Juventus, Allegri: “Dispiace per Marchisio, recupererà in un mese. Dubbio modulo per domani. In Champions decisive le trasferte”

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus, ha presentato così in conferenza stampa il match di domani pomeriggio che attende i bianconeri contro il Genoa, gara da disputare alle ore 18:00 allo Stadio “Luigi Ferraris” di Genova.

Ecco di seguito la conferenza integrale riportata dai microfoni di TuttoJuve.com.

La preoccupa più il girone di Champions o il fatto di non avere a disposizione per un mese Marchisio?
“Preoccupano… non mi preoccupa il girone di Champions perchè il sorteggio è quello e dobbiamo affrontare le squadre con cui abbiamo da giocarci contro. C’è solo da fare dei punti e passare il turno. Invece mi dispiace per Claudio perchè si stava riprendendo, questo consulto ha detto che ha bisogno di un mese di tempo perchè mancano dei valori di forza sulla gamba, quindi ha bisogno di questo tempo. Tra un mese vedremo le sue condizioni. Sono dispiaciuto di non averlo a disposizione”.

La mancata convocazione di Asamoah è da associare a una partenza imminente?
“Partenza imminente no, ma sta facendo delle valutazioni insieme alla società, visto che mancano ormai 7-8 giorni di mercato”.

Che cosa non vuole rivedere a Marassi a parte i tre gol in meno di mezz’ora?
“Domani è una partita che dobbiamo vincere, non è facile perchè la Juventus a Marassi ha sempre fatto fatica. L’anno scorso per non far fatica invece abbiamo preso tre gol in 27 minuti, quindi ci siamo agevolati la giornata. Poi  abbiamo cercato di rimetterla in piede, ma ormai era troppo tardi e giustamente abbiamo perso la partita. Domani è una partita importante perchè bisogna vincere, bisogna affrontare la sosta in totale serenità, per poi tuffarsi dentro alla stagione visto che alla ripresa abbiamo il Chievo e poi inizia la Champions. Troveremo un Genoa agguerrito, il Genoa in casa è una squadra completamente diversa da quella che è in trasferta. Non bisogna farsi trovare impreparati come lo siamo stati l’anno scorso”.

Qual è la condizione e l’ambientamente di Douglasi Costa? Ci sarà qualche cambio in difesa?
“Douglas Costa si sta integrando, sta smaltendo i carichi di lavoro, come si sta integrando Matuidi, come sono molto contento di Bentancur, che è un ragazzo  veramente molto bravo, che è cresciuto molto in questi due mesi che è stato con la Juventus. Credo possa essere la sorpresa del campionato. Bernardeschi lo stesso è migliorato molto, De Sciglio sta ritrovando un po’ di sicurezza, perchè le qualità non è che le abbia perse. Domani è l’ultima partita prima di rituffarsi nella stagione. A quel punto lì inizia una partita ogni tre giorni e tutti devono essere nelle migliori condizioni. Douglas Costa devo ancora decidere se domani inizia o no”.

Alla luce dell’infortunio di Marchisio chiederai un altro centrocampista?
“Chiedo non chiedo niente. Claudio ha solo un mese, 3-4 settimane di lavoro differenziato per riportarlo in una buona condizione. Ho Sturaro, Bentancur, Matuidi, Khedira, Pjanic, quindi giocatori ce ne sono in abbondanza per giocare le partite. Al momento siamo questi, al mercato pensa la società, la cosa più importante oggi è la partita di domani. Poi domani sera vi potete sbizzarrire per cinque giorni nel mercato, così almeno potete inventare o dire cosa vi pare (sorride, ndr)”.

Sul mercato dovrebbe arrivare un difensore in grado di giocare sulla fascia e al centro. Howedes completerà il reparto o ci saranno altre soluzioni?
“Soluzioni… di mercato… il difensore…. al momento i giocatori che ho sono quelli che ho convocato per la partita di Genova, su cui ho grande fiducia. Tra l’altro l’anno scorso questa squadra credo abbia fatto degli ottimi risultati, quindi sono entrati giocatori giovani, di sicuro avvenire e di grandi potenzialità tecniche. Va fattofare loro un percorso come è stato fare a tutti gli altri giovani che sono arrivati alla Juventus. Abbiamo una base solida e in questo momento parlare di mercato non ha senso. In questo momento la cosa più importante è prendere i tre punti a Genova, ci sarà da mettersi al pari loro, perchè loro domani faranno una partita molto aggressiva”.

