Il giocatore della Juventus, Federico Bernardeschi, ha rilasciato, alla Stampa, una lunga intervista in cui ha parlato dei primi mesi in maglia bianconera e dei problemi personali avuti negli anni precedenti. Queste le sue parole:

“Quando ho capito di avere talento? Da piccolino, ci ho sempre creduto. E ho fatto tanti sacrifici. È facile giudicare la vita di un calciatore: bellissima, ci mancherebbe, ma spesso sfugge quello che c’è dietro. Per anni sono andato avanti e indietro da Carrara a Firenze: prima con mamma in auto, poi in pulmino, poi in treno da solo”.

“Intorno ai 14 anni mi sono perso? Il mio sviluppo è arrivato tardi, così mi sono trovato alto 1,50 circondato da compagni di 1,80: tutto era diventato difficile, a me servivano tre passi e a loro uno, faceva rabbia non riuscire a fare cose che prima mi venivano facilissime. Ma ho resistito e sono cresciuto anch’io. Non è stato comunque il mio momento peggiore: a 16 anni dovetti fermarmi sei mesi per un problema al cuore. Il ventricolo sinistro era più grosso di 8 millimetri, poi è rientrato tutto ma è stata dura: non avevano escluso che dovessi smettere”.

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