Partita con molte incognite, e terminata con ancora più punti di domanda, definire positiva o negativa la stagione della Juventus, non è affatto facile. Dando uno sguardo al semplice albo d’oro, c’è poco spazio per le interpretazioni personali: i bianconeri hanno conquistato il nono scudetto consecutivo, il primo della tanto discusso nuovo corso di Maurizio Sarri.

Allo stesso tempo tuttavia, alla luce di quanto osservato sul campo, è chiaro come l’assimilazione delle idee e dei principi di gioco del tecnico toscano non sia ancora completo; perché questo processo si concretizzi, è necessario un lavoro in sinergia tra allenatore e dirigenza, che permetta di individuare ed eliminare le principali “macchie” mostrate in questi mesi.

La mancata cooperazione tra società e Sarri

Una delle principali problematiche emerse sin dai primi passi di Sarri sulla panchina della Juventus, riguarda le caratteristiche della rosa messa a sua disposizione. Tra giocatori ormai in fase calante della propria carriera ed altri assolutamente non coerenti con la sua filosofia calcistica, la strada è stata in salita sin dalla scorsa estate. La responsabilità del gran caos emerso, è attribuibile in gran parte alla società stessa: molte delle scelte di mercato in entrata e in uscita orchestrate dal ds Fabio Paratici, non hanno infatti reso la vita facile al nuovo allenatore, poi costretto in corso d’opera e nel corso dei mesi a trovare un compromesso tra i suoi obiettivi tattici e il materiale umano a disposizione. 

Con le recenti mosse effettuate dal dirigente piacentino, il trend sembra finalmente cambiato; sia Kulusevski che Arthur, sembrano in potenza due elementi molto utili e su cui si possa lavorare in prospettiva. Il lavoro di restauro di una squadra vincente ma con diversi profili al capolinea, non può però fermarsi qua: resta quindi da capire come si deciderà di muoversi in quella che sarà una sessione di mercato decisiva per il futuro della Vecchia Signora.

Uno dei 9 assist realizzati da Kulusevski nella straordinaria stagione trascorsa tra le fila del Parma

Le lacune della mediana: manca verticalità, ma non solo

Una delle questioni più spinose è legata all’assenza di un centrocampista in grado di verticalizzare in maniera rapida, e di superare con efficacia le linee di pressione avversarie. Miralem Pjanic, a cui Sarri ha affidato per gran parte della stagione le chiavi della mediana, non ha mantenuto le aspettative, tanto da essere sacrificato sul mercato all’interno dell’operazione che porterà Arthur in maglia bianconera. Capire con esattezza quale posizione andrà ad occupare nello scacchiere sarriano l’ormai ex giocatore blaugrana, non è affatto facile: il brasiliano infatti ha più volte dichiarato di dare il meglio da vertice basso, e di non esprimersi al meglio da mezzala, ruolo che ricopriva in Catalogna.

Il classe 97’ potrebbe quindi sostituire il bosniaco, se non fosse per la definitiva esplosione di Bentancur; l’uruguagio post lock-down è stato schierato sempre di più al posto proprio di Pjanic, alternando prestazioni di livello ad altre meno convincenti. Spetta quindi all’ex tecnico del Napoli risolvere questo importante rebus, da cui passa il futuro del centrocampo della Juventus.

Alcuni estratti che evidenziano il grande miglioramento di Bentancur sotto la gestione di Maurizio Sarri

A ciò si aggiunge la grave mancanza di una mezzala in grado ricevere il pallone in corsa e di inserirsi tra linee avversarie; le caratteristiche elencate, si pensava risiedessero nel profilo di Aaron Ramsey, che però non ha convinto. I nomi e le suggestioni di mercato che circolano sono tanti e in molti casi irrealistici; su tutti, i profili più in voga sono quelli di Aouar e Pogba, il cui ritorno è chiesto a gran voce da gran parte del popolo bianconero. Non è però da escludere, che possa essere proprio Kulusevski a soddisfare queste richieste, dal momento che ha già ricoperto il ruolo nel periodo trascorso nella primavera dell’Atalanta.

