuso: “Sta sorprendendo tutti. Al di là del gioco, la cosa più bella è vedere che la squadra incarna lo spirito e le caratteristiche umane del suo allenatore, penso che sia uno spot incredibile in un calcio come questo”.

Su Juventus-Inter di venerdì: “Un punto debole a oggi no, mi sembra la stessa Juve che ho lasciato con l’aggiunta di Cristiano Ronaldo. Secondo me dopo tanti anni di vittorie c’era bisogno di uno shock simile a livello di energia”.

Sulle frasi a Oliver post Real-Juve dello scorso anno: “Io ho fatto quell’intervista perché ero fuori dalla grazia di Dio. C’era la necessità per le tv di parlare quasi immediatamente. Qualche giorno dopo mi hanno chiesto se avrei ripetuto quanto detto, ma io sapevo già dopo due ore di aver esagerato. Però in quel momento sentivo il bisogno di dire quello. Non dico di aver fatto bene, è stato un esempio sbagliato, ma non potevo dire altro che quello. Domani, se ricapitasse, direi le stesse cose.

“Poi chiederei scusa all’arbitro. Non c’entra il fatto che pensavo a vincere la Champions o alla mia ultima partita, ma quella era un’impresa calcistica da raccontare ai miei nipoti, ribaltare uno 0-3 a Madrid col Real è una cosa che non fa nessuno e io avrei potuto raccontarlo. Cosa direi oggi? Non ho dubbi. Nel senso che è una situazione, come ho detto anche all’epoca, dubbia e una situazione dubbia al 92′ e qualche secondo, dopo una partita simile, con tutto quello che può essere accaduto all’andata, un arbitro con un po’ di esperienza non fa quella stessa scelta. Ne sono certo al 100%”.

Sul pallone d’oro a Modric: “Penso che abbia fatto una stagione incredibile e negli ultimi anni stia dimostrando di essere un campione eccezionale. Io penso che se l’avesse vinto Mbappé o Griezmann non ci sarebbe stato da gridare allo scandalo, perché alla fine la vittoria del mondiale incide molto e solo la forza di due fenomeni come Ronaldo e Messi ha fatto sì che negli anni passasse in secondo piano”.

Sugli striscioni contro l’Heysel e Scirea: “È un discorso delicato, non mi va di bacchettare la gente da fuori dall’Italia. Io non voglio pensare e non voglio credere che un tifoso della Fiorentina abbia scritto una cosa del genere. Un essere umano che ha più di 15 anni, nel momento in cui va a pensare una cosa del genere e va a scrivere quelle cose, è già stata condannata dalla vita. Non c’è di peggio”.

Sulla morte di Astori: Io onestamente a un ragazzo come Asto penso di pensarci almeno 3-4-5 giorni a settimana. E poi però avevo anche pensato che una situazione del genere almeno ne fosse valsa la pena perché aveva creato un clima di serenità e maggior rispetto tra Juve e Fiorentina a livello di tifoserie. L’accoglienza che ci avevano riservato quel giorno era stata davvero commovente. Per questo sfido chiunque a dirmi che chi ha scritto una cosa del genere sia un tifoso della Fiorentina”.