Juventus, Allegri: “Non possiamo lasciare punti per strada, serve migliorare nella fase realizzativa”

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Massimiliano Allegri parla dei tre giocatori coinvolti nel maxi-scambio avvenuto col Milan

Domani alle ore 20:30 la Juventus ospiterà il Cagliari con l’obiettivo di portare a casa i tre punti e, se possibile, allungare sulle dirette concorrenti come Inter e Napoli. Il tecnico bianconero Massimiliano Allegri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la squadra di Maran, di seguito quanto riportato da Tuttojuve.com.

Per la partita di domani chiederà, con tutto il rispetto per il Cagliari, più rabbia e meno pazienza per chiuderla subito ed evitare cali di tensione?

Chiedo quello che dobbiamo fare, vincere la partita. La dimostrazione è che anche a Empoli, dove abbiamo avuto difficoltà oggettive, perché siamo partiti bene poi ci siamo addormentati, è che vincere le partite non è semplice. Ti vai a scontrare con squadre che hanno obiettivi diversi dai tuoi, ma hanno sempre obiettivi da raggiungere e poi giocare contro la Juve, per tutti, quest’anno ancora di più, è una sfida dove fare risultato positivo rappresenta un traguardo importante e da ricordare. Noi bisogna avere grande rispetto e tenere alta la concentrazione per portare a casa il risultato, visto che le partite si vincono sul campo. E non possiamo permetterci di lasciare punti per strada perché Inter e Napoli ci sono dietro. Il campionato è lungo, ci sono tanti punti a disposizione e noi su questo non possiamo sbagliare. Ho già detto che il campionato è una roba diversa dalla Champions perché lì sono meno partite e sono tutte di grande livello, in campionato è diverso. E noi possiamo mettere a rischio questo campionato perché abbiamo questi cali di tensione. Paradossalmente abbiamo subito meno contro il Genoa che contro l’Empoli. Domani abbiamo il Cagliari, che è la squadra che in Italia corre più di tutti, ha tecnica e un attaccante come Pavoletti che è tra i più forti in area di rigore e nel gioco aereo. Dobbiamo tornare a vincere nel nostro stadio in campionato e poi prepararci per bene alla partita di coppa dove abbiamo la possibilità di chiudere il passaggio del turno e poi andiamo a Milano prima della sosta. Ci aspetta una bella settimana, importante. Veniamo da una settimana dove avevamo bisogno di recuperare energie fisiche e mentali e quindi dobbiamo fare una bella partita”.

Lei ha citato il vantaggio della Juve su Inter e Napoli che è di 6 punti, Ronaldo con i suoi gol ha portato 7 punti di squadra. Non si va a rischio di imprescindibilità di questo giocatore?

“Quando hai giocatori come Ronaldo, Messi, come Ibra quando ero al Milan, è normale, perché i gol li fanno loro. Poi fortunatamente noi abbiamo Dybala, che fa gol, Mandzukic che fa qualche gol, e bisogna trovare i gol dei centrocampisti e dei difensori. Domani dobbiamo segnare da palla inattiva perché finora non abbiamo fatto un gol su palla inattiva a parte una spizzata da Ronaldo che ha poi fatto gol Bonucci. Su quello bisogna migliorare, mentre l’anno scorso abbiamo fatto molti gol su palle inattive, sia dai calci d’angolo che dalle punizioni laterali, ma anche da quelle centrali. Questo finora è stato il nostro deficit”.

Lei ci dice spesso che non si può vincerle tutte, ma 12 vittorie su 13 è una risposta che si aspettava o va oltre le aspettative iniziali? Cioè state andando comunque molto forte. 

Stiamo andando forte, ma anche dietro vanno forte. L’Inter ha lasciato 5 punti in casa, 3 col Parma e due col Torino, altrimenti era attaccata a noi. Sta facendo un grande campionato, il Napoli ha perso lo scontro diretto e questo fa la differenza tra noi e il Napoli. Non dobbiamo pensare a quello che si è fatto, domani abbiamo una partita singola e va vinta, poi penseremo alle altre. Per fare questo serve grande rispetto dell’avversario per tutta la gara a meno che non sia in grado di chiuderla molto prima. Finora però abbiamo fatto 9 volte 2 gol e se non sbaglio e solo con il Napoli ne abbiamo segnati 3. Su questo bisogna migliorare. Quest’anno creiamo di più ma rispetto all’anno scorso abbiamo meno percentuale realizzativa. L’anno scorso creavamo di meno e avevamo più percentuale realizzativa, e questa è una cosa su cui dobbiamo migliorare. E in questa minore percentuale ci sono i gol che mancano su palla inattiva e domani dobbiamo fare gol così”.

Barella è uno dei giovani che le piace di più?

