A parlare presso l’Aula Magna di Coverciano è stato l’ex attaccante della Fiorentina, al momento in forza alla Juventus, Federico Bernardeschi.

Queste le parole dell’Azzurro riportate dal Corriere della Sera: “Ho giocato poco sino adesso, ma non sono preoccupato. Alla Juve è così. C’è un apprendistato da fare. Ed è normale, quando arrivi in una squadra che ha vinto sei scudetti di fila e ha giocato due finali di Champions negli ultimi tre anni. Le panchine non sono un dramma, le ho accettate con serenità e umiltà. E non ho paura di perdere il Mondiale. Ventura mi stima e mi ha confermato la sua fiducia. Se riuscirò a farmi trovare pronto ogni volta che verrò chiamato in causa, non ci saranno problemi“.

Su questa estate di mercato: “La Juve è la Juve, non è facile entrare subito in sintonia con una squadra che ha sempre voglia di vincere, dal presidente sino all’ultimo dei magazzinieri. Questione di mentalità, quella non si allena. Ho capito che se a Vinovo non si dà il cento per cento i compagni ti passano sopra”.
Sul suo rapporto con la Juventus: “Il primo passo è dimostrare che sono da Juve. Sto lavorando per diventare un punto fermo della squadra e Allegri mi sta aiutando, il rapporto con lui è ottimo. Quello che sta capitando a me è successo a tutti, anche Dybala all’inizio è stato in panchina. Non sono né il primo e non sarò l’ultimo caso. Funziona così ed è giusto. Ci vuole sacrificio, volontà, qualità”.
Sulla Nazionale: “Voglio diventare titolare in Nazionale. Questo è un gruppo bellissimo. La sconfitta con la Spagna ci ha colpito dentro e c’è voglia di rivincita. Andare al Mondiale lo sogno sin da quando ero bambino. E dopo Russia 2018 sono pronto a diventare il leader di una nuova generazione. Il problema è che all’estero ci sono molte più strade per un giovane. Per fortuna adesso le cose stanno cambiando anche qui”.
Sul tirare un rigore contro la sua ex squadra, cosa che non fece Baggio: “Certo che lo tirerei. La mia è stata una scelta professionale. Sono e sarò sempre riconoscente alla Fiorentina, che mi ha cresciuto. È anche grazie ai viola se sono arrivato sino qui. Poi ognuno prende la propria strada. Lo ribadisco: sono orgoglioso di far parte della Juventus, la mia non è stata una scelta casuale”.
Sugli insulti che gli arrivano sui social: “Accetto le critiche, ogni professionista deve farlo. Non mi vanno bene, invece, quelli che definisco i leoni da tastiera, che passano il tempo a insultare. A mia sorella, che è appena diventata mamma (di Olivia), hanno augurato la morte della bambina prima ancora che nascesse. Io, per fortuna, ho basi solide. Altri invece sono fragili, soffrono e c’è chi si suicida. È una vera pochezza umana”.
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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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