Juve Stabia-Salernitana, nel nome di Cissé

fonte: Antonio Gargiulo
Fonte: Antonio Gargiulo

Il debutto in serie A nel 2006 con la maglia dell’Atalanta. Poi tanta gavetta, tra serie C e serie B. Nome: Karamoko. Cognome: Cissé. Nella sua carriera ha giocato a Bergamo, Caserta, Benevento, Bari, Verona, Carpi ed ora a Castellammare di Stabia. Chiamatelo il forestiero, alla ricerca di una fissa dimora.

La scorsa estate Ciro Polito gli ha offerto una nuova casa e lui ha accettato la proposta, nella speranza che nella città delle acque potesse ufficialmente consacrarsi. L’inizio di stagione del classe 1988 non è stato dei più semplici, nonostante il goal al debutto contro l’Empoli, complice l’arrivo di Francesco Forte, che ha messo in discussione la sua titolarità. Un suo infortunio però, ha rilanciato Cissé. Fabio Caserta gli ha dato fiducia confermandolo come punta centrale nei due derby, prima col Benevento e poi con la Salernitana.

La rete è arrivata contro i granata, forse nel momento più difficile della sua vita. Poco prima della gara col Benevento, infatti, Cissé ha dovuto dire addio a sua sorella. Nonostante questa grave perdita, l’attaccante ha deciso comunque di scendere in campo. La sosta ha permesso a Cissé di volare in Guinea per essere accanto ai suoi cari. Da professionista esemplare è ritornato in Italia per mettersi a disposizione della propria società. E, chiamatelo caso, chiamatelo destino o provvidenza, ma Cissé ha potuto, attraverso ciò che ama fare, cioè segnare, onorare la memoria di sua sorella.

Sguardo al cielo, poi un bacio al campo. La sua esultanza ha emozionato il pubblico del Romeo Menti e i suoi compagni, che si sono stretti tutti intorno a lui. Gruppo compatto. Con sacrificio, intensità e passione, la Juve Stabia ha conquistato il suo derby. Con Cissé, per Cissé.

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