“Mi piace, è giovane e bravo, poi Maran ne saprà più di me perché i giocatori vanno allenati. Un conto è vederli un conto allenarli. È uno di quei giovani che nsieme a Bernardeschi, Chiesa, Romagnoli e Rugani eccetera saranno sicuramente il futuro di una Nazionale che ha ricominciato a far bene e per cui si prospetta un futuro roseo”.

Un quadro sugli infortunati? Come stanno nello specifico Khedira e Mandzukic?

“Domani saranno out Chiellini e Bernardeschi. Khedira e Mandzukic sono di nuovo in gruppo”.

Nel processo di recupero di Spinazzola c’è la possibilità di farlo giocare con la Primavera?

“Doveva giocare lunedì a Milano ma poi dopo aver visto il tempo e il campo abbiamo deciso di non farlo giocare per non rischiare. Però sta bene, sta crescendo e qualche partita con la Primavera la farà”.

Come mai segnate di meno nonostante creiate di più? E come mai segnate meno su punizione? Quale spiegazione si dà?

“Ci vuole un po’ più di precisione, è molto semplice. Per quanto riguarda le palle inattive al momento abbiamo preso poche punizioni vicino all’area da posizione centrale, mentre dobbiamo migliorare sugli angoli e le punizioni laterali”.

Si sente l’allenatore più privilegiato del mondo o più sotto pressione del mondo?

“Mi sento l’allenatore che allena la Juventus e ha grande piacere nell’andare al campo. Stiamo lavorando quest’anno come negli anni precedenti per raggiungere l’obiettivo che in questi anni non siamo riusciti a raggiungere, perché ci vuole anche un pizzico di fortuna. La Juventus ha giocato due finali di Champions negli ultimi quattro anni e non è poco e nelle altre due Champions è stata eliminata dopo aver vinto una grande partita a Madrid e dopo aver pareggiato il Bayern e aver ribaltato il risultato dell’andata a Monaco. Manca questa vittoria, che non deve essere un’ossessione perché poi ripeto, ci vuole anche un pizzico di fortuna. Non mi sento privilegiato, mi sento l’allenatore che ha la fortuna di essere alla Juventus, una delle società più importanti d’Europa ed è una formazione che può ambire a vincere la Champions, ma non è scontato. Come non lo è il campionato. Io l’anno scorso quando il Real Madrid era a 20 punti dal Barcellona dissi che la favorita per la Champions sarebbero stati loro. Poi ho avuto fortuna, sfortuna per noi che non siamo riusciti a batterla, che hanno vinto loro. Quest’anno la candidata a vincere la Champions è il Barcellona”.

Perché?

“Perché basta vedere le partite e non guardarle. Semplice. È la candidata numero uno, noi siamo tra le prime quattro candiate, però ci vuole calma. Superiamo il passaggio del turno prima, però della Champions parliamo martedì, se no cosa vi racconto. Pensiamo al Cagliari che è la gara più importante e i tre punti sono importanti e vanno portati a casa”.

Cosa è successo a Bernardeschi? Domani non gioca, ma a prescindere dall’infortunio che fine aveva fatto? Fino allo Young Boys sembrava il giocatore dell’anno, poi improvvisamente è sparito.

“Ci vuole molto equilibrio. Sembrava Federico che ha fatto passi da gigante per diventare un grande giocatore ma anche nella testa per avere equilibrio, dopo le prime partite è stato dipinto come trasformato e diventato un grande giocatore. Poi è andato in Nazionale ed è venuto via con un problema muscolare al sartorio, che è un muscolo della gamba e l’abbiamo trascinato. E ora l’ho fermato e finché non sta bene non rientra. Le prestazioni ultime e perché non ha giocato sono dovute a questo fatto. Ci vuole calma e bisogna avere molto equilibrio, ci facciamo prendere troppo da facili entusiasmi nel dire le cose, soprattutto su giocatori che devono ancora crescere sotto l’aspetto mentale. Federico è giovane perché ha 24 anni, è un anno e tre mesi alla Juventus e ha fatto un salto in avanti pazzesco ed è merito suo, ma prima di trovare la giusta maturità ci vuole un po’ di tempo. Vale per lui, per Rugani e per i tanti giovani che ci sono in Italia. In Italia ci facciamo prendere troppo dall’entusiasmo, come quando il ragazzino di 20 anni vede la prima fidanzatina. Ci vuole calma come in tutte le cose”.

Le punizioni finora le ha tirate quasi tutte Ronaldo e non benissimo compresa una domenica che era nella zona di Dybala. Pensi di chiedergli magari un passo indietro?

“Da lontano è più facile che tiri Ronaldo, infatti sabato sera quella punizione era più lontana del solito, da vicino Dybala e Pjanic sono più pericolosi. Come quando tiriamo dalla sinistra nostra laterale all’area, lì Ronaldo ha un calcio più pericoloso degli altri due. Le divisioni sono ben precise”.