A che punto è il processo di crescita e di maturazione di Daniele Rugani? E’ da considerarsi un titolare? Quante chance ci sono di vederlo in campo domani?
“Le chance sono molto, per Daniele quest’anno è un anno importante perchè ha la possibilità di giocare tante partite come le ha Benatia, come Chiellini e e Barzagli. Abbiamo quattro difensori centrali e con tante partite che abbiamo è normale che tutti avranno la possibilità di giocare. Però per Daniele è un anno importante”.

In caso di necessità, visto che Asamoah non è convocato, tornerebbe Chiellini a giocare a sinistra se Alex Sandro avesse un raffreddore?
“Raffreddore spero di no perchè domani a Genova ci saranno 40°. O lo portiamo stasera al Sestriere nudo e domani gli facciamo pigliare l’influenza, se lo mettiamo al sole oggi gli facciamo prendere un’insolazione. No, c’è De Sciglio che può giocare tranquillamente a sinistra, a Chiellini non facciamogli fare il terzino, teniamolo lì”.

So che non ti piacciono i numeretti, ma perchè la soluzione 4-3-3 è diventata così attuale visto che l’anno scorso non lo è mai stata e anche in fase di mercato la prima fase è stata impostata per il 4-2-3-1?
“Innanzitutto cercherò di mettere in campo i giocatori in base alle loro caratteristiche, Matuidi è un giocatore che può fare l’interno di centrocampo, Sturaro lo stesso, è normale che se arrivava un altro centrocampista, le caratteristiche potevano essere diverse da quelle di Matuidi. Il 4-3-3 è venuto fuori perchè domenica nell’ultima mezz’ora-20 minuti ho messo la squadra con tre giocatori offensivi e tre di centrocampo, ma anche lì poi bisogna vedere i giocatori che giocano in attacco. Però l’annata è lunga, sono tante partite: giocheremo con i due di metà campo, a volte giocheremo con i tre, a volte con i tre e mezzo, dipende dai momenti, da come si evolve la stagione, da come stanno i giocatori, da come torneranno dalle Nazionali. Già quanto ritorneranno dalle Nazionali qualcuno riposerà, qualcuno giocherà, l’importante è avere soluzioni con giocatori dalle caratteristiche diverse, quindi su questa squadra possiamo lavorare in tanti modi. Possiamo ritornare con la difesa a tre, non escludo niente. Al momento la cosa più importante è la partita di domani, domani si chiude la prima parte del ritiro, delle partite, perchè quando rientriamo inizia poi la stagione seria, vera”.

Domani come giocherai?
“Domani giocheremo con i quattro dietro, poi vedremo se metterne tre a metà campo o due, devo ancora decidere. Ho questo dubbio”.

Quando ieri ha visto uscire il Barcellona cosa ha pensato? Sono le certezze della vita…
“(ride, ndr) Non sono certezze della vita, sono palline che vengono fuori e c’è sempre il Barcellona. Non lo so perchè, però è una bella sfida, una sfida affascinante, poi il passaggio, ma il passaggio – poi ne parleremo dopo quando ci sarà la Champions – passerà attraverso le trasferte di Atene e di Lisbona, che sono due squadre che hanno un importante livello europeo perchè hanno sempre partecipato alla Champions, hanno fatto molte partecipazione alla Champions, giocare ad Atene e a Lisbona non sarà sicuramente facile, però ci dobbiamo giocare, bisogna fare dei punti. Intanto cerchiamo di fare tre punti domani, poi ci dobbiamo passare una bella sosta che è una cosa molto importante, per poi darci dentro in campionato e Champions”.

La prima partita  a Barcellona può essere un vantaggio o uno svantaggio?
“E’ un vantaggio perchè in caso di vittoria abbiamo la possibilità di passare il turno”.

Un giudizio sul mercato del Milan. Si può considerare una favorita per lo Scudetto?
“Se dico favorita per lo Scudetto, poi là mi rispondono… la favorita è la Juventus e tutte queste robe qui. Diciamo che il Milan, insieme alla Juventus, all’Inter, al Napoli e alla Roma, è una delle cinque squadre che lotta per i primi quattro posti. Però ha fatto un mercato importante, ha preso degli ottimi giocatori, quindi è tornata a candidarsi per i vertici del campionato e questo è un bene per il calcio italiano. Così come l’Inter”

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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