Il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri ha parlato, ai taccuini di The Player Tribune, del momento della squadra e soprattutto dei momenti successivi alla finale di Champions persa contro il Real Madrid.

I racconti dell’ex tecnico del Milano si sono anche focalizzati su diversi momenti del passato e su quello che verrà:

Il giorno dopo, appena tornato a casa, mi sono posto una domanda: è la fine del mio percorso? E’ questo il punto massimo a cui posso portare questa squadra? Ho pensato se era questa la pagina finale della mia storia alla Juventus e una parte di me spingeva per recarmi in sede lunedì e rassegnare le dimissioni”.
Poi, però, Allegri ha deciso di restare e nelle settimane successive ha anche rinnovato il contratto: “So che ho ancora molto da dimostrare e da insegnare. Perciò quella notte ho deciso che questa sarebbe stata una nuova occasione, una nuova stagione”.

Successivamente, Allegri ha indicato nell’esonero al Milan il giorno più importante della sua carriera: “Già lo sapevo prima di entrare in sede, sono stati molto rispettosi, ma questo non mi ha evitato lo sconforto. Gli esoneri sono parte del lavoro, ma nulla ti può togliere, nel tuo cuore, il fatto di aver fallito. Quando ho lasciato il Milan l’ho visto come un fallimento del mio lavoro”.

Infine, l’allenatore della Juve ha parlato dei simboli per la squadra: “Per me sono Dybala e Buffon”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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