Juventus, Agnelli: “Allegri ha fatto la storia del club. Non era il caso di andare avanti”

Si è presentato anche il presidente Andrea Agnelli nella conferenza stampa odierna, quella del congedo con il tecnico Massimiliano Allegri. Apertura con un lungo ringraziamento all’ormai ex allenatore della Juventus, rifiutando però di dare alcun indizio sul futuro della panchina.

Ecco di seguito le parole del patron juventino, riportate da Tuttomercatoweb: “Non risponderò a nessuna domanda sul nome del prossimo allenatore. Ci sarà un nuovo tecnico, questo è chiaro, ma ancora è presto. Siamo qui per omaggiare Massimiliano Allegri, un allenatore che ha fatto la storia di questo club. Tutto è iniziato a maggio 2013 quando ero sicuro che sarebbe stato il nostro prossimo allenatore. Abbiamo poi aspettato 14 mesi ma io ne ero certo.

È arrivato qui nello scetticismo generale, tra la contestazione dei tifosi. Fin dal primo anno ha avuto tantissimo coraggio, è il tecnico più longevo dopo Trapattoni, è primo nella percentuale di vittorie: ha numeri incredibili e questi sono stati 5 anni bellissimi. Abbiamo fatto tante cavalcate, sia in Champions League che campionato, quest’anno abbiamo vinto lo Scudetto con largo anticipo. In tutto questo la cosa che mi rende più orgoglioso è quello di aver trovato un amico sincero in questo percorso”.

Sul futuro della squadra e sul progetto:Abbiamo fatto una valutazione anche sulla progettualità della società, vogliamo vincere e rinforzare questo gruppo. Abbiamo progetti importanti, per la prima squadra, per le donne e per l’Under 23. Valutiamo investimenti a 360°. La Juventus deve essere sempre all’avanguardia e ho fiducia in Nedved e Paratici.

Per concludere voglio dire che quando ho detto dopo l’Ajax di pensare di andare avanti con Max ero sicuro, poi ci siamo confrontati e c’è anche un po’ di tristezza e commozione per il suo addio ma probabilmente era il momento giusto per chiudere uno dei più straordinari cicli della storia della Juventus. Voglio consegnare una maglia al mister per regalo”.

Cos’è cambiato dal post Ajax?
“L’ho detto prima. Al di là delle dietrologie nell’ultimo mese abbiamo analizzato e riflettuto. Senza pensare alle dichiarazioni fatte siamo arrivati alla conclusione che questo era il momento giusto per chiudere il ciclo, con un acuto e un successo come lo scudetto. Persone intelligenti hanno capito che non era il caso di andare avanti ancora”.

Cosa ha contribuito a questa decisione?
“In un’azienda bisogna prendere le decisioni al momento giusto. Poi vedremo se sarà stata la scelta corretta. Noi viviamo come sempre detto una realtà all’interno: se non si è dentro le dinamiche non si potrà mai sapere perché vengono prese determinate scelte. Non mi piacciono gli yes men, voglio persone che dicono quello che pensano”.

La decisione era stata presa anche prima delle riunioni fatte?
“È stato un percorso. Quando si affrontano determinati temi si capisce che l’interesse è quello di prendere la decisione migliore per tutti. Alla fine è la società che decide. Questo club ha la sua storia e nessuno è indispensabile, siamo tutti utili, a partire da me fino ai magazzinieri. Ci sono stati tanti presidenti, tanti allenatori, tanti calciatori e tanti magazzinieri. Questa è la storia della Juventus che sarà sempre più grande di tutti. Le scelte devono essere prese solo per il bene del club“.

Dove si immagina l’anno prossimo?
“Ora non so niente. Domani dobbiamo andare in campo e festeggiare. Magari una pausa mi farebbe anche bene ma staremo a vedere. Magari a luglio mi prenderà voglia ma non dipende solo da me, devo guardare cosa c’è in giro e fare le mie valutazioni. Se dovrò stare fermo un anno mi dedicherò a me stesso e alla mia famiglia. Ora penso solo alla festa di domani”.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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