Lui però le vuole battere tutte.

“Sì, ma lui è un ragazzo intelligente e sa che Pjanic e Dybala tirano bene le punizioni e abbiamo deciso che quando le punizioni sono vicine le tirano loro. Poi magari tirerà qualche volta anche lui, dipende, ma bisogna sfruttare tutti i calcianti che abbiamo e ne abbiamo tanti”.

Sarà deluso dall’assenza di domande sulla formazione. Uno tra Pjanic, Bentancur e Matuidi riposa?

“(ride, ndr). Pjanic e Matuidi giocano a meno che non svengano oggi, ma speriamo di no. Per quanto riguarda il terzo devo scegliere tra Bentancur, Cuadrado mezz’ala e capire le condizioni Khedira, che è tanto che non gioca quindi ci vuole un rientro graduale. Dietro rientra Cancelo, Bonucci, devo scegliere uno dei due centrali e a sinistra devo decidere se far giocare De Sciglio o Alex Sandro, che ha fatto tante partite e poi abbiamo mercoledì e domenica. Davanti Ronaldo gioca e devo capire oggi bene chi far giocare con lui. Mandzukic è un po’ che è fuori, sta bene, anche lui aveva bisogno di rifiatare soprattutto per recuperare energie a livello mentale. Il mediano, vediamo se giochiamo a tre o a due, e devo scegliere accanto a Ronaldo chi mettere, se Dybala, Mandzukic o Douglas Costa che sta tornando in buona condizione. Era andato via un po’ di mesi ora è tornato fortunatamente, che ne abbiamo bisogno”.

Manca il portiere. Gioca Perin?

No, gioca Szczesny. Poi ci sarà spazio per Perin, prossimamente lo metteremo lì in porta. La Juventus deve avere due grandi portieri, ovvio ci debba essere un primo e un secondo. Però la scelta di prendere Perin è stata importante perché lui è un grande portiere oltre che un bravissimo ragazzo. Giovane e con prospettive e magari può diventare il posritere del futuro per la Juventus”.

Martedì tornerà in Champions Buffon, che dice di guardare sempre le partite della Juve. Lei guarda quelle del PSG ed è secondo lei tra le quattro favorite che ha elencato?

“Sono contento per Gigi che torna in Champions in uno uno stadio non facile. Il PSG ha qualità, partite del PSG le vedo in Champions e il passaggio del turno dipende dalla partita di martedì”.

Nel concetto che ha lei di Juventus, può esistere un undici contemporaneamente senza Pjanic e senza Dybala?

“Mi hai fatto una domanda che mi crea un casino. Senza Pjanic e senza Dybala… Abbiamo giocato senza Pjanic e senza Dybala, con due mediani e davanti senza Dybala abbiamo giocato con Ronaldo, Madzukic e Cuadrado e Douglas Costa a destra. Ho una rosa importante e che variando ci dà la possibilità di variare e giocare anche senza Pjanic e senza Dybala”.

Ha lavorato su una formazione fisica per domani?

“Il Cagliari è una squadra molto veloce e soprattutto ha Pavoletti che davanti è un giocatore molto forte sulle palle aeree. Noi siamo una squadra molto fisica se gioca Mandzukic, senza di lui diventiamo un po’ meno fisici. Tutto lì”.

Per essere perfetti, cosa manca ancora? E come si mantiene alta la concentrazione?

“Innanzitutto cercare di non prendere gol. Ne abbiamo presi 7 finora e sono tanti e in proiezione sono 28 gol subiti e con 28 gol rischi di compromettere il campionato. Perché con 30 gol subiti il campionato non lo vinci. Serve darsi obiettivi e soprattutto quando le cose sembrano facili accelerare e non ridurre i ritmi, soprattutto contro squadre come Empoli e Cagliari”.

Pogba può essere un giocatore utile in questa Juventus?

“Parlare di lui e di tutti quelli che sono giocatori di altre squadre non serve a niente. Cosa devo rispondere? È un grandissimo giocatore che ha ancora moltissimi margini di miglioramento, ha una carriera davanti e ha da raggiungere il massimo della maturazione. Ora è un giocatore del Manchester e purtroppo mercoledì dobbiamo incontrarlo. Se non venisse sarebbe meglio, ma dobbiamo affrontarlo come abbiamo fatto di là”.

Si aspetta che Pogba gli faccia la standing ovation?

“La standing ovation i tifosi devono farla ai nostri non agli altri”.

Lei è scaramantico sulla vittoria della Champions?

“No, io sono realista e obiettivo. secondo il mio modesto parere il Barcellona è la nostra favorita numero uno”.

Non dovesse giocare Sandro a sinistra meglio Cancelo o De Sciglio?

“De Sciglio”.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo