Juventus-Barcellona, la strada per Pirlo è ancora molto lunga

Andrea Pirlo - Conferenza Stampa Presentazione Juventus U23 - Foto Juventus FC

Quella tra Juventus e Barcellona è stata una partita che ha evidenziato grandi differenze in campo, un gap enorme che non può passare inosservato nonostante le assenze pesanti in casa bianconera.

Dominio blaugrana

Quella di mercoledì è sembrata molto la partita sempre tra Barcellona e Juventus del 2017 quando i blaugrana dopo 30 minuti di sostanziale equilibrio salirono in cattedra superando agevolmente i bianconeri per 3-0. Anche in questo caso i catalani non hanno lasciato spazio a troppe interpretazioni della gara spostando sin da subito l’inerzia della gara dalla propria parte. Basti pensare come nei primi 106 secondi il Barcellona aveva già tirato tre volte trovando prima una chiusura di Bonucci, poi la mani di Szczesny e successivamente il palo con Griezmann. Insomma, il Barcellona ha fatto più tiri in porta entro il minuto e mezzo che la Juventus in 90 minuti: in una formazione con Chiesa, Kulusevski, Dybala e Morata è deprimente vedere zero tiri in porta con quattro tiri alti, uno a lato, uno murato da un compagno e l’ultimo sulla barriera.

Esperienza

Uno degli alibi della serata nera della Juvenus è stata la poca esperienza. In effetti Kulusevski e Chiesa, tra i più pagati in questa sessione di mercato, hanno fatto il loro battesimo nell’Europa che conta solo il 20 ottobre. D’altro canto però abbiamo visto nel Barcellona un certo Pedri, rispettivamente due e cinque anni più giovane di Kulusevski e Chiesa, anch’esso alla seconda presenza in Champions League ma con già un gol la scorsa giornata in occasione del suo ruolo e di una grande partita a Torino. Bisogna dunque rendersi conto che il problema non è tanto la poca esperienza, ma un talento ancora da dimostrare. Nulla da togliere a Chiesa e Kulusevski che hanno il futuro assolutamente dalla loro parte, ma le prestazioni ampiamente insufficienti di ieri fanno rilettere.

Statici e di troppo

Tatticamente è stata una prestazione pessima. Quasi nulla ha funzionato, a partire dal pressing aggressivo dei primi minuti da parte degli uomini di Pirlo perennemente saltato dal Barcellona fino ai cambi di gioco che hanno fatto molto male alla Juventus. In più i bianconeri sono stati troppo statici, fermi sulla propria posizione senza inserirsi finendo per rimanere troppo vicini tra di loro, esattamente come successo con Kulusevski e Dybala. L’unico a cercare la profondità è stato il solo Morata. L’eccessiva staticità dello svedese e dell’argentino ha di fatto annullato totalmente le azioni offensive della Juventus dal lato destro.

VAR e rossi, cattive abitudini?

Tra i dati fin troppo elevati in casa Juve ci sono quelli dei cartellini rossi e dei gol annullati in fuorigioco. Procedendo con ordine, i bianconeri hanno collezionato tre espulsioni in questo inizio di stagione: quella di Rabiot ingenua contro la Roma, lasciando la squadra sotto di un uomo oltre che di un gol, quella all’esordio di Chiesa contro il Crotone, che è costata la possibilità di un forcing finale visto che avvenuta a mezz’ora dal termine, e quest’ultima contro il Barcellona di Demiral, magari meno “pesante” delle altre ma arrivata comunque a cinque minuti dalla fine sullo 0-1. Tutto questo per dire che talvolta è l’incapacità dei giocatori stessi di gestire i momenti clou piuttosto che errori arbitrali.

Sui gol annullati il discorso è più ampio e libero di interpretazioni. Premettendo che attualmente Alvaro Morata è il giocatore più decisivo nella rosa bianconera, realizzare cinque gol in tre partite in fuorigioco non è solo sfortuna. Talvolta è capitato che lo stesso Morata non si faceva trovare pronto in maniera implacabile anticipando anche solo mentalmente la giocata del difensore. Ovviamente non si tratta di mettere in croce Morata, ci mancherebbe, ma certe volte potrebbe fare di più onde evitare situazioni simili.

Conclusioni

Detto ciò, la sconfitta di Torino pesa relativamente poco sulla classifica. D’altronde la differenza tecnica tra la Juventus e il duo Ferencvaros-Dinamo Kiev è ampio così come il pareggio tra gli ungheresi e gli ucraini ha limitato ulteriormente i rimpianti del 2-0 del Barcellona. Certo, l’ipotetico secondo posto nel girone potrebbe essere un’arma a doppio taglio, ma rimane comunque un obiettivo importante e ampiamente alla portata per una squadra ancora in costruzione e soprattutto incompleta.

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