Juventus, Buffon: “Riflessioni già fatte. Combaciano con quelle di Agnelli”

Il capitano ed estremo difensore della Juventus Gianluigi Buffon, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del cruciale match di domani sera contro il Tottenham, valevole per l’accesso ai quarti di finale di Champions League; queste le prime parole del leggendario portiere bianconero: “È’ una sfida molto accattivante, dovuta al fatto che si gioca in un teatro storicamente incredibile come Wembley. Dobbiamo cercare di conquistare questa qualificazione che, visto il risultato dell’andata e la forza dell’avversario, sembra un po’ in salita. Le cose in discesa, a volte, fregano più di quelle in salita…”.

Su quella che potrebbe essere l’ultima Champions della sua carriera: “Non mi ha sfiorato il pensiero, anche perché sono ottimista per natura. Mi auguro che, almeno per quest’anno, non sia l’ultima per me è per la Juventus. Spero che non sia l’ultima per la Juventus, è la cosa più importante”.

Il commento sugli avversari di domani, capaci all’andata di recuperare ben 2 gol di svantaggio: “È’ una squadra che ha caratteristiche che la portano a essere squadra collaudata. Farà la partita che è capace di fare, con un calcio propositivo, d’attacco, fisico, tecnico. Ci metteranno sicuramente in difficoltà ma è un calcio che concede ogni tanto agli avversari l’opportunità di avere occasioni favorevoli da rete. Assisteremo a una partita molto bella, molto equilibrata, il cinismo farà la differenza è chi sarà più cinico si qualificherà”.

Le presunte lacune bianconere in campo europeo: “Non è una coincidenza aver preso gol dal Tottenham nel 2018. La nostra fase difensiva a tutti i livelli è una delle migliori in assoluto e ne sono certo, lo dicevo anche quando venivamo attaccati a inizio stagione per i gol subiti. Però il Tottenham è una squadra prettamente offensiva, nei giocatori d’attacco ha le sue armi migliori. Kane, Alli, Eriksen, sono giocatori che possono fare un folletto. Due, magari, sono un po’ troppi…”.

Il pensiero sulla prematura scomparsa di Astori: “Si riparte perché lo impone la vita, altrimenti ti lasci consumare da tutte le tragedie che inevitabilmente nel corso di una vita ti sono vicine e ti lambiscono. Siamo calciatori e abbiamo avuto l’onore di conoscere una persona come Davide, il modo migliore per ricordarlo e per far sì che non venga mai dimenticato è far bene quel che sappiamo fare. Dobbiamo esaltare i valori migliori del calcio”.

Sul pessimismo: “È’ normale che la Juve sia circondata da pessimismo quando si esce dal campo senza una vittoria. Abbiamo abituato così bene tutti che al primo mezzo stop, inevitabilmente, qualcuno storce la bocca senza considerare bravura e meriti degli avversari e delle squadre che li influenzano. Sappiamo anche, però, di avere le carte in regola per fare la gara giusta domani e devo dire che quando la Juventus è aggredita e sofferente, e perde un po di sangue”.

Sul suo futuro: “Le riflessioni non sono da fare. Sono già state fatte, col Presidente ci dobbiamo solo incontrare per definire. Nell’incontro che ci sarà, abbiamo le nostre idee e credo combacino alla perfezione ma non credo siano momento e palcoscenico giusto per parlare di me”.

Buffon ha poi aggiunto, in merito a ciò che lo aspetta una volta appesi i guantoni al chiodo: “Combaciano con le visioni di Agnelli ma non è secondo me, e secondo il Presidente, il momento di parlarne. Non si deve parlare di un singolo caso, ci stiamo giocando tanto in Champions e in campionato. Abbiamo anche la finale di Coppa Italia e non vorrei far innervosire il mister”.

Sul match di andata: “Sicuramente c’è una gara da giocare da squadra e lì c’è anche quella dei singoli. Ognuno cerca gli stimoli migliori per poter dare il meglio di se. Quando sbaglio una partita o delle cose, voglio il riscatto perché ho la presunzione di essere un portiere capace di poter giocare a questi livelli”.

Su Dybala ed Higuain, da cui tutto l’ambiente Juve si aspetta un grosso contributo in zona gol domani sera: “Non so se i casi singoli, e parlo del mio, siano paragonabili ai loro. Le migliori gare che ho fatto sono state quando ho preparato queste con la testa a prescindere da come stavo fisicamente. Stare troppo bene ti induce a sottovalutare l’avversario perché rischi di sentirti invulnerabile. Le bacchettate le abbiamo prese e preferisco star meglio di testa che non l’opposto”.

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