#JuveInter – Come Conte ha perso il derby d’Italia

conte

Dopo una settimana di polemiche, abbastanza superflue vista la situazione sanitaria in Italia, ed una domenica surreale, cominciata con Parma e Spal richiamate negli spogliatoi a pochi minuti dall’inizio programmato del match e culminato con il proclamato sciopero da parte dell’AIC, la sera dell’8 marzo si è giocato il tanto atteso Juventus-Inter.

Il derby d’Italia ai tempi del Coronavirus

Un Derby d’Italia che, prima che il Bel Paese fosse alle prese con ben altre priorità, aveva generato hype nei tifosi delle due squadre. Erano quasi venti anni che la sfida più sentita da bianconeri e nerazzurri non era uno scontro diretto per lo Scudetto. Tuttavia il match è stato decisivo due volte nell’ultimo decennio per l’assegnazione del titolo nazionale: il successo 2-0 firmato da Maicon ed Eto’o dell’aprile 2010 spianò la strada ai nerazzurri per la vittoria del diciottesimo Scudetto, mentre l’affermazione bianconera per 2-3 nell’accesa e discussa gara di fine aprile 2018 fu fondamentale per tenere a distanza il Napoli di Sarri e permettere agli uomini di Allegri di rivincere il campionato.

Uno Juventus-Inter così atteso e decisivo non si vedeva dunque da tempo. La partita giocata dalle due squadre ha però disatteso le aspettative purtroppo. La squadra di Sarri ha vinto meritatamente 2-0, grazie ai gol Ramsey e Dybala e sopratutto alla maggiore qualità dei propri giocatori. Il match ciò nonostante è stato piuttosto scialbo, giocato a ritmi talvolta compassati ed in un clima surreale, coerente con il momento del calcio italiano.

Al di là del mero risultato sportivo, uno dei temi principali della sfida era il ritorno a Torino contro la sua ex squadra di Antonio Conte, allenatore portato a Milano dall’Inter per fare la differenza. Ma quanto ha inciso il tecnico salentino nell’economia della gara?

Dove ha sbagliato Conte in Juve -Inter

Nel primo tempo l’Inter era ben schierata e, dopo 10 minuti di assestamento, teneva bene il campo. Il duo Young-Barella è riuscito a contenere la temibile fascia destra della Juventus, composta da Cuadrado e Douglas Costa. La squadra in generale è riuscita a limitare gli uomini di Sarri, pericolosi solo con un colpo di testa di De Ligt su corner e con Cristiano Ronaldo da fuori. I nerazzurri, quasi in maniera speculare, hanno insidiato Szczesny con un’incornata di De Vrij ed una conclusione dal limite di Brozovic.

Nella ripresa l’Inter ha ricominciato con lo stesso piglio con cui aveva finito la prima frazione, controllando il gioco ma senza mai realmente affondare. La rete di Ramsey, abbastanza episodica, ha però spaccato la partita e dal momento della segnatura Conte ha perso la partita, sbagliando le mosse successive. Chiaramente il tecnico pugliese non è l’unico responsabile, visti la serata no degli attaccanti e i tanti, troppi errori individuali, ma ha commesso comunque qualche passo falso, decisivo ai fini del risultato.

I cambi di Conte in Juve – Inter

Innanzitutto le sostituzioni. Già qualche volta quest’anno Conte ha sbagliato qualche cambio ed il problema si è palesato anche nell’importantissimo match di domenica. Se la scelta di fare fuori Eriksen dall’undici titolare per l’ennesima volta è comprensibile, il cambio poteva essere operato prima, per accelerare, dato che la vittoria serviva più ai nerazzurri che ai bianconeri. La decisione di far uscire Barella, uno dei migliori dell’Inter nel primo tempo, e non Vecino, pigro sul taglio di Matuidi che ha portato al primo gol, è apparsa sbagliata: la squadra ha perso le misure, non copriva più e proprio dal lato dove giocava l’ex Cagliari, che nel primo tempo funzionava, è arrivato il raddoppio di Dybala.

Anche la seconda e la terza sostituzione non sono state azzeccate. Togliere un esterno che è stato pericoloso in questo campionato come Candreva per mettere un centrocampista muscolare come Gagliardini non è la mossa più adeguata per una squadra che deve rimontare. Borja Valero al massimo sarebbe stato forse più congeniale per la sua capacità di gestire il pallone. Inserire Sanchez era doveroso e Conte lo ha giustamente fatto, ma forse bisognava lasciare in campo Lukaku che, al netto di una serata decisamente negativa, dà peso all’attacco.

La grande ostinazione: la difesa a 3

Ricollegata ai cambi c’è la questione della difesa a 3. Dei vari interrogativi legati alla difesa a 3 interista si parla ormai da mesi, ma in questa sezione viene analizzata in uno specifico scenario di gara. Contro la Juventus il trio composto da Skriniar-De Vrij-Bastoni ha retto bene, come il resto della squadra, nel primo tempo, salvo poi perdere le distanze con lo scorrere del tempo. Ciò che lascia perplessi è l’ostinazione di Conte nel mantenere tale sistema per tutta la partita: perse le distanze e con due gol da recuperare, erano davvero necessari tre difensori centrali? Non era meglio inserire al posto di uno dei tre un terzino di ruolo (D’Ambrosio)? Non si poteva sacrificare un centrale per Sanchez, lasciando in campo Lukaku?

La mancata reazione dell’Inter contro la Juve

Ciò che ha amareggiato i tifosi nerazzurri è però la mancata reazione della squadra ai colpi del k.o. sferrati dai bianconeri. Dopo lo svantaggio la squadra di Conte è rimasta in balia degli uomini di Sarri, che hanno controllato agevolmente il pallone e trovato il raddoppio, e solo nel finale ha accennato una timida reazione. Un atteggiamento troppo remissivo per una squadra allenata da un tecnico che ha fatto della motivazione e della cattiveria agonistica uno dei suoi punti di forza.

C’è un altro dato che preoccupa ancor di più i supporter interisti. Nel biennio con Spalletti l’Inter ha rimontato ben 10 partite, portando a casa punti da situazioni di svantaggio. Ancora nei ricordi dei tifosi in tal senso sono la rimonta che ha riportato il club meneghino in Champions League dopo 6 anni (Lazio-Inter 2-3) e la rimonta europea contro il Tottenham del settembre successivo.

L’Inter contiana ha invece rimontato solamente in 4 occasioni, contro Parma, Bologna, Verona e Milan.

Un dato su cui Conte deve riflettere ed un trend che deve assolutamente da invertire.

La sospensione del campionato permetterà a Conte di pensare come migliorare la squadra, analizzando ciò che è andato male ultimamente, a partire dalla sfida di domenica. Anche in ottica di un eventuale playoff.

Terminato l’articolo, Vi invito a rispettare le disposizioni del Governo ed a restare a casa. #IoRestoACasa. Ci sono tante cose da fare, anche legate al mondo del pallone che tanto amiamo. Un’idea potrebbe essere quella di riguardare le magie di un giocatore che ha fatto faville in Inghilterra ed è stato incompreso all’Inter. Un po’ come Eriksen finora. Si parla di Dennis Bergkamp, l’Olandese Non Volante, che ha incantato i tifosi dell’Arsenal per 11 anni con giocate geniali.

#Restiamoacasa

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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