La Juventus ha sprecato ieri il primo di cinque match point per vincere lo Scudetto, pareggiando a Bergamo con la sorprendente Atalanta di Gasperini.

Gianluigi Buffon, capitano bianconero, ha commentato così a mente fredda il pareggio di ieri sera ai microfoni di Sky:

“La gara contro l’Atalanta? La partita contro l’Atalanta si può analizzare in due modi: da un lato, se vediamo il bicchiere mezzo vuoto, bisogna stare attenti, perché si fa in fretta a pagare dazio. Rovesciando il discorso in positivo, c’è da dire che, nonostante questo, stavamo per vincere la partita: questo la dice lunga sulla nostra forza. Il 2-2 di ieri non accende alcuna spia, ma ci farà bene per le prossime gare, dandoci indicazioni su quelli che devono essere gli ingredienti per le prossime partite: se non ci si mettono la giusta cattiveria e la giusta ferocia si fa fatica contro tutti. Detto questo, abbiamo conseguito risultati ottimi in questi tre mesi, quindi non c’è da eccedere in negatività. È stato un godimento non prendere gol dal Barcellona? È stata una grande soddisfazione, perché è stata una soddisfazione conseguita col gruppo e condivisa con il gruppo. Per cui i ragazzi della difesa, con tutti gli altri, che si sono veramente spaccati in quattro per far sì che uscissimo indenni da queste due gare. Vi rivelo anche un retroscena che per la seconda volta sono venuto a meno della mia parola d’onore. La prima non vi svelo qual è stata, la seconda è questa: perché avevo detto che se non avessi preso gol né all’andata né al ritorno contro il Barcellona sarebbe stato giusto smettere di giocare a giugno. E questo l’ho dovuto dire al Presidente. E il Presidente, però, mi ha detto: “Tanto nella vita a volte si dicono cavolate, per cui non ti preoccupare vai avanti”. Quindi ho dovuto ritrattare nel mio intimo. È quindi vai avanti? Eh quindi sì il Presidente che ha più esperienza di me mi ha dato un buon consiglio. Ho fatto un rapido calcolo: ho iniziato con giocatori nati nei primi anni ’60, finirò con i 2000. In un certo senso ho attraversato quattro decenni, cercando di esserci sempre e non soccombere mai. E il mio orgoglio più grande è quello di esserci riuscito”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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