Juventus, Allegri: “Complimenti all’Empoli. Ronaldo? La pratica supera la teoria”

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Massimiliano Allegri parla dei tre giocatori coinvolti nel maxi-scambio avvenuto col Milan

Intervistato dai microfoni di SkySport, il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri ha commentato la gara contro l’Empoli,

Ecco quanto riportato da tuttojuve.com:

Il primo tempo è a causa della stanchezza?

“Una squadra che vince dodici gare su tredici a volte ha un po’ di stanchezza. Non eravamo partiti male, poi abbiamo allentato e preso ripartenze. Loro hanno una punta e gente che va in verticale, se non vai sulle seconde palle loro ripartono. Abbiamo subito all’unico tiro, poi meglio la ripresa. Complimenti all’Empoli per come gioca”.

Cosa ti ha fatto arrabbiare nel finale?

“Sono andato via nel finale, mancavano 5 secondi”.

Non eri curioso del finale?

“O vincevamo o pareggiavamo. C’è un po’ di stanchezza a centrocampo, ma siamo usciti nella ripresa smaltendo alcune fatiche e con il loro calo”.

Come sta Chiellini?

“Era un po’ affaticato. Rugani ha fatto bene, ho difensori importanti e posso farli ruotare”.

Bentancur lo vedi play o mezzala?

“Abbiamo sofferto specie con Pjanic che ha campo aperto fa fatica. L’ho invertito con Bentancur, sta imparando a giocare da play”.

Dybala ha fatto un’ottima prova. Hai pensato al passaggio 4-2-3-1 con Cuadrado?

“No, volevo metterlo per De Sciglio, portando superiorità a destra. Siamo andati avanti e ho cambiato. Paulo ha fatto bene, specie nel secondo tempo. E’ un grandissimo giocatore che nel corso della gara cresce, è resistente e aerobico e negli spazi si esalta”.

E’ la prima gara vinta grazie ai singoli. L’assenza di Cancelo quanto è pesata?

“De Sciglio ha fatto bene dopo tanto tempo fuori. Veniamo da una serie di partite, Cancelo ha giocato molto, ho messo De Sciglio e Bernardeschi per dare sostanza. Ci sono partite belle e alcune da vincere, oggi c’era da vincere”.

Nel secondo gol di Ronaldo cosa c’è?

“E’ un esempio visivo per giocare a calcio, questa è la dimostrazione che la pratica va sopra la teoria”.

Un commento?

“E’ un gesto tecnico da imitare, senza spiegazioni”.

Non volevamo riaprire vecchie ferite…

“No, ma finchè allenerò batterò il tasto. Bisogna allenare e non fare teoria con i giovani. Mi piange il cuore vedere bambini che non si divertono, vanno solo a sentire teoria e nient’altro. Ci vogliono segnali, gli allenatori devono far giocare chi sta in condizione. E’ un gioco di conoscenza”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio, con il sogno di diventare giornalista. Web content e Social Media Manager per il Napoli Calcio a 5.