In questo modo tuttavia, si rinuncerebbe all’apporto che lo svedese potrebbe dare al reparto offensivo, garantendo anche quell’affidabilità e costanza che purtroppo Douglas Costa non ha fornito a causa dei suoi estenuanti problemi fisici. Un ulteriore innesto a centrocampo quindi non può far altro che bene, ma va fatto nel rispetto delle caratteristiche che Sarri vorrebbe dalle proprie mezzali.

Una difesa che non convince e un attacco incompleto

Anche in altre zone del campo, le incognite non mancano. La criticità maggiore risiede sicuramente nella batteria di terzini: di quelli a disposizione, solo Cuadrado ha garantito continuità nel corso dell’annata; anche un giocatore come Alex Sandro, dopo un girone d’andata su livelli accettabili, è calato in modo vertiginoso, e la sua permanenza allo stato attuale è tutt’altro che scontata. Discorso ancora più infelice per De Sciglio e Danilo: il primo , rimasto ai box per quasi tutta la stagione, è ormai dato per partente; il brasiliano invece, chiamato a fare le veci di Cancelo, non ha mai convinto, ma pare al momento impossibile incastrarlo in una operazione di mercato che faccia sorridere le casse del club piemontese.

Il colombiano è uno delle sorprese della particolare annata bianconera

Basterà a risolvere questi problemi il possibile rientro di Luca Pellegrini dal prestito al Cagliari? Difficile rispondere, tenendo anche conto del fatto che il classe 99’ potrebbe essere utilizzato come pedina per arrivare ad Arkadiusz Milik; nel caso in cui davvero dovesse realizzarsi in questi termini l’affare da Juve e Napoli, potrebbero servire a quel punto ben due rinforzi. Le voci più insistenti in questo caso portano ai nomi di Emerson Palmieri, terzino del Chelsea già allenato ed apprezzato da Sarri, di Robin Gosens, protagonista di una annata straordinaria anche a livello personale con l’Atalanta, e del giovanissimo Sergino Dest dell’Ajax, tra i migliori prospetti nel ruolo.

Ultima ma non meno importante, la complessa situazione in avanti: con l’ormai imminente addio di Gonzalo Higuain, andrà trovato un nuovo terminale offensivo che possa far rifiatare un Dybala e un Ronaldo troppo spessi costretti agli straordinari. Tutte le strade per ora, portano al giorno citato Milik: il polacco andrà in scadenza con il Napoli il prossimo giugno, ma De Laurentiis non ha intenzione di abbassare le sue richieste, che si aggirano attorno ai 40-50 milioni di euro. La volontà della Juventus, che ha già l’accordo col giocatore, sarebbe quella di inserire alcuni cartellini sul piatto: gli indiziati sembrano essere Bernardeschi e Romero, che non riscutono però grande successo tra gli azzurri, e Luca Pellegrini, molto apprezzato da Gennaro Gattuso.

Senza problemi fisici, Milik ha dimostrato di poter stare nel novero dei più grandi attaccanti europei

La riuscita della trattativa è strettamente legata ai piani per il futuro dell’ex stella della primavera della Roma, non ancora esplicitati in maniera chiara dai piemontesi; per questo, è ancora presto sbilanciarsi su come si evolverà l’asse tra Napoli e bianconeri, che cercheranno di non scatenare un estenuante braccio di ferro con De Laurentiis. Possibili alternative, su cui la Juve sta lavorando in maniera molto superficiale, sono Raul Jimenez del Wolverhampton e Zapata dell’Atalanta; entrambi però hanno una valutazione superiore ai 50 milioni, il tetto massimo che Agnelli ha intenzione di spendere per il reparto offensivo.

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